Cives Cremona

13 giugno 2009

La ventata del nord

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 08:00

Dopo la Liberazione l’espressione “vento del nord” fu usata per indicare la spinta al cambiamento propugnata dai partiti di sinistra, che avevano partecipato alla Resistenza e ai Comitati di liberazione, con l’intento mal dissimulato di fare dell’Italia una repubblica popolare. In una situazione democratica stabilizzata, nel periodo di avvento delle regioni, lo slogan fu ripreso dal settimanale Il Lombardo, che aveva come sottotitolo appunto un pretenzioso “il vento del nord”. Anche in quella circostanza l’aspirazione al cambiamento doveva andare delusa, a causa dei vincoli posti dallo stato centrale alla piena autonomia delle regioni  e della propensione all’accentramento e alla burocratizzazione degli stessi politici regionali.
Il vento del Nord riprenderà forza dieci anni dopo con la Lega Lombarda di Bossi che, nel totale disinteresse dei politici nazionali, alle elezioni regionali del 1990 diventerà il secondo partito della regione dopo la Democrazia Cristiana. Rinforzatosi negli anni successivi nel nord della Lombardia è arrivato adesso in provincia di Cremona con una ventata che ha modificato nettamente gli equilibri politici delle amministrazioni locali.
Sta nella forza di questa ventata la spiegazione principale del rovesciamento di forze uscito dalle elezioni del 6 e 7 giugno in provincia di Cremona, dove sono passate al centrodestra la provincia e molte amministrazioni comunali minori. Altre motivazioni sono la fisiologica esigenza di cambiamento della classe politica locale, intuita da Pizzetti nel settembre scorso con la proposta di candidatura Beluzzi, e l’inadeguatezza della “buona amministrazione”, come aveva detto Pizzetti, di fronte alle nuove problematiche sociali ed economiche. La ventata del nord ha assorbito tutti questi fattori di cambiamento e lo ha fatto in maniera istintiva, forse un po’ grezza, recependo il forte bisogno di tutela del territorio. Chi – come Torchio – lamenta il tradimento o l’irriconoscenza degli elettori dimentica di avere cavalcato la tigre della protesta con gli stessi metodi grezzi ed istintivi e che comunque l’originale è sempre meglio della copia, per cui il popolo ha scelto la Lega.
Corada ha mantenuto un profilo più misurato, ma ha affidato l’immagine dell’amministrazione alla politica distruttiva del suo assessore all’urbanistica. La ventata del nord ha risparmiato Corada, che vince la sfida con Pizzetti; per ora ha perso la sfida diretta con Perri e la spunterà al ballottaggio solo grazie alle astensioni e al trasformismo di una lista civica scissionista.

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2 commenti »

  1. Complimenti per la fotografia!

    Commento di Roberto VITALI — 13 giugno 2009 @ 11:30

  2. Analisi azzeccata.

    Commento di Walter Montini — 19 giugno 2009 @ 08:38


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