Cives Cremona

30 novembre 2009

Qualche domanda ai “signori dell’acqua”

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

Antonio Milanesi, del “Gruppo Culturale Albatros” di Spino s’Adda, e Diego Capone, del “Comitato Consumatori Ieri & Oggi” di Montodine, ci inviano un comunicato in tema di gestione delle risorse idriche, che mette in evidenza le carenze della rete distributiva provinciale, il fabbisogno finanziario per gli investimenti necessari e l’incongruenza delle tariffe. Lo riassumiamo volentieri, anche a sostegno dei nostri numerosi post sull’argomento.

Se non riusciremo a capire quello che è veramente successo nel mondo dell’acqua cremonese e a dare risposta a qualche domanda (magari imbarazzante), sarà difficile prospettare soluzioni migliorative dell’attuale preoccupante situazione.
La situazione è questa. Mentre l’impiantistica provinciale deve essere portata ad uno standard europeo, scopriamo che la gestione totalmente pubblica dell’acqua in provincia di Cremona è stata caratterizzata, in 108 comuni su 115, dalle tariffe più alte della regione, che sfacciatamente includevano anche sovrapprezzi da distribuire agli azionisti, come avviene nelle società private. Ciò premesso, rivolgiamo alcune domande ai gestori pubblici cremonesi.
Perché, pur avendo pagato l’acqua ad un prezzo molto alto, ci troviamo gli impianti disastrati, ossia con il 32% di perdita media provinciale, con punte che sfiorano il 50% (ciò stando ai dati laconici dei comunicati stampa dei gestori)?.
Perché, nonostante l’utenza abbia versato tramite tariffa, nei 15 anni che vanno dal 1994 ad oggi, oltre 150 milioni di euro per fognatura e depurazione, un terzo della provincia è ancora senza questi servizi ?
Perché le aziende che si propongono come gestori totali, manifestando una acuta allergia per soci di natura privata, non pubblicano analisi comparate con altre aziende ritenute virtuose, quali per esempio quelle milanesi?
Il Comitato Vigilanza Risorse Idriche ha stimato che, per portare gli impianti al livello europeo, è necessario in provincia di Cremona un investimento di 550 milioni di euro, secondo un piano operativo basato su tariffe di circa 2 euro al metro cubo. Chi apporterà i capitali necessari, considerato che Crema – ad esempio – fino a ieri pagava una tariffa intorno al mezzo euro?

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