Cives Cremona

24 dicembre 2009

Cremona lasciata sola nella crisi?

Filed under: Comune di Cremona,Economia — Cives Cremona @ 11:25

Secondo il recentissimo rapporto sulla situazione sociale del Paese, elaborato dal Censis e presentato a Roma lo scorso 16 dicembre, sono due gli assi di intervento seguiti dagli enti locali, per fronteggiare la crisi nei suoi mesi più “caldi”: il varo di misure straordinarie di sostegno oppure di iniziative atte a contrastare il disagio.
La distinzione tra i due tipi di approccio è sostanziale: nel primo caso si privilegiano le famiglie in difficoltà, nel secondo si sostiene quel sistema produttivo, caratterizzato da piccole e medie imprese, di cui di riflesso i singoli beneficiano. Il primo è un approccio più assistenziale (in alcuni casi, assistenzialistico), il secondo mira al rilancio e –possibilmente- allo sviluppo del territorio.
Cremona –ancora con la giunta Corada, trovatasi ad affrontare il periodo peggiore – ha scelto la prima strada. Il Comune ha sospeso il pagamento delle rette e delle mense negli asili nido e nelle scuole per l’infanzia ed ha stanziato contributi ed agevolazioni (su bus e tassa rifiuti) per anziani e famiglie in difficoltà. La Provincia, a guida Torchio, ha sottoscritto un protocollo per anticipare le indennità di cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità. Nulla, ad esempio, per il mercato del lavoro, se non semplici sportelli informativi sulle agevolazioni (predisposte dal Governo).
Il documento La crisi economica e il suo impatto sulle città, predisposto dall’Anci, mostra come, mentre altri enti locali (si pensi a Milano, Torino, Ravenna, Mantova, Alessandria) mettevano a punto patti sociali per il rilancio del sistema produttivo, progetti innovativi, offerte di training per il reinserimento occupazionale, strumenti potenziati di incrocio domanda-offerta, Cremona stava al palo. Quando le categorie cremonesi avanzavano ai Sindaci richieste precise (ricorso alla procedura negoziata anziché gare pubbliche; pubblicazione celere di bandi e appalti; pagamenti più veloci; riqualificazione del patrimonio comunale con manutenzione straordinaria di immobili, arredo urbano, aree verdi, rinnovo dell’impiantistica), le amministrazioni rispondevano con misure importanti per i singoli ma ininfluenti dal punto di vista dello sviluppo.
In una realtà come Cremona, dove in quello stesso periodo (inizio-metà 2009) il 78% delle assunzioni era stato a tempo determinato, parziale o parasubordinato, nessun aiuto concreto giungeva alle imprese per assicurare condizioni di lavoro più degne, a fronte di un mercato indurito dalla congiuntura internazionale. Ma dalle locali amministrazioni non giunse, nel momento di maggiore criticità, un convinto segnale di sostegno al tessuto imprenditoriale locale. Ed è forse per questo che dall’indagine Censis emerge come il Nord-Est abbia premiato più l’attività anticrisi svolta dalla Presidenza del Consiglio (18,3%) di quella svolta dal Comune (12,2%) o, peggio ancora, dalla Provincia (3,3%).
Ora, cosa intendano fare le nuove giunte è ancora da capire. Di fatto, il loro lavoro è iniziato solo a settembre, un paio di mesi son troppo pochi per poter trarre conclusioni, anche a fronte della pesante situazione economica “ereditata” dai loro predecessori. Adesso però che la buriana economica pare finita, è tempo di recuperare le occasioni perse, proponendo un piano di rilancio del territorio, approfittando delle maggiori opportunità concesse dal mercato. Anche per sconfessare quel 47,9% di intervistati dal Censis, che ritiene di non aver ricevuto aiuti concreti anticrisi da nessuna delle pubbliche istituzioni.

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1 commento »

  1. Una pesante eredità? Non credo: nell’ultimo periodo di attività la giunta Corada ha prodotto il massimo sforzo in quanto a investimenti in opere pubbliche (che gli è costato anche le elezioni…) con milioni e milioni di euro riversati sull’economia locale (e altri erano pronti ad aggiungersi, se importanti interventi come Parco dei monasteri, riqualificazione dell’area Stazione etc. non fossero stati lasciati cadere). La nuova amministrazione comunale ha scelto invece (con una decisione a parer mio folle,tutt’altro che forzata, che da sola basterebbe a mandare a casa una giunta…) di sforare il patto di stabilità e avrà così nel 2010 il cappio al collo delle sanzioni previste, non potendo accendere mutui, assumere i precari, fare, in sintesi, un bel niente…

    Commento di Giovanni Panvini — 26 dicembre 2009 @ 15:35


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