Cives Cremona

12 Mag 2010

Cronache di un sorvegliato speciale (2)

Filed under: Storia — Cives Cremona @ 07:00

Nonostante le tranquillizzanti informazioni inviate dal Prefetto di Cremona, la polizia politica cremonese continua a controllare la corrispondenza e i movimenti di Coppetti e dei suoi familiari. Così, la copia di una cartolina postale inviata da Parigi, con cui Coppetti e la madre danno loro notizie a casa, viene inviata il 13 gennaio 1938 alla Polizia politica di Roma. Nell’accompagnatoria, lo scrivente avverte che “la Bertoglio Angela, madre del Coppetti Mario, farebbe ritorno a Cremona il giorno 17 gennaio, passando prima da Milano per consegnare della roba a certo signor Villa”; si potrebbero quindi “interessare gli uffici di Bardonecchia e Domdossola per una rigorosa perquisizione personale e ai bagagli”.
Il controllo viene puntualmente effettuato, come risulta da un fonogramma inviato il 18 gennaio a Cremona dalla Questura di Torino, in cui si informa che la perquisizione della Bertoglio Angela in Coppetti, “eseguita sotto apparente scopo fiscale, ha avuto esito negativo e che la predetta ha proseguito per Milano”.
Mario Coppetti rientra in Italia il 18 ottobre 1939 e anche questo viaggio è seguito passo passo. Un telegramma del Commissario di confine, inviato il 18 ottobre alle questure di Torino e di Cremona, informa che il connazionale Coppetti Mario è entrato nel regno e che la perquisizione è stata negativa. Un successivo telegramma del Commissario di sicurezza ferroviaria di Torino informa il questore di Cremona che il connazionale Coppetti è partito con il treno n. 5 diretto a Cremona. Il 21 ottobre, il Questore di Torino informa la Polizia di Roma che “attraverso il valico di Bardonecchia è entrato nel Regno, diretto a Cremona, il connazionale Coppetti Mario di Angelo, iscritto a pagina 180 del registro di frontiera.
La vigilanza della polizia nei confronti di Copetti continua dopo il suo rientro a Cremona. Il 12 dicembre 1939, il Prefetto di Genova informa la Direzione generale di P.S. che il Coppetti ha pernottato assieme ai familiari in un albergo di quella città, ripartendo quindi per Cremona. Il 16 marzo 1940, il Ministero dell’interno chiede al Prefetto di Cremona “di far conoscere con urgenza il proprio parere circa la rinnovazione del passaporto per la Francia, richiesta dal noto antifascista in oggetto” Biglietti informativi in data 24 maggio 1941, 11 novembre 1941 e 16 ottobre 1942, assicurano che “è stata accertata la presenza del sovversivo Coppetti Mario in via Carlo Alberto, 31” (sua residenza).
Cade il fascismo, arriva la Liberazione, vince la Repubblica, viene approvata la nuova Costituzione ed eletto il nuovo Parlamento repubblicano, ma il nostro “sorvegliato speciale” è ancora oggetto delle attenzioni delle autorità. Il 22 novembre 1949, il Prefetto di Cremona fa sapere al Questore che il signor Coppetti Mario aspira a partecipare al concorso a cattedre nelle scuole medie. Prega quindi di “voler comunicare con cortese urgenza e in via del tutto riservata ogni possibile informazione circa la condotta civile e morale del suddetto aspirante”. Il 29 novembre, una guardia di P.S. informa il Questore che “il nominato risulta di regolare condotta, senza precedenti penali…E’ professore di disegno, scultore ed insegna presso la scuola media di Piacenza, da dove ritorna tutte le sere. Non possiede beni di fortuna, ma versa in buone condizioni economiche. E’ stato sempre fervente antifascista e fu anche vigilato politico all’epoca di tale regime. E’ stimato in pubblico”. (2 – fine).

La documentazione che ha ispirato questa cronaca proviene dall’Archivio di stato e ci è stata fornita dallo stesso professor Coppetti. E’ già stata in parte pubblicata nel libro di Franco Dolci “Mario Coppetti, un socialista”.
 

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