Cives Cremona

26 Mag 2009

Quelle tante troppe pubblicità

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 08:00

Il taglio della pubblicità “istituzionale” potrebbe essere una buona fonte di risparmio per le casse pubbliche e per i cittadini. Proviamo a sfogliare insieme un giornale qualsiasi: istituzioni, aziende controllate o ad esse riconducibili, enti di secondo livello sono ovunque. Anzi, sono probabilmente tra i principali inserzionisti pubblicitari su carta stampata e siti web del territorio, pur essendo tra quelli che – agendo di fatto in regime di monopolio – necessiterebbero meno di pubblicità.
Scegliamo a caso qualche esempio. Quotidiano La Provincia del 21 maggio: Aem a pag. 16; Linea Group a pag. 28; AemCom a pag. 49; a pag. 51 troviamo la 21ma edizione della Tre Giorni in Piazza, promossa tra gli altri da Provincia, Comune di Pizzighettone, ente Pizzighettone Fiere dell’Adda e Sistema Fieristico Provinciale di Cremona. Quotidiano La Cronaca del 16 maggio: Aem a pag. 6; AemCom a pag. 28; di nuovo la Tre Giorni in Piazza a pag. 30. Settimanale Il Piccolo del 22 maggio: a pag. 3 la mostra su Picasso, promossa dal Comune di Cremona; a pag.4, compare IdroDep Srl – Depurazione Acque, collegata a Padania Acque, che invece fa bella mostra di sé a pag. 20; a pag. 18 abbiamo l’A.Ato, l’Autorità Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Cremona; a pag. 19, l’immancabile Aem. Sul settimanale La Vita Cattolica del 21 maggio, paginone di AemCom a pag. 48.
Per non parlare degli inserti. Sul Metro di misura, unito a Cronaca in marzo, ecco AemCom a pag. 2, Autostrade Centropadane a pag. 8, Linea Group a pag. 37, la Provincia di Cremona a pag. 52. Il Supplemento di Pasqua di Vita Cattolica  pubblica a pag. 12 la pubblicità del Comune di Cremona, a pag. 14 quella della Provincia, a pag. 28 quella dell’Aem, a pag. 60 l’azienda speciale Cremona Solidale.
Il mensile dell’amministrazione municipale di Cremona, In Comune, merita un discorso a sé. Già è discutibile che un ente locale diventi editore per farsi autopromozione, è ancora più discutibile che raccolga pubblicità, sottraendola ad un mercato già stretto per la concorrenza. Che parte dei proventi derivi ancora da aziende pubbliche o parapubbliche è poi il gatto che si morde la coda. Un esempio? Sul numero di marzo ecco l’A.Ato della Provincia di Cremona a pag. 2, le solite Autostrade Centropadane a pag. 4, nonché l’iniziativa “L’Inglese e il Francese a Cremona” promossa –tra gli altri- anche da Comune e Provincia a pag. 26.
Sui siti web si registra un vero e proprio diluvio: E-Cremona Web di sabato 23 maggio pubblica on line 3 inserzioni dell’Aem, 7 di Linea Group, 9 di AemCom. Nello stesso giorno su “Welfare Cremona”, tra Feste dell’Unità e Congressi del Pd, abbiamo trovato 45 inserzioni di Autostrade Centropadane, 18 di AemCom, 34 di Aem, 38 di Fondazione Sospiro (un outsider) e 3 della rediviva Apic. Sempre il 23 maggio sul sito “Cremona24Ore” compare per 2 volte la Provincia di Cremona ed una l’Apic.
Può essere che un tale sforzo pubblicitario abbia lo scopo di sostenere la stampa locale, ma visto che – come reiteratamente gli enti locali sostengono –  il denaro pubblico scarseggia anche per iniziative necessarie ed urgenti, non sarebbe meglio cominciare a risparmiare sulle spese inutili o velleitarie, pubblicità compresa?

Annunci

1 commento »

  1. Egr. sig Direttore, condivido la sua analisi circa le spese di carattere pubblicitario sostenute da enti ed aziende capitale pubblico o prevalentemente tale.
    I soggetti in ballo sono due: da una pate gli organi di stampa e dall’altra enti ed aziende che decidono di spendere in pubblicità.
    Ora, io non sono scandalizzato dal fatto che gli organi di stampa “gradiscano” questo tipo di pubblicità “istituzionale”, mi pare normale da parte di chi deve far quadrare bilanci; quello che riesco meno a spiegarmi, almeno dal mero punto di vista dell’utilità economica, è il PERCHE’ aziende che operano per la gran parte in un MONOPOLIO DI FATTO (o, nella peggire delle ipotesi in regime di oligopolio) debbano destinare ingenti somme per la pubblicità nella vendita di beni/servizi a domanda rigida (i consumatori, indipendentemente dalla pubblicità acquistano COMUNQUE beni come acqua, luce e gas). E’, quindi, interessante sapere, in termini “numerici” dai diretti interessati, quale sia l’effetto della pubblicità sull’eventuale aumento delle vendite dei beni/servizi in oggetto; se tale “impatto positivo” misurato sui dati di bilancio non ci fosse, allora sarebbe evidente che tali investimenti si configurerebbro come spese inutili e, come tali, dovrebbero essere sospesi immediatamente.
    Grazie per l’attenzione, distinti saluti,
    Erasmo a Narni

    Commento di Erasmo da Narni — 3 giugno 2009 @ 08:15


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: