Cives Cremona

29 luglio 2009

Salini scottato dall’acqua potabile

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 08:00

“Non solo poltrone nella partita aziende”. Questo il titolo del nostro post del 24 luglio, che auspicava una maggiore attenzione ai problemi di strategia gestionale e organizzativa delle aziende partecipate. Ieri la prima poltrona di peso ha giocato uno scherzo al presidente Salini, che non è riuscito a far passare un suo uomo alla presidenza di Padania Acque, la società proprietaria e gestore delle reti e degli impianti idrici di 97 comuni della provincia.
Salini ci riproverà e ci riuscirà in seconda battuta, perché un accordo sulle poltrone si trova sempre. Ma non sarebbe male se l’accordo si fondasse sugli obiettivi strategici da assegnare al nuovo consiglio di amministrazione, che dovrà sciogliere alcuni nodi rimasti irrisolti nella passata gestione, in primo luogo quello del riassetto completo del servizio idrico provinciale.
Come è noto, il modello di gestione introdotto dalla legge regionale 26/2003 prevede che in ogni ambito provinciale (Ato) vi sia una sola società “pubblica” proprietaria e gestore delle reti e degli impianti; e una sola società titolare dei servizi di erogazione, scelta normalmente in base a gara. Padania Acque è stata riconosciuta dall’Autorità d’ambito come soggetto gestore delle reti e degli impianti, ma il modello non è ancora stato attuato, nonostante l’Ato avesse fissato il termine all’aprile di quest’anno. Sicché attualmente operano ancora sul territorio provinciale 13 società, al posto delle due previste dalla legge regionale.
Le ragioni di questo stallo sono spiegate nella relazione del presidente uscente Dasti all’assemblea ordinaria di Padania Acque del 29 giugno: le difficoltà di rapporti con i presidenti delle società coinvolte (Aem, Scrp, ecc.), alcuni dei quali “preoccupati unicamente di predeterminare la governance della futura società” (le poltrone); “l’impossibilità di valutare la sostenibilità economica e finanziaria post conferimento a causa della mancata trasmissione da parte delle aziende conferenti dei dati e delle informazioni indispensabili”.
Ragioni “politiche” quindi, di cui è troppo spesso costellata la gestione delle aziende pubbliche. A queste ragioni Padania Acque aveva dovuto inchinarsi altre volte. Nel 2006 quando aveva scorporato dalla parte patrimoniale il ramo gestioni, scorporo previsto dalla legge ma non obbligatorio, da cui era nata la società Padania Acque Gestioni, controllata al 100% da Padania Acque, ma con un suo presidente e un suo consiglio di amministrazione (poltrone). O quando, dopo avere dato vita nel 2006 alla società ConveCr, per la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione a tecnologia senza fili (wireless), ha dovuto rimanere inattiva per non entrare in conflitto con AemCom, la società controllata da Aem. ConveCr si sta mangiando il capitale (un milione di euro) sottoscritto al 10% dalla Provincia e al 30% ciascuno da Aem, Padania Acque e Scrp di Crema.
Le scottature provocate dall’acqua sono dunque ben altre di quella toccata al presidente Salini e sono soprattutto queste altre che dovrebbero essere evitate.

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