Cives Cremona

29 maggio 2009

Più trasparenza e controllo democratico per le aziende

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 08:00

L’interessante forum di Cronaca, che ha messo i candidati sindaco a confronto sui programmi amministrativi, ha dedicato l’ottava puntata (27 maggio) alle aziende pubbliche. Dalle sintetiche risposte sembra che tutti i candidati siano consapevoli dell’eccessiva proliferazione di aziende e di consigli di amministrazione e quindi favorevoli alla semplificazione e alla riduzione dei costi. Qualcuno è anche favorevole all’intervento (minoritario) dei privati allo scopo di recuperare risorse per finanziare investimenti futuri. Permane ancora un “blocco ideologico” (soprattutto a sinistra) sulla gestione privata o anche mista delle reti idriche, perché si continua a confondere la natura pubblica dell’acqua (che tale è e tale resterebbe comunque) con la gestione di un servizio di erogazione.
Dato atto delle positive intenzioni dei candidati in tema di aziende pubbliche (ma allargherei il concetto anche alla numerose fondazioni e associazioni), mi pare che sia rimasto completamente nell’ombra il problema del controllo democratico di questa rilevante fetta di potere da parte dell’organo elettivo – il consiglio comunale – e da parte dei cittadini elettori. Controllo che passa da due scelte essenziali: la trasparenza dei dati e l’assunzione da parte del consiglio della funzione di indirizzo  e verifica costante degli  obiettivi delle politiche aziendali.
Circa la trasparenza, inviterei i candidati amministratori a prendere esempio da Obama che, sul presupposto che i dati appartengono ai cittadini e non ai politici, ha deciso di metterli a disposizione di tutti in un apposito sito (vedere www.data.gov ), dove si possono trovare i dati relativi a tutte le agenzie federali. I siti locali sono nebbiosi e carenti di informazioni, soprattutto sui costi diretti e indiretti di ogni centro di spesa, vanno tutti riorganizzati e resi trasparenti alla cittadinanza. Il fatto che aziende, fondazioni, consorzi, associazioni abbiano natura giuridica privata non può essere una scusa: il loro patrimonio proviene dalla comunità locale, deve essere gestito nell’interesse della comunità locale e chi li amministra deve rendere conto alla comunità. D’altra parte il principio della trasparenza e dell’accessibilità dei dati è previsto dallo statuto comunale (anche se è circondato da molta circospezione), tanto vale applicarlo generalmente.
Circa il ruolo del consiglio comunale, questi dovrebbe riappropriarsi pienamente delle funzioni di indirizzo e controllo previste dallo statuto e chiederne l’ampliamento, soprattutto in tema di nomine e di bilanci, oggi riservati alla competenza del sindaco o della giunta, ovvero della sola maggioranza di governo.

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28 maggio 2009

Per guarire dalla sindrome dell’isola felice

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 08:05

Nel fondo della Provincia di domenica 24 maggio (Nani e ballerine annidati nelle liste) Vittoriano Zanolli lamenta la dispersione delle liste e stigmatizza i mercanteggiamenti di cui ha avuto conoscenza; invita gli elettori a valutare i candidati tanto come singoli quanto per la collocazione politica; infine, constata  l’assenza di progetti coraggiosi e invita i candidati a volare alto e a fare proposte originali.
Sul primo punto ci siamo già espressi l’11 maggio (v. Grammatica elettorale n. 2). A noi pare che la dispersione sia minore di quel che sembri (le vere liste civiche sono solo tre), mentre esiste sicuramente il rischio dei mercanteggiamenti, che riguardano certamente il “bellimbusto” citato da Zonolli (di cui non abbiamo conoscenza), ma anche tutte le liste minori, se non dichiarano apertamente la loro strategia. In caso contrario, non ci sentiamo di definire inutile il voto dato ad una lista minore “non collocata”, che senza ambire alla vittoria potrebbe conquistare qualche seggio in consiglio e utilizzarlo per condurre la sua azione amministrativa.
Sul fatto che “da quindici anni in città si gestisce l’esistente” (forse anche di più) e che mancano progetti veramente coraggiosi, paghiamo probabilmente la sindrome dell’isola felice, di una comunità appagata di vivere delle sue piccole o grandi rendite e di pubblica amministrazione, dimentica che la sua felicità l’hanno pagata le decine di migliaia di cremonesi che negli anni cinquanta e sessanta hanno preso la strada dell’emigrazione, nonché quei settemila che ogni giorno devono pendolare verso altri comuni (soprattutto Milano) sopportando un grave disagio personale e familiare. Eravamo più di 82mila abitanti trenta anni fa, oggi siamo 72mila solo grazie agli oltre settemila immigrati, quasi triplicati negli ultimi sette anni. E le proiezioni non promettono niente di buono se “progetti coraggiosi” non invertiranno o almeno freneranno la tendenza.
Sarebbe inutile e anche amaro fare il conto delle occasioni perdute: Cerchiamo di non perderne ancora e indirizziamo la spesa pubblica non verso opere improduttive (spesso inutili e talvolta dannose), ma verso investimenti produttivi in termini di servizi e occupazione futuri. Dopo tutti i “tavoli”, gli “accordi quadro strategici”, le consulenze per studi e ricerche dovrebbe pur maturare qualche iniziativa per invertire la tendenza, per togliere Cremona dall’isolamento, per trattenere i giovani a attirarne di nuovi. Per non limitarmi alle chiacchiere e tralasciando quanto già nei programmi di tutti i candidati, perché non pensare – ad esempio – ad una università per stranieri?

