Cives Cremona

23 aprile 2010

Crisi di rappresentanza per il volontariato

Filed under: Società — Cives Cremona @ 15:37

“Momento difficile per il volontariato” è il titolo di una inchiesta di Giuliana Biagi su Cronaca de 22 aprile, che mette l’accento sulle cause prossime delle difficoltà: la riduzione dei finanziamenti comunali; il ritiro della Provincia dal Centro studi per il disagio giovanile; le difficoltà del servizio di coordinamento (Cisvol) e di rappresentanza (l’inattività del Forum).
Il moderno volontariato ha radici profonde e si alimenta dello stesso spirito caritativo e degli stessi sentimenti di solidarietà che hanno animato le Confraternite e le Misericordie medievali, le Opere pie e le Congregazioni di carità, fino alle Società di mutuo soccorso. La crisi di cui si parla oggi non nasce quindi dallo smarrimento della sua natura, che resiste tuttora, ma piuttosto dal contesto sociale e giuridico in cui si trova ad operare.
Ha inteso bene il senso della crisi il responsabile della Caritas, don Antonio Pezzetti, in una intervista a Vita Cattolica. “I tanti gruppi e le associazioni presenti nel territorio devono fare sinergia per meglio farsi rappresentare ai vari tavoli di settore e di zona”, dice don Antonio. “E’ necessario valorizzare tutte le persone che vivono la prossimità e coinvolgere in rete tutti gli attori del mondo del volontariato”. Tanto più che questo sta diventando nei programmi della Regione il perno del nuovo stato sociale.
Anche il mondo del volontariato soffre infatti della stessa atomizzazione che colpisce la società. Basti pensare che il sito del Cisvol censisce ben 535 associazioni di varia natura e che, a livello nazionale, i soggetti ai quali è stata attribuita una quota del 5 per mille sono stati lo scorso anno più di 46mila (77mila nel 2008).
Bisogna anche dire che la normativa vigente sembra fatta apposta per incentivare la dispersione delle iniziative. Una miriade di piccoli soggetti (di volontariato, di promozione sociale, sportivi, circoli) convivono con grosse fondazioni di ricerca, con note organizzazioni non governative, con ottomila comuni e non sappiamo quante parrocchie. E nessuno (o forse pochi) hanno saputo resistere all’allettamento della registrazione e dei vantaggi connessi, sobbarcandosi le connesse complicazioni burocratiche (fino al modulo Eas somministrato dall’Agenzia delle entrate).
Il risultato di questa frammentazione è che, dei 380 milioni di euro distribuiti l’anno scorso, 60 milioni sono andati alla Ricerca sul cancro (Veronesi), 9 a Medici senza frontiere, altri 9 ad Emergency. Alle piccole associazioni arrivano le briciole. Per cui occorrerebbe chiedersi se non sia il caso di ripensare tutta la legislazione in materia, magari per favorire gli strumenti di aggregazione piuttosto che le singole associazioni.
E’ di oggi la notizia che le grandi confederazioni del commercio e dell’artigianato hanno deciso di costituire una confederazione di secondo livello, in grado di rappresentare i piccoli imprenditori nei confronti delle istituzioni. Può essere un esempio anche per il volontariato.

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: