Cives Cremona

19 maggio 2010

La scure di Calderoli

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 07:00

Il 17 maggio, sul Corriere della sera, Rizzo e Stella hanno fatto le pulci all’annuncio “mirabolante” del ministro Calderoli circa la riduzione del 5% alle indennità dei parlamentari e il taglio di 50 mila poltrone negli enti locali. Rizzo e Stella riferiscono che, secondo i dati ufficiali pubblicati dalle regioni, l’unico taglio è quello praticato da Vendola in Puglia. E che ci sarebbero 38 mila “stipendiati” che siedono nei consigli di amministrazione delle società parapubbliche.
Lo stesso giorno, La Provincia ha pubblicato un servizio di Gilberto Bazoli dedicato agli “stipendi della casta”, utile per verificare il costo della politica ai piani bassi del sistema. Il quadro presentato tuttavia si limita agli enti e alle aziende più importanti, mentre per avere un quadro completo occorrerebbe tener conto anche delle aziende minori, di quelle provinciali e, soprattutto, della ramificazione di aziende germogliate dalle ex municipalizzate, più di una trentina, tra controllate, partecipate e partecipate di partecipate.
Ma il quadro anche completo, da solo servirebbe a poco senza un’opera di discernimento che sappia distinguere il grano dal loglio, gli organismi utili da quelli parassitari. Cives ha dedicato parecchi post a questi aspetti del problema (chi vuole li può recuperare cliccando sulla categoria Aziende Pubbliche), ma ha sempre cercato di evitare il qualunquismo. Anche sullo slogan del “sindaco a costo zero” (sostenuto da D’Avossa e Troiano l’anno scorso) abbiamo sostenuto l’opportunità di un giusto risarcimento per le cariche pubbliche (vedi Aristotele e il sindaco a costo zero ). A condizione s’intende che le cariche siano utili e necessarie ai cittadini e non solo a chi ne è investito.
Se però l’evoluzione patologica della pubblica amministrazione rende insopportabile il peso per i cittadini, sia per l’onere finanziario sia per le lungaggini procedurali, occorre la scure e una riforma coraggiosa. Per fare solo qualche esempio, dalle tabelle pubblicate da Bazoli balza agli occhi la sproporzione tra le indennità dell’Aler (azienda della Regione) e quelle delle aziende locali. Il fatto si spiega con i ricchi parametri che la regione applica a tutte le sue aziende. Ma è del tutto inspiegabile se si considera che i compiti dell’Aler potrebbero essere affidati alle province, con un risparmio per la Lombardia di 200 mila euro annui, solo per i compensi degli amministratori. Altro esempio  è quello dell’indennità dei presidenti di consiglio: l’aver voluto scimmiottare le Camere, prevedendo i presidenti di consiglio per i comuni e le province, costa solo alla nostra Provincia 3400 euro al mese.
Di fronte ad alterazioni così diffuse dell’amministrazione locale, è chiaro che la scure di Calderoli da sola non può bastare, ma ha bisogno di coniugarsi con un’opera di discernimento e di riforma ai livelli locali della politica e delle istituzioni.

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