Cives Cremona

6 Mag 2010

Cronache di un sorvegliato speciale (1)

Filed under: Storia — Cives Cremona @ 07:00

Mario Coppetti è oggi un apprezzato scultore, che lavora ancora all’età di 97 anni. Inizia l’attività come apprendista nel laboratorio di un marmista di Cremona e, dopo l’avviamento, frequenta i quattro anni di Scuola artistica dell’Ala Ponzone. Dopo il servizio militare, il 28 marzo 1935 si  trasferisce a Parigi, per perfezionarsi nella scultura. Lì si occupa presso lo studio di uno scultore ed apre anche un suo atelier, arrivando ad esporre un’opera al Salon des artistes del 1938. Rientra in Italia il 18 ottobre del 1939, dopo l’inizio della guerra in Europa.

La cronaca che pubblichiamo ruota attorno ad un medaglione, quello con l’effige di Carlo Rosselli, l’esponente di Giustizia e Libertà assassinato dai fascisti in Francia nel 1937. Mario Coppetti aveva conosciuto Rosselli durante il soggiorno parigino e su richiesta di amici comuni aveva scolpito il medaglione.
Era bastato questo fatto per renderlo sospetto al capo della polizia fascista che, il 25 ottobre 1937, scriveva al Questore di Cremona per informarlo che “il giovane scultore Mario Coppetti risulta aver recentemente modellato un medaglione riproducente il busto del defunto Carlo Rosselli. Questo Ministero ha disposto che sia iscritto in R.F. (Rubrica di Frontiera) per perquisizioni e segnalazioni”. Inoltre, poiché Coppetti aveva ricevuto la visita della madre, chiedeva “di accertare se la madre sia ritornata da Parigi e quando scadrà il suo passaporto” e disponeva affinché “la corrispondenza diretta alla madre del Coppetti e ai congiunti sia sottoposta a riservatissima revisione”. Naturalmente “nel massimo segreto”.
Due mesi dopo (il 24 dicembre 1937) un altro ufficio del Ministero dell’Interno scriveva al Prefetto di Cremona per aggiornalo sull’attività di Coppetti, descritto come “giovane scultore aderente al movimento “giellista”, che ha recentemente modellato un medaglione di Rosselli, i cui esemplari, “come pubblicato nel libello di ‘g. e l.’ sono in vendita al prezzo di 50 frs. e hanno un diametro di 75 centimetri”. Pregava quindi di fornire sul conto del Coppetti “dettagliate informazioni, specie di indole politica, nonché i dati anagrafici e segnaletici”.
Il Prefetto di Cremona rispondeva in data 11 gennaio 1938, precisando che il Coppetti “espatriò in Francia con regolare passaporto allo scopo di perfezionarsi nell’arte della scultura e nella speranza di trovare ivi una occupazione, perché a Cremona lavorava saltuariamente guadagnando poco. Nel tempo qui trascorso serbò regolare condotta morale e politica. Ha prestato regolarmente il servizio militare. Il padre, macchinista ferroviario (in pensione) durante il periodo bolscevico faceva parte del sindacato rosso, ma dopo l’avvento del fascismo, pur non essendosi iscritto alle organizzazioni del Regime, non ha dato motivo a rilievi”. Seguivano i dati anagrafici e segnaletici. (1 – continua).

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