Insostenibile leggerezza del web

Filed under: Società — Cives Cremona @ 08:00

Dissonanze è una lista di giovani che appoggia la candidatura a sindaco di Corada. Quando si scopre che alcuni giovani della lista, partecipando ad un forum sul sito CremonaPalloza, avevano espresso giudizi assai pesanti sul sindaco uscente, sugli istituti religiosi, sulle suore, su don Baget Bozzo, su Israele, “scoppia il caso” e la Provincia del 17 maggio lo riporta con grande evidenza.
CremonaPalloza è un sito giovanile (sottotitolato “alternative fansite”), fatto di musica, cinema, teatro, immagini. CremonaPalloza è anche l’associazione che ha collaborato con il Teatro Ponchielli alla organizzazione del concorso per cortometraggi I corti a teatro. E’ comprensibile quindi il suo imbarazzo e il suo disorientamento di fronte al “caso”. Fatto sta che reagisce maldestramente e, per prima cosa, blocca l’accesso al forum ai soli utenti registrati; poi (come si apprende dal sito www.micheleaglio.it), si autocensura e cancella 400 commenti dal forum.
Sono seguite inevitabili polemiche a livello politico, regolarmente registrate dai giornali. Non sono tuttavia gli aspetti politici del fatto ad ispirare questa nota, bensì gli interrogativi che ci ha suscitato sulla natura e sell’etica del web. Chi scrive appartiene ad una generazione antica che viene dalla carta stampata, tanto che questo nostro sito è stato addirittura registrato in tribunale con l’indicazione del direttore responsabile. Responsabile in quanto la libertà di parola non ammette parole in libertà ed esige che qualcuno risponda quando si superino i confini del lecito; né ammette che il gergo giovanile o goliardico affranchi dalla responsabilità quando contiene ingiurie od offese.
E’ possibile che le generazioni cresciute nella comunicazione virtuale, i “nativi digitali” come vengono definiti dagli studiosi, gli “indigeni del web” ormai immersi in un mondo immateriale, si siano abituati alla disinvoltura espressiva e al linguaggio istintivo, ma possono autoesonerarsi dalla responsabilità? Sulla carta stampata le parole pesano e una volta scritte non potranno “né pietà né ingegno cancellarle, né lacrime lavarle”. La leggerezza del web consente di farlo con un click. Non sarebbe bene trovare un codice comune?

26 maggio 2009

Quelle tante troppe pubblicità

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 08:00

Il taglio della pubblicità “istituzionale” potrebbe essere una buona fonte di risparmio per le casse pubbliche e per i cittadini. Proviamo a sfogliare insieme un giornale qualsiasi: istituzioni, aziende controllate o ad esse riconducibili, enti di secondo livello sono ovunque. Anzi, sono probabilmente tra i principali inserzionisti pubblicitari su carta stampata e siti web del territorio, pur essendo tra quelli che – agendo di fatto in regime di monopolio – necessiterebbero meno di pubblicità.
Scegliamo a caso qualche esempio. Quotidiano La Provincia del 21 maggio: Aem a pag. 16; Linea Group a pag. 28; AemCom a pag. 49; a pag. 51 troviamo la 21ma edizione della Tre Giorni in Piazza, promossa tra gli altri da Provincia, Comune di Pizzighettone, ente Pizzighettone Fiere dell’Adda e Sistema Fieristico Provinciale di Cremona. Quotidiano La Cronaca del 16 maggio: Aem a pag. 6; AemCom a pag. 28; di nuovo la Tre Giorni in Piazza a pag. 30. Settimanale Il Piccolo del 22 maggio: a pag. 3 la mostra su Picasso, promossa dal Comune di Cremona; a pag.4, compare IdroDep Srl – Depurazione Acque, collegata a Padania Acque, che invece fa bella mostra di sé a pag. 20; a pag. 18 abbiamo l’A.Ato, l’Autorità Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Cremona; a pag. 19, l’immancabile Aem. Sul settimanale La Vita Cattolica del 21 maggio, paginone di AemCom a pag. 48.
Per non parlare degli inserti. Sul Metro di misura, unito a Cronaca in marzo, ecco AemCom a pag. 2, Autostrade Centropadane a pag. 8, Linea Group a pag. 37, la Provincia di Cremona a pag. 52. Il Supplemento di Pasqua di Vita Cattolica  pubblica a pag. 12 la pubblicità del Comune di Cremona, a pag. 14 quella della Provincia, a pag. 28 quella dell’Aem, a pag. 60 l’azienda speciale Cremona Solidale.
Il mensile dell’amministrazione municipale di Cremona, In Comune, merita un discorso a sé. Già è discutibile che un ente locale diventi editore per farsi autopromozione, è ancora più discutibile che raccolga pubblicità, sottraendola ad un mercato già stretto per la concorrenza. Che parte dei proventi derivi ancora da aziende pubbliche o parapubbliche è poi il gatto che si morde la coda. Un esempio? Sul numero di marzo ecco l’A.Ato della Provincia di Cremona a pag. 2, le solite Autostrade Centropadane a pag. 4, nonché l’iniziativa “L’Inglese e il Francese a Cremona” promossa –tra gli altri- anche da Comune e Provincia a pag. 26.
Sui siti web si registra un vero e proprio diluvio: E-Cremona Web di sabato 23 maggio pubblica on line 3 inserzioni dell’Aem, 7 di Linea Group, 9 di AemCom. Nello stesso giorno su “Welfare Cremona”, tra Feste dell’Unità e Congressi del Pd, abbiamo trovato 45 inserzioni di Autostrade Centropadane, 18 di AemCom, 34 di Aem, 38 di Fondazione Sospiro (un outsider) e 3 della rediviva Apic. Sempre il 23 maggio sul sito “Cremona24Ore” compare per 2 volte la Provincia di Cremona ed una l’Apic.
Può essere che un tale sforzo pubblicitario abbia lo scopo di sostenere la stampa locale, ma visto che – come reiteratamente gli enti locali sostengono –  il denaro pubblico scarseggia anche per iniziative necessarie ed urgenti, non sarebbe meglio cominciare a risparmiare sulle spese inutili o velleitarie, pubblicità compresa?

25 maggio 2009

Leoni ci chiama alla “rivoluzione”

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 08:00

Nel suo commento all’articolo La grammatica politica di Cives, Antonio Leoni ci invita a non fermarci a proposte di miglioramento sia pure apprezzabili, ma ad impegnarci esplicitamente per il rinnovamento della democrazia sottoponendo ai cittadini “un grande impegno rivoluzionario”, “affinché non siano esclusi dalla politica” con l’inganno di un bipartitismo coatto “nemico della diversità e delle idee”.
La ragione per cui ci siamo impegnati nell’avventura di Cives è probabilmente la stessa che anima Leoni con il suo Vascello: contribuire alla formazione di una opinione pubblica più critica, che non si accontenta delle veline degli uffici stampa, che ricerca le motivazioni dei fatti, che risale dai fatti alle responsabilità dei protagonisti della vita civica.
Una opinione critica può essere una voce più forte nei confronti del potere e può far crescere la comunità anche politicamente se induce i governanti a stare sul merito dei problemi piuttosto che sulle dispute ideologiche. In questo modo i cittadini partecipano indirettamente alla politica e se lo vogliono possono impegnarsi direttamente attraverso i partiti, strumenti essenziali di partecipazione politica nelle società moderne.
Circa l’inganno del “bipartitismo coatto” si può essere d’accordo, ricordando però che solo la politica può portare a sintesi i mille ambiti sociali, che non possono certo essere interpretati da mille partiti. Ecco allora la necessità della semplificazione e la “perentorietà” di accordi elettorali trasparenti e vincolanti nei confronti dei cittadini. Se vogliamo che i cittadini contino di più e che i politici facciano davvero i conti col popolo.

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