Cives Cremona

13 febbraio 2009

Il sogno di Patrizia

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 17:44

C’è un rapporto asimmetrico tra gli amministratori e i cittadini. Il sindaco, come il presidente, ha molti mezzi per raggiungere in un colpo solo migliaia di cittadini, questi invece hanno mezzi scarsissimi. La consapevolezza di questa asimmetria è presente anche negli statuti comunali, che prevedono strumenti di partecipazione popolare, come le istanze, le petizioni, i referendum, ma la loro efficacia è modesta e di conseguenza il loro uso è molto scarso.
Il fenomeno è aggravato dal comportamento dei partiti, che troppo spesso, anziché mettersi dalla parte dei cittadini e aprirsi alla società, occupano le istituzioni nel particolare interesse degli appartenenti al ceto politico.
Il rapporto asimmetrico e la sordità dei partiti possono essere corretti dall’informazione – il quarto potere delle società moderne – a condizione che non sia al servizio di qualche interesse particolare, o non sia condizionata dalle veline dei pletorici uffici stampa delle amministrazioni pubbliche. I cittadini liberi fanno comunque fatica a far sentire .la loro voce, poiché le lettere ai giornali si riducono a uno sfogatoio non organizzato, in cui un’opinione annulla l‘altra e tutte assieme non compongono un indirizzo alternativo, cioè una “opinione pubblica” sufficientemente forte da influire sulle decisioni degli amministratori o dei responsabili dei partiti.
Cives vuole essere il tentativo di liberi cittadini di individuare indirizzi di politica amministrativa che abbiano come unico metro di misura l’interesse dei cittadini in quanto tali, con l’obiettivo di contrastare la propensione – inesorabile nelle istituzioni burocratizzate – ad accrescere se stesse. Cives ha l’ambizione – e forse la presunzione – di voler formulare progetti generali di politica amministrativa partendo dai problemi singoli e concreti, dai fatti che la cronaca evidenzia ogni giorno. Non per sostituirsi ai partiti o alle istituzioni – questa sì sarebbe presunzione – ma per essere voce critica e stimolo nei loro confronti.
In una lettera alla Provincia, del 21 novembre scorso, la concittadina Patrizia Signorini spiegava con parole semplici sentite e chiare cosa avrebbe fatto se fosse stata sindaco, preoccupata per i segni di decadenza visibili in città (troppi “vendesi”e “affittasi”, troppi uffici pubblici) . Ecco, il sogno di Patrizia vale come invito a ciascuno a sentirsi sindaco e a pensare ai problemi della città in termini generali. Ci incoraggia nel nostro progetto di fare appello al senso civico. Se tante volontà coincideranno il sogno di Patrizia potrebbe anche avverarsi.

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