Cives Cremona

25 luglio 2009

Non solo poltrone nella partita aziende

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 08:00

Decisi – con qualche lacerazione politica – i vertici amministrativi della Provincia e del comune di Cremona, i partiti stanno trattando la partita delle aziende e degli enti partecipati. La Provincia del 24 luglio ci informa che qualche passo avanti è stato fatto e titola in prima pagina: “Grandi manovre per le nomine nelle aziende municipalizzate, Ferrari vicino all’Aem, Comunione e Liberazione su Linea Group”.
La partita è certamente complessa perché riguarda 28 società ed enti partecipati dal Comune e 13 partecipati dalla Provincia (tra i quali pezzi pregiati come l’Aem e la Centro Padane) per i quali si procederà a un generale avvicendamento delle cariche, dopo decenni di egemonia della sinistra. Non deve meravigliare dunque l’attenzione dei partiti e la tentazione di ricadere in quello spoil system (spartizione delle spoglie) tanto biasimato nel ruolo di opposizione.
I cittadini avvertiti possono anche capire l’esigenza di cambiamento degli amministratori, fisiologica in un sistema democratico, ma si aspettano qualcosa di più in merito alla organizzazione e alla gestione delle società e degli enti partecipati. Gli stessi candidati alle elezioni amministrative hanno legittimato questa aspettativa, dichiarando (nel corso del forum di Cronaca, il 27 maggio) di essere consapevoli dell’eccessiva proliferazione di aziende e di consigli di amministrazione e quindi favorevoli alla loro semplificazione e alla riduzione dei costi. Qualcuno si è anche dichiarato favorevole all’intervento (minoritario) dei privati allo scopo di recuperare risorse per finanziare investimenti futuri.
Un esempio pratico di risposta alle aspettative dei cittadini viene dalla vicina Crema, dove proposte di riordino della galassia delle società pubbliche erano state fatta da diverse parti politiche fin dal febbraio. Proposte che nascevano anche sulla spinta dei rilievi mossi dalla Corte dei conti alla fine di gennaio (in relazione alle dimissioni di un revisore), in cui si richiamava la responsabilità del comune per il funzionamento e i risultati delle società, la necessità di controlli più incisivi, nonché di norme regolatrici delle linee guida e dei comportamenti tra gli enti e le società.
Fatto sta che il 16 marzo l’assemblea dei soci della Scrp (Società cremasca reti e patrimonio) ha deliberato un progetto che prevede la sua trasformazione in capogruppo patrimoniale, con funzioni di direzione e controllo delle società operative, nonché la riduzione al minimo delle stesse società operative. Nello stesso tempo, una commissione consiliare del comune di Crema ha approvato una bozza di regolamento che dovrebbe garantire un maggior controllo della giunta e del consiglio comunale sulle società partecipate.
Quello di Crema sembra dunque un passo avanti verso la razionalizzazione dei servizi pubblici locali. Un passo molto prudente tuttavia, che non affronta il nodo vero della loro liberalizzazione.

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