Cives Cremona

13 febbraio 2009

Il rebus di Maderno

Filed under: Provincia — Cives Cremona @ 17:19

A più riprese, il Presidente Torchio ha insistito sulla opportunità di alienare l’immobile di Maderno, per ricavare mezzi finanziari da destinare ad investimenti.
Per capire la fattibilità dell’operazione, ripercorriamo -andando a memoria- la vicenda dell’imponente struttura, posta in una località amena, Toscolano Maderno, sul Lungolagoo Zanaredelli, Garda. L’immobile, denominato “Ex-Ospedale Sanatoriale” o “Istituto Cremonesi” e “Ex-Albergo Bristol”, è rimasto operativo sino al 31 dicembre 1976. Era di proprietà del Consorzio antitubercolare di Cremona, che al momento della nazionalizzazione delle strutture sanitarie, il 15 settembre 1980 lo cedette in donazione alla Provincia di Cremona, alla condizione precisa che fosse destinato a scopi assistenziali per anziani o studenti. Nel caso la Provincia non avesse rispettato la condizione, il ricavato di un’eventuale vendita avrebbe dovuto essere devoluto all’Asl, subentrato nelle competenze del Consorzio.
Dopo molti anni, il 12 aprile 1999, la Provincia cedette l’immobile in comodato per 99 anni all’Istituto di Sospiro, che lo avrebbe destinato a residenza per anziani e disabili, ponendo a carico dell’Istituto le spese di ristrutturazione. Da quello che risulta, le spese sostenute dall’Istituto sono state fino ad oggi di circa 4 milioni di euro, senza arrivare tuttavia al completo recupero funzionale. Se la Provincia intendesse adesso chiedere la risoluzione del comodato, dovrebbe pagare all’Istituto quanto speso in opere di ristrutturazione, ma sarebbe comunque obbligata a rispettare il vincolo di destinazione, come previsto all’atto di donazione. Inoltre, se lo alienasse semplicemente sarebbe chiamata dall’Asl a versare il ricavato della vendita.
Insomma, fare come dice il Presidente della Provincia, Giuseppe Torchio, ovvero cercare un modo “legale” per girare la cifra a Fondazione Sospiro, non è semplice. Si tratta di somme rilevanti: 16 milioni di euro, nel caso si venda al gruppo austriaco Swarovski, che vuole struttura e parco; 10 milioni, se ceduto ai Fondi Pensioni tedeschi, che chiedono solo lo stabile. Stante comunque l’entità dell’investimento, potrebbe essere interesse di tutti non procrastinare lo stato di abbandono, che dura dal 1979, ma trattandosi di soldi pubblici occorrerà una soluzione giuridica perfetta, che non leda gli interessi di nessuno.

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