Cives Cremona

17 giugno 2010

Dove ci porta il business

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

Il presidente Pasquali sostiene la necessità di far crescere LGH, allo scopo di renderla competitiva con le  aziende più grandi, come ad esempio A2A, la ex municipalizzata di Milano e Brescia. Per cercare di capire quale potrebbe essere il futuro della “nuova grande multiutility”, abbiamo estratto dalle cronache economiche recenti alcune notizie che, sia pure in modo empirico, possono aiutare a immaginarlo.

1 – A2A è pronto a sfidare  l’Enel sul nucleare
Il presidente del consiglio di gestione, Giuliano Zuccoli, sostiene che “serve un polo alternativo, capace di reggere il confronto con Enel ed Edf”.

2 – Milano-A2A-Renault
Il comune di Milano ha lanciato la collaborazione con A2A e Reanult. Il triangolo istituzioni-utility-costruttori prevede l’installazione di 200 punti di distribuzione a Milano e 70 a Brescia. Il presidente Zuccoli ha annunciato che durante la sperimentazione le auto verranno date in affitto a 500 euro al mese e che A2A certificherà l’energia come rinnovabile.

3 – Scontro tra A2A e Edison
      A2A ha investito in Edison 1 miliardo di euro, ma poiché Edison à controllata da Edf (Electricitè de France), il capitale è immobilizzato. Per uscire da questo condizionamento, occorrerebbe coinvolgere nella società grandi banche e fondazioni, considerato che “il modello di società controllato dai comuni, per quanto grandi, è superato”

4 – I debiti di A2A
L’indebitamento di A2A (oltre 4 miliardi di euro) è considerato dal mercato troppo elevato. L’indebitamento è dovuto agli investimenti fatti in Montenegro (400 milioni) e, in precedenza, nelle centrali di Gissi e Scandale (500 milioni) oggi ferme.Per ridurre l’indebitamento A2A ha venduto una quota della società svizzera Alpiq, realizzando una plusvalenza di oltre 200 milioni.

5 – I dividendi inesistenti di A2A
Il comune di Milano ha messo a bilancio 15 milioni di dividendi per la sua quota di A2A- Il comune di Brescia, 60 milioni. Ma, stando alle stime, il risultato (alla fine del terzo trimestre) sarebbe di 2 milioni. Per cui, se vorrà accontentare gli azionisti la società dovrà attingere alle riserve.

6 – I cittadini non contano niente
Pochi giorni fa, in occasione della ricorrenza dei cento anni di Asm, in Santa Giulia a Brescia, la consigliera comunale Laura Castelletti ha detto che “la specificità bresciana non ha più valore: A2A è una società che di locale ha solo la distribuzione, cioè cittadini/clienti che valgono molto ma contano poco”

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