Cives Cremona

7 aprile 2009

Se l’acqua diventa un totem

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 08:00

La convocazione dell’assemblea dell’Ato (Ambito territoriale ottimale), formata dai sindaci della provincia, allo scopo di decidere le modalità di gestione per l’erogazione del servizio idrico, ha sollevato le proteste del “Comitato per l’acqua pubblica” e le prese di posizione di alcuni partiti (di diverso orientamento politico), accomunati dalla contrarietà alla gestione privata o anche solo pubblico-privata degli acquedotti.
Le motivazioni contrarie possono tutte essere ricondotte ad un assioma: l’acqua è un “bene comune”. Sollevata così l’acqua nella stratosfera delle ideologie, si dimentica che nel nostro ordinamento l’acqua è già un “bene pubblico”, inalienabile e indisponibile, sottratto all’uso arbitrario dei privati, soggetto a regolamentazioni e controlli. Bene che tende a scarseggiare e che andrà sempre più usato con parsimonia e con grande attenzione ai diversi usi cui è destinato, civili, agricoli, industriali.
Ma si dimentica ancora che oltre alle grandi derivazioni pubbliche, sono state le rogge e i consorzi privati a fare la fertilità e la ricchezza delle nostre terre, sotto il controllo s’intende di apposite magistrature.
Non sarebbe meglio quindi ridimensionare il problema e spogliarlo dell’enfasi ideologica in cui è stato avvolto? E anche dell’opportunismo politico con cui ogni partito cerca visibilità e collocazione in vista di qualche tornaconto elettorale?
Il problema infatti non è quello di privatizzare l’acqua, non è nemmeno quello di privatizzare gli impianti e gli acquedotti che appartengono ai comuni e restano tali. Il problema è solo quello di decidere se il solo servizio di erogazione possa essere affidato ad una società privata, o a una società a capitale misto, o a una società totalmente pubblica, magari la stessa cui sono stati dati in gestione gli acquedotti e gli impianti. E’ un problema pratico di convenienza, da sciogliere in base ai piani d’investimento e al fabbisogno di capitali. Non esiste una formula universale: ci sono aziende pubbliche efficienti e aziende pubbliche colabrodo, aziende private gestite con oculatezza e aziende private parassitarie.
L’importante è che l’acqua non diventi un totem.

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