Cives Cremona

7 gennaio 2010

Verso le regionali, sognando Lunezia

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 07:00

Tra due mesi saremo convocati per eleggere il Consiglio regionale e il Presidente della giunta (il Governatore non esiste nella Costituzione) e anche stavolta – come appare chiaro dal dibattito avviato tra i partiti – le elezioni regionali saranno un banco di prova della politica nazionale, o per la conferma delle alleanze attuali o per la ricerca di alleanze alternative.
Difficilmente il giudizio dei cittadini elettori verrà focalizzato sui risultati conseguiti, sull’efficacia e sull’efficienza dei servizi regionali, o sui programmi del prossimo quinquennio, ma sulle scelte fatte dai partiti a livello nazionale. Le decisioni circa le alleanze infatti non sono affidate agli organi regionali dei partiti (ammesso che ci siano e siano vitali) ma ai loro organi centrali e più precisamente ai rispettivi leader (talvolta nemmeno titolari di rappresentanza formale).
Eppure non dovrebbero mancare le ragioni di soddisfazione o insoddisfazione circa l’attività della Regione, sulle quali basare un giudizio ed esprimere di conseguenza un voto “amministrativo”. E’ vero che l’80% del bilancio regionale riguarda la partita fondamentale della sanità, ed è anche vero che in Lombardia il servizio sanitario può essere considerato soddisfacente, ma ci sono altre partite pure importanti per i cittadini che non sono esenti da rilievi.
In particolare, la sostanziale rinuncia al governo pubblico del territorio: nella regolazione urbanistica, negli insediamenti della grande distribuzione, nello sfruttamento delle cave. O la mancanza di una adeguata politica attiva del lavoro, in una regione caratterizzata da grande mobilità di imprese e di lavoratori. Più in generale, un eccesso di centralizzazione rispetto alle province, per cui il programma dei fondatori, che avevano pensato la regione come ente di legislazione e di programmazione, è rimasto un ricordo sfocato, le deleghe amministrative sono state parziali, sono nati troppi enti e aziende regionali ed ora – come tocco simbolico – il nuovo grande palazzo per la nuova sede.
Oppure si potrebbe giudicare la Regione anche dal punto di vista degli interessi del territorio, il piccolo territorio della provincia di Cremona (sacrificato da una legge elettorale “antifederalista” che dà una misera rappresentanza ai piccoli territori). E qua sono dolori. I trasporti del Sud Lombardia sono indegni del nome: occorrerebbe una Ferrovia Sud Milano, cui la regione non ha mai pensato. Il Polo Zootecnico Padano è stato fatto a Lodi (bravi i lodigiani!) con un consistente intervento della Regione e oggi rischiamo di perdere l’Istituto di Porcellasco e il laboratorio degli Allevatori lombardi di Crema. La navigazione fluviale (da sempre osteggiata da milanesi e bresciani) non è stata implementata. La Scuola internazionale di Liuteria (per la quale il vicepresidente Rossoni aveva speso una parola) non ha ancora ottenuto l’inquadramento che si merita. Anche il Centro di restauro degli strumenti ad arco, dopo il recupero di palazzo Pallavicino, è stato rimesso alla buona volontà del ministero.
A questo punto, di fronte ad una Regione che ci sembra matrigna, siamo stati presi da una vena di malinconia e dalla tentazione di fare appello all’articolo 132 della Carta per chiedere il distacco. O di sognare Lunezia , la regione che qualcuno ha proposto di costituire attraverso l’unione delle province di La Spezia, Massa Carrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Mantova, nonché di una parte di quelle di Cremona e di Lucca. La regione “emiliano lunense” vagheggiata in sede Costituente da Giuseppe Micheli.

2 commenti »

  1. Ma basta con questa Lunezia! Trattasi di pagliacciata macroregionale dal lezzo euromassonico!
    La Spezia, Lunigiana e parte della Garfagnana sono Liguria e il resto è Grande Lombardia, la Lombardia vera, quella storica, non la formigonia.

    Commento di Paolo Sizzi — 11 gennaio 2011 @ 18:42

  2. Mi spiace che Paolo Sizzi, alias Paolus Lombardus, non abbia colto l’ironia della mia citazione di Lunezia, dettata dalla insoddisfazione per la politica regionale nei confronti della Bassa. Mi sembra più pagliaccesco rievocare i Goti o i Longobardi, come egli fa sul suo sito, con accenti grottescamente razzisti.
    Giuseppe Pelli

    Commento di Cives Cremona — 12 gennaio 2011 @ 12:34


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