Cives Cremona

14 ottobre 2010

Quale statuto per la Fondazione

Filed under: Enti e Fondazioni — Cives Cremona @ 11:10

La vertenza Fondazione/Comune si è dunque conclusa per “sfinimento” (come scrive Laura Carlino in un commento a un nostro post (Dalle Opere Pie alla “big society)”. Sfinimento dei lettori e sfinimento dei protagonisti. Il sindaco Perri ha riconosciuto che il presidente e i consiglieri hanno ben operato, sia nelle scelte di merito, sia nell’osservanza dello statuto e delle leggi, ammettendo così che non esistevano giusti motivi di censura e di rimozione. Il presidente Lonardi e i consiglieri hanno salvato la loro onorabilità, ma hanno dovuto arrendersi al fronte comune dei partiti, al fine di evitare danni ulteriori all’immagine della Fondazione.
Diventa ora chiaro a tutti ciò che molti avevano capito fin dall’inizio: che si è trattato di una bolla di sapone gonfiata ad arte per scopi giornalistici (rivedere “L’asso nella manica”), o per interessi particolari. Non esisteva infatti alcun grave motivo per revocare il presidente e i consiglieri, e anche se ci fosse stato, la revoca non era nelle competenze del sindaco. Tanto è vero che, anziché procedere alla revoca, si era passati al decreto di accettazione di dimissioni mai rassegnate.
La vicenda conclusa merita tuttavia un approfondimento. Tre consiglieri della Fondazione, pur avendo approvato tutte le delibere, si erano piegati alle direttive dei partiti di provenienza. Altri tre si erano rifiutati di farlo, in nome della legge che esclude ogni vincolo di rappresentanza. Francesca Piacentini si era addirittura dimessa dal partito che l’aveva designata. Ernesta Del Sarto aveva motivato chiaramente il suo rifiuto e anche oggi ha rifiutato di dimettersi, dichiarando che: “dopo due mesi di fango gettato su tutti in coscienza non potevo firmare le dimissioni” (tanto di cappello). Il problema che deve essere risolto è dunque quello dell’autonomia dei consiglieri, che è condizione per garantire l’autonomia della fondazione.
Tale problema può essere risolto solo modificando lo statuto della Fondazione, non già nel senso di renderla più soggetta al Comune, ma nel senso di renderla rappresentativa della società cremonese, dalla quale ha avuto origine. A questo fine, occorrerebbe riservare al consiglio comunale la designazione di un “comitato” abbastanza largo, indicando nello statuto i criteri di designazione e i pesi da assegnare al comune e alle altre istituzioni caritative presenti nella società cremonese; affidando al “comitato” il compito di designare il consiglio di amministrazione e il presidente.
Se si procederà in senso opposto, come lasciano sospettare le proposte fatte dai partiti in merito allo statuto e alle nomine, verrà calpestata la Costituzione e la legge, verrà ignorata la storia e verrà contraddetto quel principio di sussidiarietà al quale in tanti si richiamano (v. Ma la Costituzione tutela la Fondazione).
Si farà un altro passo nella direzione dell’accentramento pubblico. Iniziato con la riforma di Giuseppe II (1784), che il liberale Fulvio Cazzaniga definì nel 1880 un “colpo di stato del governo di Vienna”; proseguito con la legge Crispi del 1890, che pubblicizzò istituti e patrimoni; continuato anche dopo le sentenze della Corte costituzionale e la legge del 2000, con la preferenza data in alcune regioni alla trasformazione delle Ipab in Aziende pubbliche speciali.
Questa propensione pubblicistica è prevalsa anche nel nostro comune, con la decisione del 2004 di accorpare le Ipab nella Fondazione Città di Cremona, inserendo l’Ospizio Soldi nell’azienda speciale Cremona Solidale e scaricando sulla Fondazione il suo patrimonio immobiliare oneroso. Con l’intenzione dichiarata di considerare la fondazione uno strumento del comune, la sua cassaforte, come in effetti è avvenuto con il soccorso alla gestione deficitaria del Soldi o, peggio ancora, con le sovvenzioni concesse al Festival di mezza Estate.
Questi richiami ci suggeriscono un’altra proposta. Affinché i cittadini non siano costretti ad attingere le informazioni dalle voci di corridoio o dalle campagne giornalistiche, sarebbe auspicabile la massima trasparenza, mediante la pubblicazione dei bilanci e dei resoconti delle attività sul sito della Fondazione.

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: