Pubblichiamo una lettera inviataci da Laura Carlino a proposito della proposta discussa in Commissione toponomastica di cambiare nome alla piazza Cadorna
Non nascondo la mia soddisfazione nel leggere della decisione unanime, da parte della Commissione Toponomastica, di dedicare una via ad Aldo Protti. Certo era decisione scontata dato il cambio di amministrazione, ma non per questo meno apprezzabile.
Sono invece perplessa dalla decisione di rimandare – e non di respingere senza appello – la proposta dell’amico Michele Aglio di rinominare Piazza Cadorna dedicandola a Favalli. Michele, sempre polemico e pungente quando parla e scrive (per altro benissimo), ha avanzato la proposta alcuni mesi fa motivandola con l’urgenza di togliere una dedica ormai datata e, soprattutto, smentita dalla storia. In altre città è già stato fatto. Sono d’accordo, dal momento che non di revisionismo di parte trattasi (in tal caso, per molti andrebbero cambiate moltissime denominazioni a vie e piazze ovunque in Italia), ma di un giudizio negativo sul personaggio ormai condiviso da tutti gli storici.
Ritengo tuttavia che occorrerebbe riflettere a lungo prima di appioppare alla povera piazza un altro nome che, pur essendo sicuramente caro al cuore di moltissimi sportivi, finirebbe ben presto per cadere, come il precedente, nel dimenticatoio. Perché per i Cremonesi -tutti, sportivi e no – quella piazza fu, è e rimarrà sempre “Porta Po”. Dal centro si scende verso “Porta PO”, si parcheggia la macchina “a Porta Po”, si attraversa “Porta Po”: ma li sentite i Cremonesi parlare? Certo, anche per le altre piazze è lo stesso: Porta Milano, Porta Venezia, Porta Romana restano le denominazioni usate da qualsiasi cittadino a dispetto della nuova (non più tanto, ma mai entrata nell’uso) toponomastica.
E allora, se Cadorna non piace più, perché non tornare – almeno dove si può – a quel nome che i Cremonesi amano tanto? Se si deve creare un disagio a tanti cittadini e a tante attività di ogni genere che sulla piazza hanno la ventura di trovarsi, forse sarebbe meglio farlo per un cambio più sentito.
Laura Carlino