Cives Cremona

23 luglio 2010

Considerazioni sul “terzo ponte”

Filed under: Territorio — Cives Cremona @ 16:34

Massimo Terzi, architetto, assessore all’urbanistica nella giunta Bodini, ci ha inviato uno studio dettagliato su: “Considerazioni generali per la definizione del quadro complessivo della viabilità nell’intorno Cremona-Castevetro Piacentino, in seguito alla decisione di realizzare il raccordo autostradale con il porto di Cremona”. Pubblichiamo oggi un’ampia sintesi della Premessa.

 Il problema della viabilità tra Cremona e l’Oltrepo e delle infrastrutture per il Porto Canale va oltre le immediate necessità urbane. Esso può trovare soluzione solo nel raccordo con l’area di Castelvetro Piacentino e, soprattutto, nei programmi infrastrutturali di livello interregionale ed interprovinciale dei rispettivi territori.
La società Autostrade Centropadane, invece, ha interpretato il tema del terzo attraversamento come questione da verificare soprattutto dal punto di vista dell’impatto ambientale, dando per scontati gli aspetti generali e strategici dell’intervento, sulla base di ipotesi e scenari indeterminati e con un attivismo progettuale che sembra legato alla necessità di investire utili, con il fine di rinnovare la concessione governativa.
In questi giorni sono stati approvati i progetti definitivi, per cui sembra ormai prossima una decisione senza ritorno, le cui conseguenze produrranno trasformazioni del territorio difficilmente controllabili nell’intorno interessato. Sarebbe stato auspicabile, in extremis, un ulteriore allargamento della consultazione e qualche simulazione in più, in considerazione di quanto il “terzo ponte” può rappresentare all’interno di ambedue i confini comunali. Come è prevedibile, questo raccordo prefigurerà nuovi assetti territoriali, con fenomeni di nuova urbanizzazione ed episodi edilizi diffusi, che influenzeranno in modo del tutto casuale la realizzazione del futuro disegno urbano.
Forse, più proficuamente, sarebbe stata l’occasione per discutere di quello che avrebbe potuto essere il modello di sviluppo urbano di riferimento e per affrontare il discorso dell’immagine e della forma della nuova Cremona.
Alla luce di una sensibilizzazione più allargata, sarebbe comunque opportuna una riconsiderazione della scelta, nel contesto di una politica del territorio finora accantonata e di una valutazione critica del modello economico di cui appaiono le connotazioni negative (legate essenzialmente al suo spreco). Una riconsiderazione riguarda la necessità dell’opera che, proposta come inderogabile, non giustifica a sufficienza l’offesa al territorio, al paesaggio e all’ambiente. Un’altra riguarda il mancato coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale. Ignorare il consenso e le procedure corrette per avallare opere inutili, comporta un danno evidente di cui, in un momento così difficile, non è possibile non tenere conto.
Le considerazioni sono quindi un contributo critico alla proposta progettuale della società Autostrade Centropadane, che non avrebbe dovuto lasciare senza risposte convincenti questioni come il modesto bacino d’utenza servito dall’opera, la sicurezza dell’ambito urbano ed industriale di Cavatigozzi, l’impatto ambientale ed idraulico, nonché il bilancio costi e benefici.
Si tratta di considerazioni gia’ avanzate sia dalla stampa sia da altri coraggiosi ed appassionati cittadini, nonché dal sottoscritto, e rappresentano un invito a tener presente la proposta di intervento nella sua globalità.
Infine, questa vicenda mi suggerisce una questione relativa al reale potere decisorio dell’urbanistica. Nei fatti (non solo in questo caso) sembra che, in questo ultimo decennio, molte decisioni siano state prese senza aver valutato razionalmente le convenienze tecniche ed economiche di un’operazione, sulla base di rapporti di forza, ad onta del buon senso, della sostenibilità, della opportunità e dei vincoli.
Cremona non può sottovalutare le pochissime occasioni che si presentano, per evitare di ricadere in altri errori. La trasformazione di questa città, in nome di un imprecisato sviluppo, troppo spesso invocato e mai attuato, ha subito scelte non sufficientemente meditate che hanno creato situazioni di grave degrado funzionale, ambientale ed artistico, gettando al vento grandi opportunità.
Sarebbe a questo punto significativo che i cittadini avessero in extremis uno scatto di orgoglio, partecipando alla costruzione della qualità della loro città. Lo scopo di questa ”memoria” è quella di stimolare un ripensamento e la ricerca di una soluzione alternativa che tenga insieme le necessità di Cremona e di Castelvetro Piacentino. (1 – continua)

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