Cives Cremona

28 luglio 2009

Un ponte che divide

Filed under: Territorio — Cives Cremona @ 10:05

Riprendiamo il colloquio interrotto con il sindaco di Castelvetro, Francesco Marcotti, per parlare del “terzo ponte”, “terzo” perché progettato da Autostrade Centro Padane come alternativa al “primo”, il ponte in ferro tra Castelvetro e Cremona, e al “secondo”, il ponte dell’autostrada.
Le condizioni precarie del ponte in ferro (classe 1910) sono da tempo una preoccupazione del sindaco che, già nel 2005, aveva interessato in proposito le autorità piacentine e cremonesi. Inoltre, con una delibera aveva chiesto di limitare il traffico pesante. «Ancora oggi – dice –  tutto il traffico pesante passa dal ponte in ferro, ad eccezione delle autobotti che trasportano i prodotti pericolosi che hanno il divieto dalle 7 alle 19. Secondo le rilevazioni della provincia di Piacenza, sul ponte passano dai 3000 ai 4000 mezzi pesanti. In tutto quotidianamente transitano 25mila veicoli. Questo ponte è vitale per Castelvetro, per l’economia, per la sanità, per la cultura, per lo sport, per motivi scolastici, per tutto il mondo sociale”.
Appare chiaro che il timore dell’isolamento del paese è la principale preoccupazione del sindaco, aggravata dopo il crollo del ponte sul Po a Piacenza. L’altra preoccupazione è quella di togliere dal paese quei 3000/4000 mezzi pesanti e anche pericolosi che lo attraversano. Il terzo ponte, con lo spostamento del casello autostradale e la costruzione un nuovo raccordo a sud del paese, risolverebbe questi problemi. Per questo Marcotti è possibilista nei confronti della nuova infrastruttura, anche se è consapevole delle divisioni che solleva.
Il terzo ponte infatti divide il paese: è contro l’opposizione, sono contro gli ambientalisti, aveva proposto una soluzione alternativa lo stesso tecnico comunale architetto Terzi. Per questo il sindaco non è stato passivamente  acquiescente nei confronti del progetto, ma ha richiesto condizioni e limiti, recepite dal Ministero e soprattutto dalle prescrizioni della regione Emilia Romagna.
Adesso, sulla base di questi atti si arriverà alla Conferenza dei servizi, formata da tutti gli enti interessati (compreso Castelvetro), che dovrà approvare il progetto prima della decisione finale del Ministero. Dopodiché il territorio del comune uscirà della situazione di incertezza in cui si trova e l’amministrazione potrà riprendere a programmare il suo sviluppo guardando al futuro.
A questo punto ci premevano alcuni interrogativi. Perché un ponte costruito sulla Padana Inferiore è stato dirottato  a Spinadesco sulla Codognese? Perchè non è stata presa in considerazione la proposta Terzi di costruirlo parallelo a quello dell’autostrada, collegandolo alla “tangenzialina” di Bosco ex Parmigiano e poi al tracciato della Gronda Nord? Perché non si è mai nemmeno sperimentata la liberalizzazione dell’autostrada nel tratto Castelvetro-Cremona?
Ma erano interrogativi che esulavano dall’ambito e dalla competenza del sindaco di Castelvetro, che pertanto riprenderemo in un successivo servizio.

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