Cives Cremona

26 Mag 2010

Abolire le province?

Filed under: Provincia — Cives Cremona @ 07:00

Ricorre periodicamente nel dibattito politico la sorte delle province. Dopo l’attuazione delle regioni, si discusse per un decennio su una istituzione alternativa, i comprensori, più piccoli delle province, omogenei dal punto di vista territoriale, con compiti di programmazione, correlati con la programmazione regionale. Le resistenze interne furono molte e non se ne fece niente.
Oggi, l’esigenza di ridurre i costi della politica e dell’apparato amministrativo ha fatto tornare di attualità il tema delle province e i sostenitori della loro abolizione si trovano in diversi schieramenti politici. Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, la spesa complessiva delle province italiane è di circa 13 miliardi, il 18% dei quali serve per pagare gli stipendi. Il costo dei consiglieri, presidenti e assessori è di circa 50 milioni di euro. Bisogna dire, tuttavia, che questi dati da soli non sono sufficienti per concludere che le funzioni svolte da questo ente intermedio possono essere trasferite semplicemente alla regione o ai comuni sottostanti.
Prima di esprimere qualche opinione in merito, può essere utile confrontare la situazione italiana con quella dei principali paesi europei. La tabella che segue è ricavata da una ricerca condotta dalla banca Dexia per conto del Consiglio europeo delle municipalità e delle regioni.

Paesi N. comuni N. enti intermedi N. regioni o stati
Italia 8.101 110 20
Francia 36.682 100 26
Germania 12.339 301 16
Gran Bretagna 7.406 28 3
Spagna 8.115 50 17
Polonia 2.478 379 16

 Come si vede, gli enti intermedi sono presenti in tutti i principali paesi, e la spiegazione sta nel fatto che essi rispondono ad una esigenza di decentramento democratico, sia per lo svolgimento di funzioni di programmazione territoriale, sia per la prestazione di servizi di vasta area in campo sociale ed economico. La riforma dell’ente provincia o la sua soppressione devono dunque partire da queste esigenze e dalla opportunità di un livello democratico decentrato per farvi fronte.
Un accentramento regionale di quelle funzioni non ridurrebbe i costi, indebolirebbe le aree più deboli e attenuerebbe il controllo democratico sull’attività amministrativa. Occorre valutare quindi se non convenga concentrare nella provincia tutti gli organismi regionali e statali che sono proliferati nel corso degli anni, sulla base di un’analisi attenta dei costi e dei benefici.

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: