Cives Cremona

21 aprile 2009

Banca Popolare: gli interessi dei consiglieri e quelli del territorio

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 08:00

Il giornale La Provincia ha dato la notizia di indiscrezioni che filtrano dal quartier generale del Banco Popolare di Verona, secondo le quali verrebbe ridotto in modo significativo il numero dei membri del consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Cremona, di cui il Banco è unico azionista. Sempre secondo La Provincia le indiscrezioni hanno provocato un certo nervosismo nei consiglieri e nelle categorie economiche di appartenenza, che temono una “alterazione nei rapporti di forza tra le categorie” ed una attenuazione del legame tra la banca  e il territorio.
La preoccupazione per la territorialità della banca, che sarebbe salvaguardata nel modo migliore dalla presenza nel consiglio delle categorie economiche, era stata ribadita in diversi interventi riportati da una inchiesta in otto puntate della Provincia. Le preoccupazioni nascevano allora dal progetto di incorporazione delle banche popolari di Cremona e Crema in quella di Lodi, poi tramontato; riemergono oggi per la minaccia della scure che starebbe per abbattersi sui consigli di amministrazione, riducendone drasticamente il numero.
Per capire meglio la sostanza del problema, ricordiamo che oggi i consiglieri della Popolare sono ben diciannove, quattro nominati dalla capogruppo veronese, quindici in rappresentanza delle categorie economiche cremonesi: sei per le categorie industriali, quattro per le categorie agricole, due per le categorie artigiane e uno per i professionisti. Sono decisamente tanti e soprattutto sono autoreferenziali, hanno perso la legittimazione democratica che li sosteneva quando la banca era una cooperativa e assicurava direttamente il rapporto con il territorio. Peraltro questo rapporto non viene meno oggi se si riduce il numero dei consiglieri, è venuto meno quando questo consiglio mutò la natura della società per cederla a Fiorani, come abbiamo già scritto su questo sito nel nostro articolo “La Popolare alla ricerca del tempo perduto” del 27 febbraio. Il nervosismo e le preoccupazioni sembrano dunque dettati più dalle sorti personali dei consiglieri che da quelle del territorio.
C’è anche da dire che  gli attuali rapporti di forza all’interno del consiglio non paiono rispettare la struttura attuale dell’economia cremonese e soprattutto che non sono presenti nel consiglio tutti i portatori di interessi cui la banca fa riferimento, in primo luogo i risparmiatori, il gruppo più sacrificato dalle recenti drammatiche vicende bancarie. Sarebbe quindi opportuno che Il Banco Popolare, dovendo necessariamente modificare lo statuto della banca cremonese, configurasse il nuovo consiglio modellandolo sulla mutata realtà e sulle esigenze di tutela dei risparmiatori.

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