Cives Cremona

11 ottobre 2010

Dalle Opere Pie alla “big society” (*)

Filed under: Enti e Fondazioni — Cives Cremona @ 07:00

In relazione alla proposta, avanzata da diverse parti, di un controllo più stringente del Comune sulla Fondazione Città di Cremona, abbiamo già cercato di dimostrare come l’autonomia delle fondazioni caritative (ex Ipab) sia fondata su principi costituzionali (v. Ma la Costituzione tutela la Fondazione). Riprendiamo oggi l’argomento per rievocare a grandi linee il percorso che ha portato dalle Opere Pie alle Ipab e da queste alle fondazioni private, per recuperare nel passato le radici della loro autonomia.
Le Opere Pie (dette anche Luoghi Pii) nascono nel medio evo e crescono nei secoli successivi per iniziativa di nobili e borghesi che destinano parte dei loro beni a istituti, prevalentemente religiosi, dediti al soccorso dei poveri, con gli scopi e nelle forme più diversi (confraternite, ospedali, ricoveri, ospizi, orfanotrofi, istituti elemosinieri e dotali).
Questa “democrazia religiosa” della carità, fatta di infinite opere, spesso sovrapposte e talvolta superate, viene rivoluzionata dall’assolutismo illuminato di Giuseppe II, che nel 1784 ordina il censimento delle Opere e la loro riorganizzazione, sotto il controllo pubblico.
Col censimento si contarono a Cremona una decina di ricoveri e ospedali (quasi tutti ecclesiastici) e una trentina di istituti elemosinieri. Con la loro riorganizzazione venne ridotto il numero dei ricoveri e venne creato un solo istituto elemosiniere, sotto il governo di una Giunta delle Pie Fondazioni, di nomina governativa, in cui furono presenti tuttavia (nel rispetto delle volontà dei fondatori) anche degli ecclesiastici. Con la riforma, un “patrimonio ingentissimo tra i più grandi in Lombardia” passò sotto il controllo pubblico.
Il periodo napoleonico e la Restaurazione non modificarono sostanzialmente la nuova organizzazione delle Opere Pie, che conobbero tuttavia uno spostamento del potere di nomina degli amministratori dal governo centrale alle municipalità.
Sotto il governo piemontese, con la legge Rattazzi del 1859, alle Opere Pie viene riconosciuta l’autonomia statutaria e gestionale, sulla base delle tavole fondative; gli amministratori sono eletti dal consiglio comunale e i controlli sono ridotti ai bilanci consuntivi. La legge Minghetti del 1862 estende questi criteri allo stato unitario.
Nel corso dell’Ottocento nascono nuove fondazioni e nuovi istituti, sia laici che religiosi, tanto che sul finire del secolo si contano a Cremona 32 istituzioni e la città è al primo posto per spesa per beneficenza pro capite in Lombardia.
Con la legge Crispi del 1890 il pendolo torna ad oscillare verso lo statalismo. Tutte le Opere Pie diventano Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab), che vengono riorganizzate e, pur dotate di autonomia statutaria e gestionale, sottoposte al controllo pubblico.
Nonostante il centralismo introdotto con la legge Crispi, la carità cremonese continua a manifestarsi in nuove iniziative, anche attraverso forme di collaborazione con l’autorità religiosa.
Dal sommario excursus sembra di capire che esiste uno spazio che la legge non riesce a comprimere e che, dopo le pubblicizzazioni e anche dopo l’affermazione dello stato sociale, si esprime con la filantropia privata, più flessibile e pronta a rispondere ai nuovi bisogni. E’ lo spazio occupato dalle fondazioni filantropiche e più in generale dal terzo settore, quella “big society” di cui si dibatte anche in Italia, capace di sollecitare risorse e di surrogare le carenze crescenti dell’assistenza pubblica.
Non potrebbe essere questo lo spazio della Fondazione Città di Cremona?

(*) Le notizie storiche sono attinte prevalentemente ai saggi di Edoardo Bressan, nella Storia di Cremona, Settecento e Ottocento

Annunci

3 commenti »

  1. Sempre interessante leggere gli approfondimenti di CIVEScremona, ma ora la questione è: chi avrà voglia di fare un lascito alla FONDAZIONE? E pensare che hanno sponsorizzato gli spettacoli del “Festival di mezzaestate” per raccogliere più fondi…

    Commento di Roberto VITALI — 11 ottobre 2010 @ 15:59

  2. Ottima domanda, caro Pelli. Sono sempre stata convinta – e l’ho ripetutamente e pubblicamente affermato in passato – che unico scopo della Fondazione Città di Cremona DEVE essere la carità, nelle forme che la società attuale richiede. Il terzo settore a Cremona è ricco (di idee e persone, non di fondi, salvo eccezioni) e surroga moltissime lacune dell’assistenza cittadina. E’ questo L’UNICO CAMPO in cui la Fondazione DEVE utilizzare le proprie risorse. La pubblicità, con buona pace delle teorie alquanto fantasiose del presidente Lonardi, la Fondazione se la può fare in occasione di eventi di volontariato (la festa del volontariato ha richiamato più persone di tre spettacoli all’Arena; “Un giro per Gimmy” ha animato il centro per un’intera giornata; Festagropolis richiama moltissime persone per quattro serate; la biciclettata dell’AVIS è un appuntamento fisso per centinaia di persone….per citare solo quanto mi viene in mente a botta calda). Un’associazione no profit che vive di solo volontariato (vero, non finto con cariche più o meno stipendiate) svolgerebbe attività filantropica per tre anni con la somma spesa per UNA mostra e relativo corollario. Occorre capire (ma quando fa comodo anche gli amminstratori cambiano idea in un battibaleno) che la Fondazione NON PUO’ AVERE ALTRO SCOPO CHE LA CARITA’ Probabilmente la fa, ma dovrebbe farne di più, invece di buttare cifre a molti zeri per scopi assolutamente inconcepibili.
    Non entro nel merito della “vicenda Fodri” per sfinimento e perché la mia visione della questione non si allinea con nessuna delle due “visioni” antitetiche sposate dalla stampa cittadina nei due mesi appena trascorsi. Credo comunque sia chiaro che in questa storia hanno perso tutti, e per prima l’etica della carità.

    Commento di Laura Carlino — 13 ottobre 2010 @ 18:28

  3. Comunque, giusto per la cronaca, oggi mi sono auto-candidato anch’io per il nuovo consiglio.

    Commento di Roberto VITALI — 13 ottobre 2010 @ 19:22


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: