Cives Cremona

7 giugno 2010

Quale logica economica nella crescita di LGH

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

“Ciò che fa bene alla Fiat fa bene all’Italia”. Così si diceva fino a poco tempo fa. Con la stessa logica oggi da noi si dice “quel che fa bene a LGH fa bene a Cremona”. E’ questa in sintesi la motivazione con cui il sindaco e i consiglieri di Aem sostengono il conferimento delle reti e degli impianti del Comune (oggi in capo ad Aem) a Linea Group Holding (LGH), la società costituita dalle ex municipalizzate di Cremona, Crema, Lodi, Pavia e Rovato, per la gestione dei servizi pubblici locali relativi al gas, all’energia e ai rifiuti.
Si sostiene che il conferimento delle reti e degli impianti rafforzerebbe LGH e, quindi, il territorio cremonese, per il fatto che il suo valore patrimoniale passerebbe da 230 milioni a 333 milioni di euro, migliorando la sua posizione sul mercato e la sua competitività.
Il ragionamento non convince. Prima di tutto, perché l’aumento di valore di LGH si compenserebbe con la perdita di valore di Aem. Poi, perché il valore di LGH, come società di gestione, dipende essenzialmente dal suo livello tecnologico e dalla capacità di competere con altre imprese, nell’occasione dei futuri affidamenti. Infine, la scelta del conferimento mi sembra troppo condizionata dall’obiettivo di crescita industriale e territoriale che ha ispirato la lettera di intenti, firmata il 28 dicembre da Pasquali e Paniccia (presidente di Acegas), per l’integrazione tra i due gruppi. Un Pasquali fresco di nomina, che aveva tuttavia già adottato l’imperativo “crescere”, tramandatogli dall’ex presidente Tiranti.
Un esempio – questo – dello stravolgimento dei rapporti tra il Comune e le società partecipate, delle strategie che sfuggono alle sedi democratiche competenti (i consigli comunali) e vengono decise da pochi, in sedi politiche indefinite. Leggo che il segretario del Pd è sorpreso per l’andamento della vicenda. Ma è possibile che non si sia accorto (in ottobre) che la conferma di Albertoni in Aem e la nomina di Pasquali in LGH dovevano essere il frutto di un accordo trasversale ignoto al cittadino comune? E che (in gennaio) la cessione del 30% di Aemcom ad Infracom (con un patto parasociale che insediava Pasquali anche in quella poltrona) era un altro tassello della strategia per trasferire il patrimonio di Aem (cioè del Comune) ad LGH?
Tutto questo avveniva a dispetto delle prerogative dei consiglieri comunali, i quali per la verità non hanno fatto molto per difenderle. Possibile che a nessuno sia venuto in mente di sottoporre a regole più stringenti i rapporti tra Comune e società partecipate (a Crema lo hanno fatto!). O di imporre curricula trasparenti e audizioni pubbliche per i candidati ai consigli di amministrazione?
E’ proprio l’assenza di strategia democratica e di trasparenza che favoriscono abusi e distorsioni. Così, è bastato che la vecchia Aem municipalizzata si trasformasse in s.p.a, per generare un incontrollato e ingiustificato incremento di società. Così, attraverso le partecipate di partecipate, i comuni si trovano a svolgere, per opera di attivissimi manager, le più svariate attività, anche fuori dalle funzioni che sono il loro core business.
Ora, ritornando a LGH, politici e amministratori dovrebbero chiedersi se l’andazzo sia proprio irreversibile. Se si debba aderire passivamente agli orientamenti dettati dal management (la “tecnostruttura” di Galbraitht); o prestar fede – sulla fiducia – ai pareri degli esperti privati di Perri; o se non convenga alla città decidere con serenità, sulla base di un ampia informazione pubblica, che permetta di colmare la asimmetria informativa di cui soffrono, non per loro colpa, i rappresentanti dei cittadini.
Passare dal decimo al sesto posto nella graduatoria delle utilities, o portare Cremona dal 25 al 33% del capitale, non sono obiettivi tali da giustificare la decisione di svuotare la società patrimoniale del Comune. Occorre spiegare meglio la logica economica della crescita, e fin dove può arrivare, considerato che, oltre un certo punto, le economie di scala non operano più.

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: