Cives Cremona

7 gennaio 2011

Se la rendita uccide il commercio

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 07:00

I giornali di fine anno hanno dedicato parecchi articoli alla “crisi del commercio” cittadino. Sentite le associazioni di categoria, singoli operatori e consumatori, si sono rimesse in fila le molteplici cause strutturali della crisi, peraltro note da tempo: la politica urbanistica espansionista che ha allontanato dal centro storico le funzioni tradizionali; la concorrenza dei supermercati, lasciati crescere in misura sproporzionata; la carenza (per non dire assenza) di parcheggi idonei a rendere accessibile il centro; la viabilità a ore e giorni alterni, che sembra fatta apposta per scoraggiare i visitatori; la necessità di maggiore qualificazione e specializzazione dei negozi.
La crisi è stata documentata dalle decine di saracinesche abbassate, con la scritta “affittasi”, fotografate sia da Cronaca sia da Leoni sul Vascello. Cives è intervenuto sul tema con diversi post (v. Il flop della programmazion commerciale; Quelli che tutto il mondo va a piedi).
Non si è accennato finora al peso che la rendita fondiaria esercita sul bilancio dei negozi, sia accelerando la crisi di quelli in funzione, sia scoraggiando nuove iniziative. Gli affitti commerciali a Cremona non ci sembrano infatti correlati al valore degli investimenti immobiliari. Infatti, se per un monolocale uso abitazione in centro si chiedono 80-100 euro di affitto al metro quadro, per un locale analogo uso commerciale se ne chiedono 200-250. Vuol dire che per lo stesso investimento c’è un aspettativa di rendita due o tre volte superiore, connessa probabilmente a quelli che erano una volta i profitti imprenditoriali del commercio, ma completamente irreale rispetto alla situazione attuale. Ma tale aspettativa fa sì che il proprietario preferisca lasciar vuoto il negozio per mesi o anche per anni, piuttosto che affittarlo a prezzo inferiore; e gli fa anche affrontare il rischio di morosità per crisi dell’attività commerciale, che la stessa elevatezza dell’affitto ha contribuito a provocare.
I dati su cui abbiamo appoggiato la nostra valutazione sono empirici, ma sarebbe interessante se anche su questo aspetto della crisi del commercio, che è poi crisi della città, si spandesse un po’ di luce da parte delle istituzioni locali e della associazioni di categoria. Un’analisi razionale dei canoni d’affitto e un confronto con le potenzialità reali del commercio tradizionale e con le politiche adatte a conciliare gli interessi contrapposti potrebbe aprire qualche spiraglio rispetto al definitivo declino del commercio.
Se la rendita uccide il commercio tutta la città ne soffre.

6 gennaio 2011

La precaria credibilità dei mass media

Filed under: Antologia — Cives Cremona @ 15:07

Mentre i giornali, nazionali e locali, redigono le pagelle dei politici, un libro appena arrivato nelle librerie avverte che, “nel crollo delle vendite dei quotidiani è ormai evidente che due lettori su tre manifestano chiara diffidenza nei confronti delle informazioni che leggono. In un contesto in cui l’affidabilità fa mercato, viene messa in discussione ed esaminata la credibilità dei giornalisti e dell’intero sistema della comunicazione in Italia, attraversando il sottile e tortuoso confine tra deontologia e interesse personale. Si può parlare di corruzione? O, meglio, di anomalia e distorsione italiana?”

Il brano è ripreso da Avvenire del 4 gennaio e si riferisce al libro Yes, credibility. La precaria credibilità dei mass media, edito dall’ Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), a cura di Paolo Scandaletti e Michele Sorice.

3 gennaio 2011

2010 in review

Filed under: Cives — Cives Cremona @ 11:10

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Il Cnel sulla banda larga May 2010

2

Torniamo allo “statuto” March 2009

3

L’irresistibile crescita delle “partecipazioni comunali”. June 2010
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4

Quale logica economica nella crescita di LGH June 2010

5

Che fine ha fatto l’Apic? March 2009

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