Cives Cremona

30 giugno 2009

Politica=Popolo+Progetto+Potere

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 08:00

Il nostro affezionato lettore Roberto Vitali ha spedito un commento che inizia così:
Come mai caro CIVES non dici più nulla sulla situazione della politica locale? Mamma santissima non sa da che parte stare? Personalmente ritengo che si stia superando ogni limite, proprio nel mio partito, quello con sani principi ed alti valori.

Premesso che Cives  non prende partito ma espone opinioni, non mi pare di avere avuto remore a farlo sugli eventi politici delle ultime settimane: il 13 giugno con La ventata del nord, il 16 giugno con Il ballottaggio non si addice all’Italia, il 24 giugno con La ventata del nord non spiega tutto, ai quali rinvio il lettore.
Il mio auspicio era che le liste minori che non avevano scelto di apparentarsi al primo turno non cedessero al mercato dei voti e restassero a far politica in consiglio o in città.  E’ avvenuto il contrario, con polemiche, rotture e contraddizioni (non solo nell’Udc), ma poiché non faccio il moralista prendo atto che sono mancati alcuni ingredienti della politica, che ho riassunti nel titolo (un po’ aritmetico lo ammetto), dove appaiono come addendi il popolo, il progetto, il potere. Se manca il popolo (le liste minori ne soffrono), se manca il progetto (o se nello stesso partito convivono progetti contrastanti), resta il gioco del potere.

Annunci

29 giugno 2009

Recuperare la funzione sociale del commercio

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 08:00

Allo scopo di renderlo più visibile, ripubblichiamo come post il commento di Patrizia Signorini al nostro post “l flop della programmazione commerciale”

Non nego di aver avuto un sobbalzo di autogratificazione nel leggere questo post. Sono anni e anni che ovunque posso ripeto che la politica commerciale nazionale e locale è stata demenziale, sottomessa a potenti interessi speculativi, sostanzialmente destinata ad arrivare ad una implosione ma purtroppo solo dopo aver provocato danni sociali ed economici a catena.
Adesso ci siamo. La grande bolla dei Centri commerciali, dei paese dei balocchi dove tutto è in vendita (compresa l’anima) sta scoppiando. La materia è intricata almeno tanto quanto è importante per il futuro. Il commercio da secoli assorbe l’iniziativa dei singoli, offre spazi che l’uomo occupa con le sue idee creative, mette in movimento la produzione e collega a questa i desideri e le esigenze dei consumatori. Ha una funzione sociale enorme e oggi, in tempi di crisi, se lasciato libero di riassestarsi su piani non speculativi ma innovativi guidati dall’iniziativa privata, può reagire in modo straordinario alle difficoltà e proporre soluzioni sostenibili.
Soprattutto si può riprendere uno stile di crescita e sviluppo economico veramente integrato nella società, riavvicinando le persone e riorganizzando il flusso dei capitali. Mi auguro che la politica si accorga che il vento è cambiato.

Patrizia Signorini

26 giugno 2009

Il flop della programmazione commerciale

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 08:00

Cronaca del 22 giugno dedica un interessante resoconto al fallimento della programmazione commerciale. La notizia è la rinuncia della Foruminvest alla realizzazione del centro commerciale “Le Ghirlande” sull’area della società Cardaminopsis, sulla via Castelleonese (Vicino al Nuvolari). Fatica anche a decollare l’altro centro commerciale , “I Navigli”, in fregio alla tangenziale su via Bergamo, costruito sull’area della cascina Colombera.
Le notizie sulla crisi della grande distribuzione sono state date già da qualche anno da Leoni sul Vascello, che ha riportato pareri di esperti statunitensi sul declino di un modello di distribuzione che negli Stati Uniti è nato e che sta cercando nuove strade, sia sotto il profilo della convenienza economica sia sotto quello delle aspettative dei consumatori. Cronaca conferma la diagnosi e riporta l’analisi di un esperto americano del settore che prevede la chiusura di migliaia di centri entro l’anno e che afferma:“Dopo 25 anni di troppo spendere e 25 anni di troppo costruire il commercio è saltato per aria”. Naturalmente la crisi economica in atto ha le sue colpe, ma altrettante ne hanno la “concorrenza rovinosa” tra le grandi catene commerciali e la spinta alla valorizzazione delle aree agricole periferiche da parte della proprietà immobiliare.
La scelta di Foruminvest è particolarmente indicativa, poiché si tratta di un gigante con centri commerciali in tutta Europa, dotato della capacità di correggere decisioni ritenute non convenienti. E che può suggerire di correggere la programmazione commerciale, dimensionandola su aree più vaste, come fino ad oggi non è avvenuto. Al contrario, la concorrenza tra i comuni e la non considerazione di aree appartenenti a regioni diverse ha portato alla proliferazione dei centri commerciali. E’ quanto avvenuto a Cremona che, circondata da centri sorti nei comuni di Gadesco, Castelverde e Castelvetro (Piacentino ma a 2 chilometri dalla città), ha voluto “rompere l’accerchiamento” con altri tre o quattro centri commerciali. Forse – sostiene Cronaca e siamo d’accordo – la regione Lombardia dovrà rivedere la programmazione di nuovi centri, come ha già fatto la regione Toscana, che ha ridotto  le dimensioni dei centri ed ha avocato a sé ogni decisione.
Occorre dunque che le amministrazioni locali si diano dimensioni di programmazione adeguate, mediante strumenti consortili o simili, e che utilizzino tutti gli strumenti urbanistici di cui dispongono per frenare la proliferazione dei centri commerciali. Qualche volta è stato fatto, magari per favorire od ostacolare qualcuno.

