Cives Cremona

25 febbraio 2009

Lassù qualcuno ci ama

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 10:59

Lassù in comune qualcuno ci ama, pensa e provvede a noi. Abbiamo ricevuto il pieghevole Il Comune per i cittadini, polizza assicurativa di assistenza in caso di furti, scippi e rapine, con cui il sindaco Giancarlo Corada ci comunica che il Comune ha deciso di offrire un concreto aiuto a tutti i cittadini vittime di questi eventi dannosi, stipulando una polizza a loro favore con la compagnia Unisalute. Il pieghevole spiega anche nei dettagli quali sono le garanzie offerte e le modalità da osservare per ottenere gli interventi o i risarcimenti previsti dalla polizza. E spiega anche che la polizza non ci costa niente perché è un’iniziativa a carico del comune.
A questo proposito, sarebbe più corretto dire che il costo della polizza è a carico di tutti i cittadini, anche se i cittadini non conoscono l’ammontare della spesa sostenuta per conto loro dal comune. Anche le poche voci che si sono levate pro o contro sull’argomento non hanno colto la lacuna informativa; nemmeno l’assessore Celestina Villa, intervenuta per spiegare il disinteresse elettorale della giunta in questa decisione, ha accennato alla spesa.
Sarebbe opportuno – a noi pare – saperne di più. Qual è il costo annuo della polizza? Quanti sono i casi di scippi, rapine e furti in casa previsti? Quante e quali assicurazioni sono state invitate? Abbiamo cercato queste informazioni sul sito del Comune, ma (forse per nostra imperizia) non abbiamo trovato le risposte.
Aspettiamo le risposte. E aspettiamo fin da ora il rendiconto annuale dei risarcimenti pagati dalla compagnia Unisalute ai cittadini colpiti dai sinistri assicurati.

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C’era una volta “l’azienda”

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 10:57

C’era una volta “l’azienda”, per i cremonesi l’azienda era l’Aem, l’Azienda elettrica, la gloriosa municipalizzata che ha accompagnato lo sviluppo della città dalla sua nascita fino a pochi anni fa. Poi, per obblighi di legge, per ragioni di mercato e, soprattutto, per la vocazione espansionistica insita in tutte le organizzazioni, dalla vecchia Aem è scaturita una galassia di società, tutte direttamente o indirettamente partecipate dal comune di Cremona. Cerchiano di seguire le tappe di questo percorso, dalla storia ricavata dal sito della stessa società.
Nel settore trasporti, allo scopo di integrare in un unico sistema provinciale i trasporti urbani e quelli extraurbani, Aem costituisce KM, una società pubblico-privata, al 51% di Aem e al 49% di Saia. Per completare la sua vocazione di global service, Aem dà vita ad AEMcom uno dei primi gestori locali di servizi integrati a larga banda e tradizionali. Nel 2003 partecipa alla costituzione di Linea Group, nata dall’alleanza tra le principali aziende multiservizi di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia, che porta l’anno dopo alla nascita di Linea Group Holding (LGH) .Nel 2005, in attuazione della norma che prescrive la separazione delle attività gestionali dalla proprietà degli impianti e delle reti, dà vita alla società Aem Gestioni Srl. Nel 2006, insieme alla Provincia di Cremona, a Padania Acque e Scrp di Crema, entra a far parte della società di scopo Conve.cr (Connessioni Veloci Cremona), per realizzare una rete basata sul wi-fi in grado di portare internet veloce in tutti i 115 comuni della provincia. Infine, nel 2008 nasce Linea Più, società operativa di Linea Group Holding, che si occupa della vendita di gas ed energia elettrica e nasce dall’unione delle aziende di vendita di Linea Group, Pavese Energia e Cogeme Più.
Trascuriamo per ora le società minori e i disparati collegamenti societari in cui Aem si trova inserita e limitiamoci ad alcune osservazioni
La prima riguarda la proliferazione di consigli di amministrazione ch è naturalmente seguita alla proliferazione delle società. La capostipite Aem ha cinque consiglieri, tra cui il presidente (Franco Albertoni), il vice (Eduardo Poles) e tre consiglieri semplici (Aurelio Guarneri, Alessandro Carpani, Giacomo Bazzani). Aem Gestioni ha pure cinque consiglieri: il presidente (ancora Franco Alberoni) e quattro consiglieri (Federico Parea, Pierluigi Ongari, Gualtiero Nicolini, Franco Zanibelli). Linea Group Holding ha cinque consiglieri, tra cui il presidente (Giuseppe Tiranti), l’amministratore delegato (Fabrizio Simi), il viepresidente (Nicola Adovastro) e due consiglieri (Alessandro Galli e Massimiliano Salini). Linea Più si accontenta di tre consiglieri: il presidente Nicola Adovastro (ancora lui), il vice Giovanni Vanolli e il consigliere semplice Giuseppe Tiranti (ancora lui). Conve.cr ha solo tre consiglieri, ma di peso: il presidente della Provincia Giuseppe Torchio, come presidente, il vice di Aem spa Eduardo Poles in qualità di vice e Corrado Bonoldi (Scs di Crema). Aemcom ha un amministratore delegato, Gerardo Paloschi, che però non risulta dal sito aziendale.
Licio Davossa e Felice Troiano che hanno avviato una coraggiosa campagna sul “sindaco a costo zero” riflettano su questa realtà; forse ci sono tanti altri costi da tagliare.
La seconda osservazione riguarda i costi indiretti che i cittadini devono sopportare, non facili da decifrare data la complessità dei bilanci. Quanto costano gli organi amministrativi, di direzione e controllo delle società controllate sopra indicate? Quanto pesano i risultati deludenti di alcune gestioni sui costi della capofila? Di quanto riducono il suo utile e di conseguenza l’incasso del comune proprietario? Ma qual è quindi il livello di imposizione fiscale occulta sopportato dai cittadini mediante gli utili trasferiti al comune azionista?

