Cives Cremona

22 marzo 2010

Una ricerca del Cnel sui servizi idrici (1)

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

L’approvazione della legge che riforma i servizi idrici ha fornito al Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) l’occasione per un ricerca sulla Organizzazione industriale del servizio idrico integrato: stato dell’arte e criticità emergenti. Presentata nel febbraio di quest’anno, è stata realizzata sulla base di un campione rappresentativo di aziende di gestione, tra cui l’Aem di Cremona e la Scs di Crema.
La ricerca aveva lo scopo di individuare i criteri che dovrebbero ispirare i concedenti (i comuni) e le aziende di concessione in merito alla capacità di migliorare la qualità, rafforzare le infrastrutture e applicare tecnologie innovative e a ridotto impatto ambientale.
Presentiamo in sintesi i risultati della ricerca, con particolare attenzione alle due aziende della provincia di Cremona.
La prima parte del rapporto è incentrata sull’analisi dei piani d’ambito, attraverso i quali le Autorità d’ambito (Aato) programmano gli investimenti, elaborano i modelli gestionali e determinano le tariffe.
Per quanto concerne i piani, le due aziende cremonesi hanno fissato una durata trentennale e hanno ipotizzato una domanda stazionaria (3,5 milioni di mc). Non forniscono i dati relativi agli investimenti programmati nei diversi servizi (acquedotti, fognature e depurazione), mentre lo sviluppo degli investimenti coperti da tariffe ammonta a 101 milioni di euro nel trentennio.
I costi operativi delle due aziende cremonesi sono inferiori alla media del campione (0,57 contro 0,77 euro per mc). Lo stesso i costi per abitante. I canoni di concessione pagati ai comuni sono invece superiori (0,225 contro 0,139). Anche la tariffa reale media è superiore (1,13 contro 1,09 il primo anno; 1,57 contro 1,53 alla fine del periodo).  L’analisi degli scaglioni tariffari presenta una notevole differenza tra Aem di Cremona (0,30 all’inizio e 0,85 alla fine) e Scs di Crema (0,17 e 0,57). Così pure la spesa media annua per famiglia tipo che è di 228 euro per Aem e di 180 per Scs.
Questi dati isolati non consentono facili comparazioni, considerate le differenze morfologiche tra i diversi ambiti e il diverso fabbisogno di investimenti. Ci limitiamo quindi a riportare le valutazioni generali fatte dai ricercatori.
Lo studio ha messo in evidenza una forte attenzione alla sicurezza degli approvvigionamenti idrici e all’adeguamento delle reti e degli impianti. La sostenibilità degli investimenti necessari, quantificati in 11 miliardi, è legata all’incremento dei ricavi tariffari. Si osserva tuttavia come le tariffe, che dovrebbero essere il risultato della somma dei costi e degli investimenti, sono spesso considerate una variabile esterna, determinata dalla preoccupazione “politica” di non gravare gli utenti, specie nei periodi preelettorali . Inoltre (e forse per questo) non tengono in dovuta considerazione le ricadute ambientali, non promuovono il risparmio idrico, non incentivano i miglioramenti tecnici. (1- continua)

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