Cives Cremona

26 marzo 2010

Una ricerca del Cnel sui servizi idrici (2)

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

Dopo l’analisi dei piani e delle tariffe, la ricerca del Cnel (Organizzazione industriale del servizio idrico integrato: stato dell’arte e criticità emergenti) prende in esame le esperienze di organizzazione industriale dei gestori del servizio idrico, nel presupposto che l’efficacia e l’efficienza della gestione rivestono un ruolo strategico per l’intero paese. A tale scopo, le aziende rappresentative oggetto della ricerca sono state suddivise in tre gruppi omogenei (grandi, medie, piccole), sulla base del volume del fatturato, dell’entità della popolazione servita, della densità degli abitanti in rapporto ai chilometri di acquedotto e di fognatura.
Secondo questi parametri, le aziende cremonesi rientrano nel gruppo delle piccole, sia per volumi erogati, sia per utenti serviti. Anche per questo aspetto della ricerca non ci soffermiamo sui dati particolari, in quanto non rientrava nelle sue finalità formulare valutazioni sulle performance aziendali, anche per la difficoltà di ricondurre a schemi operativi standardizzati aziende che operano in condizioni orografiche e morfologiche assai diverse.
Lo studio dei profili industriali aveva soprattutto lo scopo di inquadrare la realtà del settore e di evidenziarne le criticità. In questo senso, i dati sintetici dei tre aggregati consentono utili osservazioni. Il grado di integrazione del servizio di acquedotto con quelli di fognatura e depurazione appare in generale insufficiente, o perché la raccolta dei reflui è rimasta in capo ai comuni, o per carenza di infrastrutture fognarie. Tuttavia, le aziende piccole evidenziano un grado di integrazione migliore.
Altri aspetti gestionali che giocano a favore delle aziende piccole riguardano le perdite delle reti, la copertura del servizio di fognatura, i tempi degli interventi e l’accessibilità al servizio- Le perdite amministrative (causate da errori) sono solo del 5% (la media è 9); le perdite fisiche sono del 18% (inferiori alla media; le grandi arrivano al 36%). Il servizio di fognatura copre quasi il 96% della popolazione (90 nelle medie e grandi). I tempi di preventivo e di attivazione delle aziende cremonesi sono tra i più bassi. Così pure l’attesa media agli sportelli ( 10 minuti, contro i 40 minuti dell’Acquedotto pugliese). Sembra invece elevata la spesa complessiva che le aziende piccole devono sostenere per lo smaltimento dei fanghi di depurazione.
L’analisi della gestione, negli aspetti positivi e in quelli critici è comunque finalizzata all’eventuale affidamento del servizio mediante una gara, diretta a incentivare la competizione a vantaggio degli utenti, dell’ambiente e dell’aggiornamento tecnologico. Questi obiettivi possono essere raggiunti se il soggetto banditore saprà impostare un bando con il relativo capitolato, idoneo a produrre una selezione dei partecipanti rispondente a i bisogni concreti del servizio (2 – continua).

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