Cives Cremona

23 giugno 2009

Le mosche cocchiere del referendum

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 08:00

La nostra affermazione sulla legittimità di astenersi dal referendum (vedi I cittadini e il referendum) ci ha attirato la critica di un lettore, che al contrario ritiene che  esso sia “la più alta forma di partecipazione democratica” e che di conseguenza dovrebbe essere un dovere per tutti partecipare al voto.  La stessa tesi è stata sostenuta in una lettera a Cronaca da Angelo Ferrari. Cercherò quindi di approfondire le argomentazioni.
Il referendum di cui si tratta è quello “abrogativo”, con il quale i cittadini sono chiamati a cancellare una legge o parte di essa. Viene richiesto da una minoranza (cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali) ed è valido se partecipa alla votazione la maggioranza dei cittadini (art. 75 della Costituzione). Il referendum avrà successo se i promotori propongono agli elettori questioni molto sentite e soluzioni sicure, come è avvenuto – per fare un esempio – con il referendum relativo alla legge sul divorzio.
Ma se i promotori del referendum utilizzano l’istituto per “manipolare” una legge, con motivazioni politiche e con effetti poco chiari, i cittadini possono rifiutarsi di stare al gioco. Il declino dell’istituto referendario è iniziato quando i radicali hanno sfornato più di venti proposte in una sola volta, utilizzando il referendum come una scorciatoia per supplire alla loro debolezza politica, pronti a diventare le mosche cocchiere di un eventuale successo. I cittadini disorientati o contrariati hanno detto di no.

 

20 giugno 2009

Se sia giusto o ingiusto sottrarsi al giudizio

Filed under: Antologia — Cives Cremona @ 09:55

Socrate: “Sulla base di quanto abbiamo ammesso, esaminiamo ora se sia giusto o ingiusto che io cerchi di evadere senza il consenso degli ateniesi; e se ci sembra giusto proviamoci, altrimenti lasciamo perdere. Quanto alle tue considerazioni su spesa, reputazione e crescita dei figli, c’è il serio pericolo, Critone, che siano speculazioni di gente che, come facilmente uccide, altrettanto facilmente riporterebbe anche in vita, se solo ne fosse capace: gente cioè, come i più, senza giudizio. Ma noi atteniamoci al nostro ragionamento e chiediamoci solo se, come abbiamo appena detto, spendendo denaro e riconoscenza con questi che mi porteranno fuori di qui faremo cosa giusta, fra te che vuoi tirarmi fuori e me che acconsento; o se, in realtà, con tutto ciò commetteremo un’ingiustizia. E se ci apparirà chiaro che di un’azione ingiusta si tratta, cerchiamo di non preoccuparci di dover morire o di subire qualsiasi altra pena (e restiamo con tranquillità al nostro posto), dandoci pensiero, piuttosto, di non commettere un’ingiustizia.”
(da Il Critone, di Platone)

19 giugno 2009

Una storia cremonese: il caso Tamoil

Filed under: Territorio — Cives Cremona @ 08:00

Considerata la rilevanza del caso Tamoil (un grave inquinamento della falda con pericoli per la salute dei lavoratori e dei cittadini) abbiamo cercato di ripercorrere l’intera storia evidenziando le cadenze temporali. Per facilitare la comprensione, ci siamo limitati ai fatti essenziali e abbiamo evitato i termini tecnici.

Il caso Tamoil si apre nel marzo 2001, quando la società – in applicazione di un decreto ministeriale del 1999 – segnala a Regione, Provincia e Comune una situazione di grave inquinamento della falda sottostante la parte vecchia della raffineria. Assieme alla segnalazione, Tamoil presenta un piano (detto di “caratterizzazione”) che prevede i rilievi sistematici della zona inquinata.
Solo nel maggio 2003 il comune di Cremona richiede formalmente alla Tamoil maggiori indagini riguardanti i terreni circostanti la raffineria e la tenuta dell’argine maestro, considerato una barriera naturale tra la raffineria e le aree delle società canottieri. Tamoil risponde nel dicembre 2003 e comunica di avere incaricato una azienda specializzata – la URS Italia – di effettuare le verifiche richieste.
Passa un anno e nel gennaio 2005 Tamoil comunica al comune di Cremona il piano di intervento relativo alle richieste del maggio 2003. Finalmente, nel luglio 2005 Tamoil trasmette agli enti locali il documento della URS Italia che prevede, oltre a quanto richiesto, ulteriori indagini sullo stato dell’argine maestro e la collocazione di rilevatori esterni alla raffineria. Il 4 agosto 2005 la Conferenza dei servizi (Comune, Arpa e Tamoil) prende atto del documento URS ma prescrive un approfondimento dello studio sulla tenuta dell’argine maestro e un aumento dei siti esterni da controllare.  Da agosto a dicembre 2005, in collaborazione con l‘Arpa, si localizzano i rilevatori esterni.
Passano otto mesi e il 24 marzo 2006 Tamoil presenta la documentazione relativa alle indagini ambientali sulle aree esterne e il programma di messa in sicurezza delle acque di falda. La Conferenza dei servizi si riunisce l’11 aprile 2006 e richiede la realizzazione di una barriera idraulica protettiva tra la raffineria e le società canottieri. Le modalità di predisposizione della barriera idraulica vengono discusse a livello tecnico il 4 ottobre 2006.
Passano altri cinque mesi. La Conferenza dei servizi si riunisce il 2 marzo 2007 e prescrive alla Tamoil di indagare l’area del mandracchio e quella tra la canottieri Flora e la canottieri Bissolati, nonché di perforare due pozzi per il controllo della falda. Nella successiva riunione del 2 luglio 2007 la Conferenza accerta il grave inquinamento delle acque prelevate dai pozzi delle società canottieri, che presentano una concentrazione di idrocarburi di gran lunga superiore ai livelli di tolleranza. Di conseguenza, viene approvato il progetto definitivo della barriera idraulica, come intervento di messa in sicurezza  avente lo scopo di evitare ulteriore fuoruscita di idrocarburi dall’area della raffineria.
Di fronte alla gravità della situazione, nel luglio 2007 si succedono i primi provvedimenti amministrativi e giudiziari. Il sindaco Corada emana un’ordinanza che vieta alle società canottieri (Bissolati, Flora; Ferrovieri e Cral Tamoil) l’utilizzo dell’acqua dei pozzi profondi meno di 150 metri  per uso umano e  meno di 90 metri per uso irriguo. Il presidente della provincia Torchio diffida la Tamoil ad attuare misure di prevenzione e messa in sicurezza nelle aree esterne contaminate.  Il sostituto procuratore Cinzia Fontana apre un’inchiesta penale e invia dieci avvisi di garanzia a dirigenti della società Tamoil. (1 – segue)

