Cives Cremona

14 giugno 2010

L’irresistibile crescita delle “partecipazioni comunali”.

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

La gestione dei servizi pubblici locali tra privatizzazione e decentramento” è il tema di un seminario, svoltosi a Vicenza il 27 aprile, a cura della Scuola superiore della pubblica amministrazione locale (Sspal) del Veneto e Friuli Venezia Giulia, relatore Gian Carlo Corò, del Dipartimento di scienze economiche di Cà Foscari.
L’argomento ci è sembrato attinente alla decisione che sta maturando a Cremona, circa il cosiddetto rafforzamento della società LGH, mediante il conferimento dei principali cespiti patrimoniali di Aem spa e il conseguente svuotamento della società patrimoniale del Comune. Per questa ragione, abbiamo cercato di trovare qualche spiegazione teorica che illuminasse la ragion pratica ispirata all’imperativo “crescere” del presidente Pasquali.
Spulciando nella presentazione del relatore, abbiamo innanzitutto trovato una conferma al progetto di fusione con Acegas-Aps. Il relatore, parlando delle aggregazioni in corso, riferisce che, “in questi giorni è stato annunciato il programma di fusione tra Acegas-Aps e Linea Group con la creazione di un gruppo da 1 mld € di fatturato”. Siamo dunque  molto più avanti di quanto non vogliano far intendere Pasquali e Albertoni, intenti a traquillizzare i consiglieri comunali, sulla cui testa è stata decisa la fusione e presumibilmente (viste le dichiarazioni possibiliste di Pasquali) la quotazione di borsa.
A proposito delle aggregazioni in corso da oltre 10 anni, il relatore osserva che “il fenomeno è guidato soprattutto dalla ricerca di economie di scala nella produzione di energia e nell’approvvigionamento di gas”, che ha portato alla creazione di alcuni gruppi industriali di livello europeo – si tratta di A2A, Acea, Iride, Enìa, Hera – che sono appunto i modelli concorrenti cui si ispira la febbre della crescita.
Ma poiché i servizi pubblici locali non sono tutti uguali, il relatore presenta un diagramma in cui si evidenzia che, per l’appunto, le economie di scala sono alte nel trading e nella produzione, ma sono basse nella distribuzione di energia e gas, nella raccolta rifiuti e nell’erogazione dell’acqua, business locali con maggior legame con il territorio.
Scorrendo la presentazione del professor Corò, siamo stati anche assaliti da un sospetto: che la fretta con cui si vuol chiudere la faccenda sia anche ispirata dal desiderio di quotare in borsa la nuova società (Acegas-Aps è già quotata), in quanto le società quotate godrebbero (secondo Corò) di una forma di affidamento facilitata (che non guasta, anche per chi dice di battersi per la concorrenza). Ma più semplicemente, forse, la fretta è compagna dell’irresistibile tendenza a crescere delle “partecipazioni comunali”.

1 commento »

  1. Alcune perplessità sulla regolarità del processo di fusione Iride Enia:
    https://docs.google.com/View?id=ddnjh67v_32dt25ngcp

    Commento di massimo bongiovanni — 16 giugno 2010 @ 16:08


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