Cives Cremona

31 gennaio 2011

La lenta transizione verso l’identità *

Filed under: Territorio — Cives Cremona @ 07:00

La caratteristica del territorio cremonese, sotto l’aspetto socioeconomico, potrebbe essere individuata in una costante e lenta transizione verso il rinnovamento di una identità che, a 150 anni dall’unità nazionale, non appare del tutto compiuta. Questa tesi si basa sui dati strutturali del territorio, riferiti in particolare alle reti di trasporto, alle caratteristiche della popolazione, alla consistenza dei settori economici.

1 – La carta della rete ferroviaria italiana ante unità presenta un fitto reticolo in Piemonte, che si allunga da Novara nel Lombardo Veneto fino a Venezia e da Alessandria nei Ducati, passando da Piacenza fino a Bologna. Il territorio cremonese è una zona bianca, che evidenzia il suo isolamento dalla moderna rete di trasporti. La rincorsa di Cremona per inserirsi nella rete ferroviaria nazionale comincia allora: nel 1863 viene realizzata la linea Cremona-Treviglio, nel 1866 la Pavia-Casalpusterlengo, la Codogno-Cremona e la Brescia-Cremona, nel 1900 la Cremona-Fidenza e nel 1933 la Cremona-Piacenza. A parte qualche aggiornamento tecnologico, lo stato della rete cremonese è sostanzialmente immutato, anzi il deterioramento dei materiali e il degrado organizzativo non garantiscono l’inclusione del territorio nella rete nazionale, con collegamenti funzionali e tempi certi.

2 – Nel 1861 il territorio cremonese è isolato dalla rete viaria emiliana. Cremona è collegata al Piacentino solo da traghetti. Il primo ponte in barche tra Cremona e il Piacentino viene costruito nel 1862, per opera della Società del ponte, una società privata costituita da 92 sottoscrittori. Il ponte in ferro ferroviario e stradale viene realizzato nel 1882. La sua inadeguatezza a sopportare le accresciute dimensioni del traffico è riconosciuta da anni, ma la costruzione di un nuovo ponte è ancor oggi fonte di polemiche e la stessa razionalità del progetto elaborato dalla Centropadane è messa in discussione.

3 – Nel 1861 il territorio cremonese è sacrificato anche per la navigazione del Po, nei secoli passati fonte di traffici e di ricchezza. Un accordo del 1849, tra Austria, Stato Pontificio e Ducati, aveva reso più conveniente il trasporto sul Po fino a Pavia, dirottando i traffici che prima si inoltravano lungo l’Oglio fino a Pontevico. L’esigenza di rinnovare i mezzi di trasporto era sentita anche allora, tanto che viene avviata la navigazione del Po con battelli a vapore, con una linea esercitata dal Lloyd austriaco. L’attività incontra difficoltà economiche ed è costretta a cessare. Ma Cremona continuerà a coltivare, sul modello di altri paesi europei, il progetto di sfruttare il Po per il trasporto commerciale. Bisognerà tuttavia arrivare al 1941, con l’istituzione del Consorzio del canale Milano-Cremona-Po, per ridare fiato al progetto, che decollerà solo nel 1962, per arenarsi di nuovo tra ritardi e contrasti, fino allo scioglimento del consorzio nel 2000 e fino al taglio recente degli 80 milioni di euro, che erano stati stanziati per la sistemazione del sistema idroviario padano-veneto. Gli enti locali cremonesi hanno investito risorse nel porto fluviale e nella costruzione del canale, ma oggi il porto di Cremona lavora al di sotto delle sue potenzialità e anche le imprese che si sono insediate nelle aree del porto non possono sfruttare in pieno i vantaggi della via fluviale.

4 – Le rete viaria del Cremonese, ereditata dalle amministrazioni austriaca e francese, è per l’epoca adeguata ai traffici e consente gli spostamenti verso i centri principali della regione. Verrà potenziata nei primi decenni del novecento e adattata alla circolazione a motore, ma il territorio resterà estraneo allo sviluppo autostradale iniziato negli anni venti. L’autostrada Piacenza-Cremona-Brescia, che consentirà l’inserimento nella rete autostradale nazionale verrà costruita solo negli anni sessanta del novecento, per iniziativa delle amministrazioni locali. Anche la nuova strada che collega Cremona con Milano, passando per Castelleone, Crema e Paullo, sarà realizzata nel tratto cremonese dalla Provincia di Cremona alla fine degli anni cinquanta, allo scopo di rendere più scorrevole il percorso; scopo parzialmente raggiunto a causa dei ritardi del tratto milanese e del congestionamento urbanistico dell’area metropolitana. Da qualche anno è avviato il progetto per la costruzione dell’autostrada Cremona-Mantova, ma i tempi di completamento dell’opera si annunciano lunghi (1 – continua).

* Intervento sollecitato da Luigi Masserini, direttore del Centro studi amministrativi, in margine al corso sulla identità nazionale degli italiani.

1 commento »

  1. Speranza solo in nuove autostrade ? Ciò va contro quanto ormai visibile nelle provincie vicine ove si opera nelle autostrade ma solo per aprire nuovi caselli in accordo con le ultime indicazioni(Prof. Ponti del Politecnico di Milano)che sono soprattutto di potenziamento della viabilità ordinaria per un traffico diffuso e di breve distanza.
    L’unica opera in questa direzione nella nostra provincia risale a 30 anni fa ed è il ponte di Isola Pescaroli.

    Commento di Franco — 10 febbraio 2011 @ 18:48


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