I cubi migranti

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 10:55

(III parte – La seconda è stata pubblicata il 23 febbraio) Fa un po’ tenerezza l’intenzione, a suo tempo espressa dal sindaco Zaffanella, di destinare l’intera area a grande giardino pubblico. Mi riferisco all’ex deposito Saia, dove sono stati costruiti alcuni scatoloni alti fino a 5 piani ciascuno, accorpati l’uno all’altro. La loro disposizione, inclinata di circa 45 gradi rispetto all’asse della via e quindi alle facciate delle case vicine, pare sia al fine di seguire “l’asse eliotermico”, in modo da garantire il massimo apporto di luce naturale e di calore durante l’anno, ma credo finisca per farli risaltare ancora di più.
Sicuramente l’imponenza è dovuta al solito uso della perequazione: il piano regolatore prevedeva una cubatura minore per questi palazzi, ma la proprietà, impegnandosi con il Comune ad acquistare aree ed a realizzarvi opere ad uso pubblico (parchi, parcheggi, ecc.) in altre zone della città, ha ottenuto in cambio il permesso di costruire volumi maggiori, quindi più piani e più appartamenti da poter vendere. In questo caso, le aree di perequazione sono in periferia, a San Felice, e di proprietà di un consigliere comunale.
Questo modo di procedere mi pare un controsenso: se il piano regolatore prevedeva, in base a precisi calcoli e vincoli, una certa cubatura per quell’area, è assurdo dare la possibilità di aumentarla per avere in cambio, per esempio, un parcheggio a chilometri di distanza, dove le aree costano meno. Delle due l’una: o è meglio che Cremona rifiuti lo strumento della perequazione o gli “indici” di edificabilità sono troppo elevati!
Nonostante il contesto di via Giuseppina non sia di particolare pregio e sulla via si affaccino quasi sempre vecchi condomini, è evidente che questo complesso li superi tutti per imponenza e come tutto lo spazio a disposizione sia stato sfruttato; basti notare come le nuove costruzioni sfiorino la vecchia palazzina degli uffici Saia per rimpiangere le distanze tra le vecchie case popolari all’inizio della via.
Gli interventi su cui mi sono soffermato sono solo quelli che mi hanno incuriosito di più, ma come li giudicheremo tra trent’anni? Non è che qualcuno dovrà un po’ vergognarsi?
(segue)                                                                                            Luca Ferrarini

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