I cittadini e il referendum

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 07:55

Il 21 e il 22 giugno siamo invitati a partecipare al referendum abrogativo di alcune parti della legge elettorale vigente. Il comitato promotore del referendum ha proposto tre quesiti: con i primi due (scheda viola e scheda beige) viene proposto di abolire il premio di maggioranza (55% dei seggi) a favore della coalizione di partiti che ottiene più voti, per riservarlo al partito che ottiene più voti. Con il terzo (scheda verde) viene proposto di vietare ad un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione elettorale.
Chi è favorevole a queste proposte e vuol cambiare la legge elettorale può votare SI. Chi è contrario e vuol mantenere la legge elettorale vigente può votare NO. Può anche scegliere di non partecipare al referendum, o non andando a votare, o non ritirando le schede del referendum nel caso voglia votare per il ballottaggio delle elezioni amministrative.
Il rifiuto di partecipare al referendum è perfettamente legittimo e si configura come una “mozione di sfiducia” nei confronti del comitato promotore. Ciò vale quando il contenuto dei quesiti è troppo tecnico e la modifica andrebbe più opportunamente decisa in Parlamento.
Nel merito dei quesiti elettorali, le proposte che attribuiscono il premio di maggioranza al partito più votato potrebbero assegnare il 55% dei seggi ad un partito che ha riportato il 20-30% dei voti. Diverso il caso del terzo quesito, che propone il divieto di candidature multiple: in questo caso si vuol evitare che il voto sia un plebiscito a favore dei leader, per restituirlo alla sua funzione di scelta dei rappresentanti del territorio.  Chi fosse favorevole a questo quesito può ritirare solo la scheda verde.

18 giugno 2009

Affari in famiglia invece di riforme

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 08:00

Nel nostro post del 29 maggio (Più trasparenza e controllo democratico per le aziende) abbiamo sostenuto l’esigenza di maggiore  controllo democratico – da parte dei consigli eletti – sulla rilevante fetta di potere locale rappresentato dalle aziende di servizi e dalle fondazioni. Controllo che passa da due scelte essenziali: la trasparenza dei dati nei confronti dei cittadini e l’assunzione da parte dei consigli eletti della funzione di indirizzo e verifica costante degli obiettivi delle politiche aziendali.
Rileviamo oggi con piacere che qualcosa si muove in quella direzione. Un articolo di Cronaca informa che il comune di Crema ha preparato una bozza di regolamento che, recependo i contenuti di una delibera della Corte dei conti, amplia i poteri di controllo del consiglio e istituisce l’Ufficio  per il coordinamento e il controllo delle società partecipate, che avrà anche il compito di informare il comune  sugli atti e i fatti più rilevanti.
La scelta del comune di Crema è anche il frutto di una cresciuta sensibilità dell’ambiente cremasco in tema di organizzazione e controllo delle aziende pubbliche, di cui abbiamo dato notizia il 27 aprile (Albatros: professionalità e utenti nelle aziende). Sensibilità per ora assente a Cremona, dove non abbiamo registrato interventi significativi in proposito, a parte un generico impegno dei candidati alle elezioni amministrative per la semplificazione delle aziende e per la riduzione dei costi.
Nessun preciso impegno è stato assunto circa la professionalità dei membri dei consigli di amministrazione, da sostanziare con la pubblicità dei curriculum e le audizioni dei candidati da parte del consiglio comunale. Nessun impegno circa l’opportunità di nominare nei cda non solo i fiduciari dei partiti ma anche i rappresentanti degli utenti e dei lavoratori. Nessun impegno di modificare lo statuto comunale (sul tipo di Crema) per dare più potere di controllo al consiglio.
Al contrario,  si è andati avanti a gestire gli affari in famiglia. Il 17 marzo (Dalla rete al business ) abbiamo denunciato l’anomalia di un’azienda pubblica (Aem) che, “dopo avere realizzato – meritevolmente – la rete in fibra ottica, è passata alla gestione diretta del servizio telefonico (AemCom), poi alla gestione di un portale web (e-cremonaweb.it), infine allo sviluppo commerciale del portale mediante una apposita agenzia pubblicitaria (e-cremonaweb agency)”.  Ma dove va a raccogliere i soldi l’agenzia? Appunto in famiglia. Qualche giorno fa abbiamo rilevato sul portale: 13 inserzioni di Linea Group; 8 di Aem; 6 di AemCom; oltre a molti annunci del Festival di ½ estate.

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