Cives Cremona

15 novembre 2010

Un Ace amaro per i piccoli proprietari

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 07:00

Non ci riferiamo al noto succo di frutta, ma all’Attestato di certificazione energetica, che una delibera della giunta regionale della Lombardia ha reso obbligatorio, a partire da luglio, anche per tutti i contratti di locazione di immobili.
La delibera della giunta, in applicazione di un decreto legislativo derivante da una  direttiva comunitaria, ha introdotto alcuni controlli diretti a risparmiare energia e migliorare l’ambiente. Tra questi, il controllo sulla “efficienza energetica degli edifici”, che classifica gli immobili sulla base del grado di dispersione del calore, mediante il rilascio di un attestato, l’Ace per l’appunto.
In relazione allo scopo prefissato, a partire dal luglio 2007, le nuove costruzioni e le ristrutturazioni hanno dovuto dotarsi di un certificato attestante un grado di dispersione inferiore al livello minimo stabilito da un’apposita tabella tecnica. La ratio della norma è fin qua chiara e comprensibile, in quanto le nuove costruzioni e le ristrutturazioni devono adeguarsi alle nuove norme, anche in considerazione dei vantaggi fiscali che sono allo scopo destinati.
Ma la delibera è andata oltre e ha stabilito che, dalla stessa data, anche il trasferimento a titolo oneroso di un intero edificio sia sottoposto all’obbligo dell’Ace. Plausibilmente, la norma ha ipotizzato acquisti fatti da imprese di costruzione o da grossi investitori in immobili e li ha voluti spingere ad attuare tutti gli interventi necessari a risparmiare energia. La riprova sta nel fatto che gli acquirenti a titolo gratuito (gli eredi) non sono stati assoggettati allo stesso obbligo.
Se per i “grossi” acquirenti l’Ace non è troppo dolce, per i piccoli proprietari che vendono o affittano un appartamento è decisamente amaro. Poiché la delibera regionale ha stabilito che, dal luglio 2009, l’attestato è obbligatorio per la vendita di singole unità immobiliari e, dal luglio 2010, anche per la locazione di singole unità. Per cui da quest’anno, il proprietario che affitta un appartamento vecchio, anche se l’impianto elettrico e idraulico sono a norma, deve sopportare il nuovo balzello legato alla certificazione, non meno di 300 euro.
In questo caso, la ratio della norma è meno chiara, posto che la semplice certificazione non produce da sola alcun risparmio di energia, ma soltanto obblighi burocratici. A trarne vantaggio sono sicuramente i certificatori abilitati e iscritti ad un apposito albo. Cliccando su Goggle la frase “certificatori energetici”, vengono richiamati ben 13.500 siti.

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