Cives Cremona

11 giugno 2010

Qualche riflessione e una proposta sul bilancio provinciale

Filed under: Provincia — Cives Cremona @ 07:00

Antonio Milanesi, di Albatros, ci ha inviato alcune riflessioni e una proposta in merito al bilancio dell’Amministrazione provinciale. Ne pubblichiamo un’ampia sintesi.

Il presidente Salini invoca spesso il principio di sana conduzione aziendale, con ciò alimentando le aspettative di quanti sono rispettosi della professionalità altrui. Analizzando il commento al bilancio 2010, pubblicato dall’Amministrazione provinciale, non troviamo tuttavia valutazioni in linea con la gravità dell’andamento della spesa della nostra provincia. Per cui, non esistendo la consapevolezza del passato, diventa difficile proporre le soluzioni per il futuro.
L’ottimo commento che appare in internet, segno di una marcata ed innovativa professionalità, è però un commento da tecnici addetti ai lavori, che si preoccupano (giustamente) più dell’integrità dei dati e della loro forma che della loro divulgazione.
Ciò di cui avremmo bisogno è il confronto con i casi di eccellenza e l’analisi della tendenza, per capire “da dove veniamo e dove stiamo andando”. Insomma, una sorta di “bilancio sociale”, che presenti il valore delle prestazioni richieste al cittadino (le tasse) e come quel valore venga trasformato in servizi, trasferimenti, momenti organizzativi. Con un po’ di fantasia, potremmo dire che il “bilancio sociale” sta a quello tradizionale come gli indicatori di qualità della vita stanno al prodotto interno lordo di un paese.
Il bilancio della nostra amministrazione si mantiene in linea con il passato:
– fiscalità spinta ai massimi di legge su tutti i fronti, confermando che quella di Cremona è la fiscalità più elevata di tutte le province lombarde;
– spese correnti per abitante oltre la media della Lombardia, che dimostrano l’impossibilità di domare un fenomeno ormai divenuto uno standard della nostra costosissima amministrazione provinciale;
– quindi rigidità della spesa, incapace di proporzionarsi nel breve periodo alle oscillazioni delle entrate;
– struttura inefficiente, perché caratterizzata da un elevatissimo organico di personale, la cui parte principale è indirizzata verso le spese generali, molto spesso sganciate dai servizi diretti.
Ora, tutto ciò arriva da lontano, ma se non si dice chiaramente che si parte da un bilancio anarchico e disastrato e ci si limita ad evidenziare con la matita blu i piccoli ritocchi, derivanti principalmente da nuovi modi di indirizzare i conti, non saremo in grado di rispondere al bisogno di fondo sopra accennato.

Concludiamo con una specifica proposta, che prende le mosse dalla struttura demografica del personale della provincia di Cremona, rappresentata nella tabella che segue (fonte: Ministero dell’interno).

Gruppi di età Fino a 29 30 – 39 40 – 49 50 -59 60 e +
% 8,2 30,0 34,7 23,4 0,7

 Dalla la struttura per età, appare evidente che, anche bloccando il turnover, non c’è speranza di raddrizzare la situazione nel prossimo quinquennio. Perché dunque non provare a trasferire gratuitamente il personale in eccesso ai comuni ? Daremmo un senso a questi costi, pur nel loro eccesso!

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