Cives Cremona

17 gennaio 2011

Il “quinto stato” si presenta

Filed under: Società — Cives Cremona @ 07:00

Si sono riuniti il 12 gennaio al Teatro Agorà di Milano per presentare il loro manifesto. Sono i lavoratori autonomi aderenti all’Acta (Associazione consulenti terziario avanzato), consulenti, free lance, collaboratori a progetto; sono le partite Iva non rappresentate né dalle organizzazioni dei liberi professionisti né da quelle del commercio e dell’artigianato e solo in piccola misura dai sindacati. E’ il “quinto stato” (come si è definito) che prende coscienza di sé e presenta le sue rivendicazioni.
Come scrive la presidente di Acta, Anna Soru, questi lavoratori svolgono “attività da sempre escluse da ogni politica e incentivo, sia a livello nazionale sia locale, ma alla base della creazione del valore in moltissime aree strategiche per l’economia, per le industrie del design, della moda, della comunicazione, dello spettacolo, della formazione e per tutte le attività ad alto contenuto di sapere e di innovazione, le sole dalle quali potrà arrivare una risposta positiva alla crisi”.
Le richieste dell’associazione riguardano la retribuzione, il trattamento fiscale e quello pensionistico. Circa la retribuzione, data la inferiorità contrattuale nei confronti dei committenti, si ritiene necessaria la fissazione di minimi tariffari, studiati per le diverse prestazioni professionali; circa il fisco, si chiede alla classe politica e alla stampa di superare il pregiudizio per cui questi lavoratori sono considerati tutti evasori fiscali. Ma il problema che sta più a cuore oggi è quello previdenziale. Per Acta, la misura più urgente è la riduzione delle aliquote Inps per gli iscritti alla Gestione Separata, largamente superiori, se calcolate sulla stessa base, non soltanto a quelle degli altri lavoratori autonomi ma anche a quella dei dipendenti.
Recentemente, Acta ha chiesto all’Inps di comunicare anche agli iscritti alla Gestione Separata le proiezione della pensione sulla base dei versamenti effettuati, ma pare che il Presidente dell’Inps, a margine di un convegno, abbia detto: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. “La verità, dice la Soru, è che hanno risolto il problema del bilancio dell’Inps con le nostre tasche. Non puoi chiedere il 26% di contributi se in cambio riceverai una pensione ridicola”.
Il manifesto riassume la situazione e la storia del lavoro autonomo diverso dalle libere professioni riconosciute e protette, che con difficoltà tenta di sopravvivere e che molto dà alle imprese italiane, senza trovare attenzione adeguata da parte della politica, del sistema delle relazioni industriali e dei media. Eppure, molti lavoratori autonomi dell’Acta hanno gli stessi problemi dei dipendenti precari. Insieme invocano una nuova regolazione dei “lavori”, comprensiva delle nuove realtà produttive; insieme chiedono il riconoscimento delle nuove professionalità; insieme chiedono di rinsaldare il patto tra le generazioni che ha consentito la nascita e il consolidamento del sistema di sicurezza sociale.

1 commento »

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