Cives Cremona

5 agosto 2010

Dalla city al suk?

Filed under: Comune di Cremona — Cives Cremona @ 07:00

Un anno fa Silvio Lacchini, in una lettera alla Provincia (9 luglio 2009), aveva richiamato l’attenzione sui punti di un programma idoneo a favorire lo sviluppo di un turismo culturale a Cremona. Uno dei punti era il ridimensionamento e la riqualificazione del mercato ambulanti, un mercato debordante, non certo esempio di terziario avanzato, che attira le donne cremonesi ma che non può considerarsi una attrattiva per i turisti, almeno così com’è. Nell’occasione, Cives aveva rievocato il progetto di Zaffanella di spostare il mercato al Foro boario e come, nonostante avesse avuto il consenso degli ambulanti, non avesse potuto attuarsi per la contrarietà dell’associazione commercianti.
A distanza di un anno, le associazioni dei commercianti cremonesi – Ascom e Confesercenti – ritornano protagoniste a proposito dello spostamento delle bancarelle da via Monteverdi, necessario per consentire un agevole accesso al parcheggio di piazza Marconi ed una comoda fruizione del nuovo Museo del violino di Palazzo dell’Arte. Per la Confesercenti i banchi sono addirittura “intoccabili”, mentre per l’Ascom lo spostamento non è un tabù, anzi il mercato andrebbe ripensato tenendo presenti gli interessi delle diverse attività commerciali e turistiche.
Che le associazioni dei commercianti ragionino prevalentemente o esclusivamente nell’interesse dei propri associati è senz’altro comprensibile. E’meno comprensibile che il Comune si affidi ad un accordo tra le categorie per risolvere un problema urbanistico che riguarda l’intera Cremona e, in particolare, le funzioni che si intendono affidare al suo centro storico.
Cremona ha sofferto da decenni le incertezze di una politica urbanistica che ha isolato il centro e allontanato le funzioni tradizionali; ora che si è fatta una scelta innovatrice, con il parcheggio sotterraneo (sia pure ridotto), con il recupero del Palazzo dell’Arte e con la decisione di mantenere pedonale la piazza Marconi, sembra chiaro che il mercato ambulanti va integralmente ripensato, nella collocazione, nelle dimensioni, nelle modalità merceologiche ed estetiche. Lo spostamento delle bancarelle da via Monteverdi è solo un particolare, ma è importante per verificare chi esercita la sovranità sulle strade cittadine e per dimostrare che si vuole aprire il centro storico alle nuove funzioni culturali e turistiche. A meno che non ci si rassegni alla sua graduale trasformazione da city a suk.

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1 commento »

  1. Per quanto mi ricordo l’amministrazione Zaffanella non ebbe nè tempo, nè modo di occuparsi dell’ipotesi, coltivata peraltro qualche anno dopo solo da pochi “innovatori”, di trasferire al foro boario il mercato degli ambulanti.
    La scelta di merito fu invece fatta dall’amministrazione Garini in sede di definizione del progetto di sistemazione a parcheggio alberato dello stesso foro boario: nonostante alcuni contrasti, prevalse l’opinione, da me condivisa, che il mercato bisettimanale fosse un’occasione troppo importante per mantenere vivace e pedonale il centro storico, evitandone un ulteriore depauperamento di funzioni tradizionali.
    Purtroppo negli anni successivi il mercato fu lasciato ingigantire, concedendosi nuovi stalli oltre ogni limite dettato dal buon senso, proprio mentre gli veniva sottratto lo spazio più adatto per ospitarlo e cioè la piazza Marconi.
    Si sperava che, con la definitiva la definitiva chiusura della sciagurata avventura dell’autosilo sotterraneo,l’utilizzo mercatale di tale piazza potesse consentire di liberare piazza Duomo ma, a quanto pare, la nuova amministrazione preferisce mantenere libera dalle attrezzature degli ambulanti la ambientalmente mediocre piazza Marconi piuttosto che la piazza monumentale del Comune
    Così si gestisce male l’ambiente urbano, dimenticando, tra l’altro,che il Palazzo dell’Arte fu collocato proprio su parte della piazza che l’urbanistica di allora saggiamente destinava al tradizionale mercato bisettimanale. Cordialità. Michele de Crecchio

    Commento di michele de crecchio — 6 agosto 2010 @ 23:25


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