La presenza della religione nell’ambito pubblico è soprattutto necessaria per poter guardare con speranza al futuro delle democrazie e, quindi, al domani dei popoli che nelle democrazie continuano a vedere lo strumento migliore per promuovere la libertà e la creatività dell’uomo. Non è senza significato che un numero crescente di studiosi stia sottolineando come la presente crisi delle democrazie contemporanee non sia soltanto determinata dai colpi dell’economia e della finanza del sistema globale, o dalle crescenti insostenibilità di un welfare illusoriamente garantito per sempre dallo stato. Dopo aver consumato le illusioni di una trascendenza integralmente “politica”, le nostre società tornano a confrontarsi con la domanda sul senso della convivenza: cioè tornano a interrogarsi sul significato più profondo dell’appartenenza a una comunità, e dunque sulle radici autentiche dell’essere cittadini.
(Dal saggio di Lorenzo Ornaghi, Politica. Perché ha bisogno della religione, in “Vita e Pensiero”, gennaio 2012)