25 giugno 2009

L’aritmetica bugiarda dei ballottaggi

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 08:00

Come volevasi dimostrare (vedi: Il ballottaggio non si addice all’Italia) il gran daffare dei ballottaggi non ha modificato – tranne poche eccezioni – le posizioni di partenza dei candidati. Il mercanteggiamento dei voti con le liste minori ha provocato qualche apprensione (e molte code polemiche) ma alla fine non ha modificato l’ordine di arrivo, mentre la diminuzione dei votanti ha penalizzato entrambi i contendenti con una diminuzione del numero assoluto dei voti riportati.
Vediamo il caso di Cremona. Al ballottaggio Perri vince con il 51,51%, pari a 18.454 voti e Corada perde con il 48,49%, pari a 17.372 voti. Al primo turno i voti riportati da Perri erano stati 19.064, quelli riportati da Corada 17.654. Al primo turno si erano recati alle urne 43.918 elettori: 36.718 avevano votato per Perri o Corada; 5.631 per liste minori; 1569 non avevano espresso il voto (schede bianche o nulle). Al ballottaggio si sono recati alle urne solo 36.468 elettori e di questi 35.826 hanno votato per i due candidati (le schede bianche e nulle sono state solo 632). Risultato finale, dopo due settimane di grancassa, entrambi i candidati – come si è visto – non arrivano ai voti del primo turno e rispetto al numero dei votanti mantengono più o meno le stesse percentuali del primo turno (42 contro 39).
Guardando ai voti assoluti, il vantaggio di Perri su Corada diminuisce al ballottaggio, passando da 1410 voti a 1084, per effetto dell’assenteismo e della migrazione di voti dalle liste minori, ma la diminuzione non modifica la classifica finale. Vale dunque la pena di scatenare il mercato dei voti e le polemiche conseguenti, quando la legge elettorale – per come è congegnata – inviterebbe ad accordi preventivi assai più trasparenti?

24 giugno 2009

La ventata del nord non spiega tutto

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 08:00

Nell’intervista rilasciata alla Provincia del 23 giugno, Gian Carlo Corada invoca per la sconfitta al comune di Cremona una ragione esclusivamente politica. “Noi – dice Corada – abbiamo governato bene..ma come ha sostenuto il mio amico Torchio governare bene è diventata solo una variante rispetto alle valutazioni nazionali che gli elettori fanno”.
Anche noi abbiamo attribuito alla “ventata del nord” la ragione principale del rovesciamento di forze uscito dalle elezioni amministrative in provincia di Cremona, dove già al primo turno erano passate al centrodestra l’amministrazione provinciale e molte amministrazioni comunali minori. Ma avevamo anche indicato altre ragioni, come la fisiologica esigenza di cambiamento della classe politica locale, già intuita da Pizzetti nel settembre scorso con la proposta di candidatura Beluzzi, e l’inadeguatezza della “buona amministrazione” –  come ancora Pizzetti aveva sostenuto –  di fronte alle nuove problematiche sociali ed economiche.
Queste ragioni valgono particolarmente per il comune di Cremona, dove la Lega si è fermata all’11%, ma dove l’insoddisfazione per le scelte fatte e non fatte era diffusa. Dove il benessere dei residenti è patito dalle migliaia di cremonesi costretti al pendolarismo; dove si sono fatte opere pubbliche improduttive e talora dannose invece di investimenti generatori di occupazione; dove si è resa inaccessibile la città dove e dove si sono espulsi i servizi in periferia; dove si è consentita la moltiplicazione di aziende pubbliche più vantaggiose per gli apparati che per i cittadini.
Corada ha pagato anche per queste ragioni, come per i ritardi nella realizzazione di infrastrutture indispensabili come il parcheggio di piazza Marconi o i ritardi incomprensibili nella gestione di una questione delicata come l’inquinamento prodotto dalla Tamoil.
L’annuncio all’ultima ora di un totale cambiamento di impostazioni e di assessorati è stato letto come l’ammissione di una colpa, di una resa tardiva al rinnovamento proclamato mesi prima da Pizzetti, il massimo esponente del Pd cremonese e il regista di tutte le operazioni politiche al comune di Cremona dal 1990 ad oggi (o meglio ieri).
La ventata del Nord dunque non spiega tutto. A Padova, per fare un esempio, il sindaco uscente Zanonato (centrosinistra) ha resistito alla ventata, segno che i cittadini sanno anche discernere tra politica e amministrazione.

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.