Cives Cremona

22 dicembre 2009

Le Aler verso la semplificazione?

Filed under: Enti e Fondazioni — Cives Cremona @ 07:00

In margine alla notizia relativa alla nomina di un nuovo direttore dell’Aler (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale), sia La Provincia che Il Vascello hanno riferito di un cambiamento in vista nella struttura giuridica dell’ente, che verrebbe trasformato in agenzia con contestuale eliminazione del consiglio di amministrazione.
Dal sito della Regione non è emersa nessuna informazione in proposito, per cui non è dato sapere quale sia il fondamento della notizia e tanto meno quale potrà essere la nuova configurazione dell’azienda, se tutto il potere verrà concentrato nelle mani del direttore generale e quale sarà il livello di controllo democratico sul nuovo organismo.
Ci limitiamo a riprendere il dato di cronaca per richiamare le proposte avanzate da Cives in merito ai vantaggi economici e civici che deriverebbero dal disboscamento di molti enti regionali. Nel nostro post del 9 novembre  (Riformare le Aler e risparmiare un milione e mezzo di euro) abbiamo calcolato che la eliminazione dei consigli di amministrazione farebbe risparmiare 200 mila euro solo in Lombardia e abbiamo anche proposto una soluzione per il controllo democratico degli enti: il trasferimento alla Provincia delle competenze amministrative nel campo dell’edilizia residenziale, mettendo in capo al consiglio provinciale le funzioni politiche (programmazione degli interventi e formazione delle graduatorie) e affidando ad un organo tecnico la gestione ordinaria degli immobili.
Non sarebbe infatti accettabile concentrare tutto il potere in un direttore dipendente da Milano (sul tipo dei direttori Asl) accentuando ulteriormente il centralismo regionale, mentre potrebbe essere una occasione per dare alle province quelle competenze programmatiche e amministrative di vasta area, che la riforma delle autonomie locali sembra debba riservare loro.
In questa direzione si è mosso peraltro il presidente Salini, prospettando una trasformazione delle Aato (Autorità d’ambito idrico) in capo alla provincia e anticipando la riforma assumendo la presidenza dell’Aato provinciale. Il solco va approfondito e coltivato, nella direzione delle Aler e di tutti gli organi regionali di livello provinciale per recepire l’aspirazione diffusa per organismi meno complicati, più trasparenti, meno costosi, nella convinzione che il numero degli enti e quello degli amministratori non giova né alla politica né all’amministrazione.

21 dicembre 2009

Sul registro Dat proposta irricevibile

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 07:00

Il Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica, di orientamento radicale, ha richiesto all’amministrazione comunale l’istituzione del registro dei testamenti biologici, detto anche “disposizione anticipata di trattamento” (Dat), ossia la manifestazione di volontà in merito al trattamento sanitario, nel caso in cui il soggetto si venisse a trovare in stato di incoscienza.
Si tratta di una iniziativa che ha lo scopo dichiarato di far pressione sul Parlamento per l’approvazione della legge sul “fine vita”, pressione che è stata raccolta da alcuni comuni politicamente affini ai richiedenti. Siamo dunque nel campo delle “avocazioni” di competenza, che gli enti locali si arrogano quando scivolano su temi politici che non gli competono.
In questo senso si è espresso il segretario comunale, nella Commissione consiliare cui la Giunta aveva demandato la richiesta: sulla materia “al momento serve una disciplina nazionale se vogliamo che il registro abbia valenza giuridica per la sua funzionalità e per la sua concreta attuazione”.
Nonostante questo, il consigliere Quinzani ha proposto di chiedere se il consiglio comunale intendesse affidare alla commissione la stesura del regolamento istitutivo del registro. La bocciatura della proposta ha suscitato le dure critiche dei proponenti (Ravelli, Manfredini, Rotelli) che hanno accusato la commissione “di aver ridotto a carta straccia le 800 firme dei cittadini richiedenti” e hanno dichiarato che “continueranno la loro battaglia in forme diverse”.
Considerato che sono in discussione in Parlamento i progetti di legge sull’argomento e che i comuni non hanno competenza in materia di ordinamento civile, la “battaglia” su una proposta irricevibile, arrivata per incertezza della Giunta sul tavolo della Commissione, ci sembra soltanto un mezzo di “agitazione” politica da parte di collaudati  attivisti. Con l’effetto di avere distolto Giunta, Commissione e forse Consiglio dalle funzioni amministrative loro proprie.

19 dicembre 2009

Anno 2009 dopo le Luci

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 07:00

Giornali e Tv hanno dedicato fin troppo spazio alle polemiche sulla Festa delle luci della scuola elementare Manzoni, con un’enfasi diventata ormai abituale quando si fronteggiano opinioni contrapposte.
Nonostante l’abbondanza degli interventi, delle lettere e dei documenti sul tema, ammetto di non avere afferrato dai testi (colpa mia) lo spirito di questa festa che, come tutte le feste, piace tanto ai bambini e commuove le mamme.
Quando ne avevo sentito parlare (diversi anni fa) avevo pensato che una festa collocata il 21 dicembre, alla vigilia delle vacanza natalizie, fosse un’originale celebrazione della ricorrenza del Natale. Ora, da qualche testimonianza diretta mi sembra di aver capito che la Festa delle luci propenda invece a sollecitare raccoglimento e riflessione sull’amore universale, più che sulla ricorrenza religiosa del Natale cristiano. Una festa sincretica, o agnostica, o paganeggiante (come i matrimoni celtici), inventata per un malinteso rispetto nei confronti dei non credenti o dei non cristiani.
Eppure il Natale rientra tra le festività religiose del nostro calendario civile, che non merita di essere censurata, perché proprio il suo messaggio di pace e fratellanza ha segnato una fase nuova nella storia del mondo. E il mondo cristiano da secoli calcola gli anni partendo dall’anno domini della nascita di Cristo.
In conclusione non dirò nulla di mio, perché sono convinto dell’ampia autonomia didattica dei docenti e dei consigli di istituto, che si manifesta nella scelta dell’offerta formativa della singola scuola (il Pof), ma poiché tutte le scelte sono opinabili sento di condividere la proposta del Direttore (mi pare non accolta dagli insegnanati) di aggiungere una parola alla festa e chiamarla Festa delle luci di Natale. E anche il biglietto di Maria Antonietta attaccato sul muro della scuola che dice: “il sentimento di pace va coltivato tutto l’anno e la festa della pace può essere fatta in qualunque momento dell’anno. Natale invece è la festa che ricorda la nascita storica di Gesù”.

