Cives Cremona

24 febbraio 2010

Se la “retta” la paga lo stato

Filed under: Cultura — Cives Cremona @ 07:00

Si continua a comparare le mele con le pere. Come Penati anche Daniela Polenghi, intervistata su Cronaca del 23 febbraio, dice che la regione Lombardia ha stanziato una “somma enorme” per i “buoni scuola” destinati ai 60 mila studenti delle scuole paritarie, mentre nulla è andato ai 900 mila delle scuole statali.
Non si spiega tuttavia (abbiamo cercato di farlo con il post Penati e la scuola dei ricchi) che il “buono scuola” è espressamente destinato agli studenti delle scuole paritarie, per alleviare in misura parziale (massimo 1050 euro) le famiglie del costo della retta pagata. E non si spiega nemmeno che il costo dell’istruzione degli studenti delle scuole statali lo sostiene pressoché interamente lo stato. Se stiamo bassi, la “retta” che paga lo stato è di almeno 5 mila euro a testa, a favore tanto dei poveri quanto dei ricchi.
Eppure, secondo Rifondazione comunista – riporta ancora Cronaca – “i fondi dei buoni scuola non devono più finanziare i ricchi delle scuole private”. Evidentemente non si vuole che i “non ricchi”vengano aiutati a scegliere una scuola non statale.
Senza scomodare l’ideologia (che pure ha la sua parte) queste posizioni avverse alle scuole paritarie derivano da una contabilità carente. Se si mettono su un piatto della bilancia solo i 1000 euro del “buono scuola”, la bilancia pende dalla parte delle scuole paritarie, ma se si mettono sull’altro piatto i 5 mila euro pagati dallo stato la bilancia pende decisamente dall’altra parte.
Se la “retta” la paga lo stato i conti sono dunque diversi.

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4 commenti »

  1. quindi l’aritmetica ci da’ due soluzioni:
    1) diamo 4000 euro in piu’ di buono scuola
    2) facciamo in modo che tutti possano essere ammessi alla scuola privata, perche’ se fornisce un servizio pubblico (ed e’ sovvenzionata attraverso il buono scuola) DEVE prendere tutti senza distinzione di sesso, RELIGIONE, estrazione sociale e senza discriminare chi ha disabilità motorie o intellettive.

    Commento di Scolaro — 1 marzo 2010 @ 11:18

  2. Si può essere d’accordo con Scolaro, ma bisognerebbe entrare nell’ordine di idee che la scuola paritaria è una scuola pubblica come qweulla di stato.

    Commento di Cives Cremona — 1 marzo 2010 @ 16:45

  3. Caro Direttore, non c’è peggior sordo…con quel che ne segue. La storia delle “discriminazioni” operate dalla scuola paritaria in fatto di sesso (?), religione e soprattutto disabilità ha veramente stancato chi, come me, in questo ambiente vive e lavora. Religione: la scuola cattolica non discrimina nessuno, chiede solo che chi appartiene ad una diversa religione rispetti la nostra. Il problema è che chi appartiene a religioni diverse nella maggior parte dei casi rifiuta il dialogo e il confronto: una sorta di “discriminazione” al contario.
    La questione più scottante, e sulla quale l’ipocrisia più grave si accanisce, è tuttavia quella della disabilità. Recentemente la stampa ha riportato l’affermazione di una dirigente di scuola paritaria (ovviamente estrapolata dal suo contesto globale) in cui si affermava che nelle nostre scuole i disabili sono effettivamente molto pochi. E’ vero: ma chi discrimina? Guarda un po’: è proprio lo stato. Quello stesso stato che già discrimina le famiglie che scelgono la paritaria, e che per questo si vedono costretti a sostenere doppiamente le spese di istruzione per i propri figli, se hanno poi la ventura di avere un figlio disabile sono discriminati un’altra volta. Perché lo stato, che nelle sue scuole garantisce il sostegno a chi ne ha diritto, nega questo stesso diritto a chi sceglie la paritaria. Quindi la famiglia, oltre a pagare doppio per l’istruzione del figlio, dovrebbe farsi carico anche delle spese del sostegno. Oppure se ne fa carico la scuola (e quanto spesso lo fa!), ma questo significa (visto che le scuole paritarie in genere non hanno fini lucrativi, e ben di rado hanno margini sulle rette) caricare quelle spese di sostegno sulle altre famiglie. Che fulgido esempio di giustizia sociale!! Ecco perché le scuole paritarie hanno un numero inferiore di disabili rispetto alle scuole statali. Ma attenzione: ne hanno ugualmente. Anche perché Regione Lombardia, con la Dote disabilità riservata alle paritarie, viene in soccorso alle scuole e alle famiglie con disabili garantendo loro il diritto al sostegno. Riconosce infatti 3.000 euro di contributo a prescindere dal reddito nel caso il bambino/ragazzo sia portatore di handicap certificato. 3.000 euro non bastano certo a garantire una copertura soddisfacente, ma sono un aiuto molto significativo, e una importante boccata d’ossigeno e un riconoscimento importanter per una realtà sconosciuta quale quella dei disabili nelle scuole paritarie. Sconosciuta perché se un disabile non si trova nel circuito statale per lo stato SEMPLICEMENTE NON ESISTE. Ma le famiglie dei disabili non pagano le tasse? e non hanno quindi diritto ad un trattamento pari a quello dei coetanei che frequentano le statali? perché continuano ad essere considerati cittadini di serie C? Misteri dell’italica “uguaglianza”… A Cremona (questo va riconosciuto per giustizia, e anche perché non dappertutto è così) il servizio comunale di assistenza alla disabilità certificata non distingue fra scuola pubblica e scuola privata, e questo già da molti anni; non è quindi un comportamento “di destra” o “di sinistra”, ma un comportamento equo e corretto tout court. Ma per lo stato non è così, nemmeno da parte di un governo che, a parole, afferma di sostenere il privato anche nella scuola. e allora, un grazie alla Regione che, per quanto è di sua competenza, cerca di ripristinare “un pochino” di giustizia!

    Commento di laura carlino — 2 marzo 2010 @ 19:41

  4. bene… sono felice di sentire che non ci sono discriminazioni quindi vale solo il primo punto cioe’ 5000 euro di buono scuola a tutti.

    Approfitto per avere un’altra informazione: cosa chiede invece la scuola paritaria a chi non appartiene a nessuna religione ?

    Grazie per le delucidazioni.

    Commento di Scolaro — 3 marzo 2010 @ 17:53


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