Cives Cremona

5 novembre 2010

Una fondazione aperta e trasparente

Filed under: Enti e Fondazioni — Cives Cremona @ 22:49

In attesa che il sindaco Perri sciolga il dilemma sul numero dei consiglieri da assegnare alla Fondazione Città di Cremona, ci sarebbe tempo per riflettere su alcune modifiche statutarie dirette a garantire all’ente la più ampia rappresentanza della comunità cremonese e il massimo controllo della gestione.
Per entrambi gli obiettivi, prendiamo lo spunto dallo statuto della Fondazione Cariplo.
Per quanto riguarda la composizione del consiglio, questo statuto prevede una Commissione di indirizzo (detta di beneficenza) composta da quaranta commissari. Venti sono espressione del territorio; tredici sono persone competenti ed esperte segnalate (con terne di nomi) dai rappresentanti degli enti e delle associazioni che hanno scopi affini a quelli della Fondazione; sette sono nominati tra personalità che per professionalità, esperienza e competenza, possono contribuire al miglior perseguimento dei fini istituzionali della Fondazione. La Commissione detta gli indirizzi generali ed elegge il Consiglio di amministrazione.
Semplificando, si potrebbe prevedere un consiglio formato da sette consiglieri. Due nominati dal sindaco tra persone esperte e competenti; cinque eletti dal consiglio comunale, di cui due su terne di nomi proposte dalla Caritas e dai Centri di volontariato. Volendo, potrebbe essere prevista una Commissione di indirizzo più larga, secondo le stesse proporzioni.
A nostro parere, l’obbligo della riduzione del numero non tocca la Fondazione, che non è un ente comunale, e potrebbe essere facilmente aggirato statuendo la gratuità degli incarichi, come era nelle opere pie e nelle stesse Ipab prima della legge regionale. Sarebbe un bel segnale per chi è chiamato ad occuparsi di carità.
Una riforma siffatta dello statuto avrebbe anche il merito di recuperare la genesi e la storia della carità cremonese.
Per quanto riguarda il controllo, posto che esiste già la vigilanza della regione, alla quale vanno trasmessi i bilanci. Posto che il preambolo dello statuto fa già obbligo alla Fondazione di operare d’intesa con il Comune, nell’ambito degli indirizzi della programmazione sociale territoriale, non è ipotizzabile, senza ledere la’autonomia dei consiglieri,  un controllo più stringente sugli atti. Può invece essere utile una maggiote tasparenza dei bilanci e dei resoconti dell’attività, sempre sull’esempio della Fondazione Cariplo, il cui sito è in proposito esemplare e consente a tutti i cittadini una visione dettagliata dei flussi di spesa e delle attività svolte (v. www.fondazionecariplo.it).

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