 
 
 
 

 

18 dicembre 2009

La città motore dello sviluppo

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 07:00

Riprendiamo il resoconto sul convegno della Rur, iniziato con la presentazione dei dati socioeconomici sulla base dei quali è stata fatta la classificazione delle città capoluogo (v. Cremona tra le “pantere” del 17 dicembre).
La parte propositiva parte dalla convinzione che la ripresa economica può risultare dalla somma di tanti buoni comportamenti dei singoli territori, per cui le città possono essere attori protagonisti dello sviluppo.
Occorre dunque riaprire il dibattito sul “che fare” per tornare a progettare la città. Secondo la Rur, le linee guida su cui far convergere istituzioni, imprese e finanza richiedono di:
– diffondere l’energia da fonti rinnovabili, in modo che case, uffici pubblici, grandi strutture possano diventare produttori di energia e vengano così indotti nei cittadini comportamenti positivi verso l’ambiente;
– rendere fluidi gli spostamenti nelle città e tra le città, potenziando i trasporti pubblici;
– reinventare i centri commerciali e ridare senso alle aree storiche, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione;
– progettare nuovi spazi per la produzione, riaggregando gli insediamenti industriali e affiancadoli ai poli della logistica;
– realizzare masterplan di area vasta, per evitare la continua dilatazione spontanea degli spazi urbani.
Ogni linea guida è stata supportata da esempi. Si è parlato dell’energia solare catturata con strutture verticali a Centocelle o a Corviale. Si è parlato della crisi dei centri commerciali: 620 quelli funzionanti; dei 234 in programma, la metà sono fermi, l’altra metà ha rinunciato. Si è parlato di “centri commerciali naturali”, integrati nel tessuto urbano. Si è parlato di mettere in relazione la città con la campagna e con la geografia del territorio (l’esempio clamoroso è quello di Parigi che sta progettando un’area che arriva fino a Le Havre).
Sapranno le nostre città essere motori di uno sviluppo nuovo e innovativo? Sara possibile riprendere il controllo di uno sviluppo sfuggito loro di mano? Sarà possibile correggere lo squilibrio tra investimenti pubblici e privati, per cui a fronte di 100 milioni in abitazioni si hanno solo 5 milioni in infrastrutture?

17 dicembre 2009

Cremona tra le “pantere”

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 07:00

Dopo i “leoni” – i poli dei grandi sistemi urbani – vengono le “pantere” – i centri urbani competitivi. E’ in questo secondo gruppo di città capoluogo che è stata inserita Cremona da una ricerca socioeconomica curata dalla Rete Urbana delle Rappresentanze, un’associazione che ha come obiettivo il miglioramento dei contesti urbani e che annovera tra i soci il Censis.
Secondo la colorita classificazione (abituale nel Censis), dopo i “leoni” e le “pantere” vengono gli elefanti – città in transizione lenta – le “gazzelle” – comunità in crescita – le “giraffe” – le città mercato del sud – e le “zebre” – le città marginali”.
Senza entrare nei dettagli, segnaliamo che nel primo gruppo sono collocate le principali città del nord, assieme ad alcune città medie come Bergamo, Brescia, Padova e anche Siena; nel secondo gruppo (quello di Cremona) 22 città quasi tutte del nord, tra cui Parma, Piacenza Varese, Pavia, Lecco e Lodi.
Stando alla ricerca, le “pantere” sarebbero caratterizzate da ricchezza diffusa (alta densità di sportelli bancari, pil pro capite elevato), forte presenza di immigrati, solidità produttiva, ricerca della sostenibilità ambientale e qualità della vita.
Analizzeremo meglio in un prossimo post gli indicatori alla base della classificazione, che riguardano la ricchezza prodotta, la struttura produttiva, il tessuto imprenditoriale, le dichiarazioni Irpef e la struttura demografica. La prima impressione è che alcuni indicatori, specie quelli demografici (i tassi di natalità e mortalità, gli indici di vecchia e di dipendenza) presentino qualche criticità, nel senso che sono peggiori della media del gruppo, per cui  basterebbe un piccolo spostamento per cadere nel gruppo a crescita lenta degli “elefanti”, assieme a Savona e Ferrara.
L’analisi  socioeconomica è comunque solo la premessa del convegno organizzato dalla Rur il 16 dicembre, alla Camera dei Deputati, che aveva il titolo più accattivante Metropoli per la ripresa, il sistema urbano italiano nel 2009 e che, dalle premesse analitiche ha tratto alcune indicazioni sul ruolo che le città possono svolgere nella fase di ripresa economica.
Le indicazioni sul “che fare” saranno oggetto del prossimo post.

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