Cives Cremona

27 febbraio 2009

Quelle “anomalie” nella riscossione dei tributi

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 09:22

Ha presentato un’interrogazione urgente a risposta orale. Non lo convincono le modalità di rinnovo, seguite dal Comune di Cremona circa il contratto per la riscossione dei tributi municipali, affidata alla società Ica-Abaco. Così il dott. Carlalberto Ghidotti, consigliere comunale di Forza Italia, ha deciso di vederci chiaro. Perché? Glielo abbiamo chiesto: “Ma perché il rinnovo a questa società è stato fatto in maniera «anomala»”. In che senso? “Le spiego: due anni fa ci fu il bando di gara per l’assegnazione. Vinse Ica-Abaco con un’offerta «particolare», in quanto molto più alta della seconda arrivata. In seguito a questo appalto, della durata di due anni, venne fatto ricorso al Tar di Brescia, il quale, verificate le condizioni in cui si svolse, decise di annullare il tutto, lasciando al Comune la possibilità di indire una nuova gara”. A far problema, spiega Ghidotti nell’interrogazione, pare siano state alcune lacune emerse nella procedura di selezione. “Data l’urgenza dei tempi e la contingenza del momento -prosegue il consigliere di Forza Italia-, l’ente locale decise invece di prorogare comunque la riscossione per due anni alla ditta Abaco. Terminato tale periodo, ci si aspettava che -in maniera trasparente- indicesse una nuova gara. Così invece non è stato. A dicembre la giunta ha approvato una delibera, con cui il contratto è stato prolungato per un nuovo biennio, facendo appello ad un vincolo, ad una clausola presente nell’accordo precedente, quello gia annullato dal Tar”. Nel frattempo, giunse l’abolizione dell’Ici sulla prima casa: alcuni costi, di conseguenza: “Già -commenta Ghidotti- Ora veniamo a pagare un importo molto alto -più di 350 mila euro, Iva compresa- anche per dei servizi, che la ditta Abaco non deve nemmeno effettuare. Benché le operazioni cioè siano alquanto diminuite -perché ricordiamo che l’Ici sulla prima casa era la maggior fonte d’entrata del Comune di Cremona-, l’importo attribuito alla ditta dall’amministrazione municipale è il medesimo di due anni fa, quando quest’imposta c’era ancora”. Il Comune ha già risposto alla Sua interrogazione per bocca dell’assessore alle Politiche Finanziarie e di Bilancio, Celestina Villa. Soddisfatto? “Assolutamente no -afferma Ghidotti- perché l’assessore Villa nel rispondermi è stato molto, molto vago, senza scendere con puntualità nello specifico delle domande poste. Ad esempio, chiarendomi per quale motivo si sia potuto agire in questo modo, facendo appello ad una clausola di un contratto, il primo, annullato dal Tar. Desidero solo ricordare i problemi già riscontrati dai cittadini cremonesi nei primi due anni di esercizio, in fase di pagamento dei bollettini dell’Ici: sui giornali locali, apparvero numerose lettere, che denunciavano già tali situazioni. A partire dalle code. Chi non mastica questa materia, non ne può saper nulla, poiché sono questioni molto tecniche. Che tuttavia muovono ingenti capitali, benché -purtroppo- non siano di dominio pubblico”.

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