Cives Cremona

22 settembre 2009

Il partito dei sindaci e il vuoto della politica

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 07:00

Grande risalto è stato dato dalla stampa alle manovre in vista dell’assemblea di Padania Acque, convocata il primo di ottobre per l’elezione del consiglio di amministrazione. Questo appuntamento viene dopo che l’assemblea del 21 luglio si era conclusa con un nulla di fatto, ovvero con la mancata elezione della lista proposta dal sindaco di Palazzo Pignano, Antonio Ginelli, per conto (pare) del presidente Salini.
Ricordiamo che le azioni di Padania Acque sono di proprietà della Provincia per il 12% e dei comuni del territorio provinciale per quote minori e disuguali. Poteva avere quindi una logica che la Provincia come socio di maggioranza relativa proponesse all’assemblea dei soci i nominativi per il consiglio di amministrazione. E che lo facesse dopo qualche consultazione con i partiti. Ma poiché l’88% delle azioni è dei comuni, una parte decisiva dei sindaci che li rappresentano non si è sentita coinvolta e ha fatto mancare la maggioranza assoluta, necessaria per l’elezione in prima convocazione.
I sindaci non si sono fermati lì, in successive riunioni di “zona” (Soresinese, Cremasco, Casalasco) hanno auspicato la “riconquista dei loro diritti”, hanno detto “no alle imposizioni dei partiti”, hanno richiesto la “presenza dei sindaci nel consiglio di amministrazione” e (qualcuno) “ un presidente cremasco”.
La levata di scudi antipolitica ha avuto un contrappeso nelle iniziative di due soggetti politici, il Pd e la Lista Torchio. Il Pd ha riunito i suoi sindaci e, attraverso il segretario Fanti, ha fatto sapere il metodo che intende porre alla base delle scelte: coinvolgimento dei sindaci, dialogo tra i partiti, rappresentanza territoriale in consiglio, professionalità degli amministratori; nonché la strategia per lo sviluppo della società: società unica patrimoniale (peraltro prevista dalla legge regionale) e società unica di erogazione del servizio. La lista Torchio, per bocca del suo capofila, rivendica una presenza dei comuni minori e insiste sul mantenimento della maggioranza assoluta in tutte le votazioni (cosa non conforme alla normativa sulle società).
Emergono dunque le contraddizioni  di un sistema di governo locale che non ha ancora trovato un assetto stabile, specie per quanto attiene alle società controllate, dove gli amministratori di secondo livello vengono designanti senza indicazioni strategiche definite. Non si spiegherebbe diversamente il fatto che, alla faccia della legge che imponeva la costituzione di una sola società dell’acqua, ancora quattro società resistano sul territorio provinciale.
E’ improbabile che il “partito dei sindaci” possa inventarsi una strategia univoca, che non può ridursi alla frammentazione territoriale del consiglio, ma che deve sostanziarsi nelle strategie di sviluppo della società e nel rispetto delle leggi che le esplicitano. E’ giusto invece che i sindaci esercitino maggiormente il ruolo di controllo sull’applicazione delle linee strategiche attraverso l’assemblea e l’approvazione annuale dei bilanci.
Il partito dei sindaci, come dimostra l’esperienza del  periodo 1993-97, nasce sempre da un vuoto della politica.

1 commento »

  1. Anche se in ritardo (sono stato dieci giorni senza collegamento internet), desidero sottoscrivere il contenuto di questo articolo.
    Cordialità.
    Franco

    Commento di Franco Vaiani — 1 ottobre 2009 @ 17:12


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