Cives Cremona

16 ottobre 2009

Quando le associazioni erano “libere”

Filed under: Associazioni — Cives Cremona @ 07:00

Il terzo settore è preoccupato per le novità fiscali introdotte dal decreto legge 185/2008, che impone alle associazioni di trasmettere all’Agenzia delle Entrate in via telematica un modulo con i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali. Ne parla diffusamente un articolo di Renato Bandera, su Vita Cattolica dell’1 ottobre, dove si evidenzia l’onere che dovranno sostenere le associazioni per trasmettere il modulo mediante servizi di consulenza, nonché lo scoraggiamento in cui i responsabili delle associazioni potrebbero incorrere a causa dei gravami burocratici e dall’accresciuta responsabilità.
Ne parliamo a ragion veduta, in quanto anche la nostra piccolissima associazione (titolare di Cives) dovrà inviare il modello EAS all’Agenzia delle Entrate. Ma ne parliamo anche con una certa leggerezza in quanto il modello (fastidioso come tutti i modelli burocratici, con le sue 35 domande) non aggiunge alcun obbligo a quelli già previsti dalle norme civili e fiscali. Le responsabilità dei presidenti e, in generale, di chi agisce per conto dell’associazione non dipendono dal modulo ma dal semplice rapporto associativo. Se il modulo avrà l’effetto di ribadire quelle responsabilità – non sempre chiare a chi opera per un’associazione –  avrà svolto una funzione positiva.
Un altro lato positivo da considerare è la possibilità di rafforzare le possibilità di controllo nei confronti di possibili abusi, abbastanza frequenti in una realtà diventata vastissima. Non sappiamo se l’Agenzia delle Entrate saprà gestire la valanga di dati che le perverranno, ma non è escluso che un’operazione trasparenza possa servire a conoscere e a far conoscere meglio il terzo settore e il suo peso crescente nella società d’oggi.
Inviterei dunque ad affrontare il modello EAS con maggiore ottimismo, non dimenticando che la mancata trasmissione comporta la perdita delle agevolazioni fiscali e contabili. E non dimenticando che le norme speciali di favore per le onlus, le associazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale furono introdotte sulla spinta e nell’interesse dei soggetti del terzo settore.
Quando le associazioni erano “libere” non c’erano registri e modelli da compilare. E le responsabilità erano le stesse.

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