Cives Cremona

14 marzo 2011

Dubbi sulle nomine e sulle aziende

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 12:16

Apprendiamo dai giornali che “è scattata la corsa” per il rinnovo delle nomine dei consigli di amministrazione di Aem (di cui il comune possiede il 100% delle azioni) e di Centropadane (in cui il Comune ha una partecipazione del 5,91%). Che sia scattata la corsa non fa meraviglia, sia perché le aziende hanno un ruolo importante per il territorio, sia perché la loro autonomia giuridica consente margini di manovra che non sarebbero possibili ad una gestione diretta del comune, sia perché infine i loro consigli sollecitano gli appetiti dei partiti.
Fa meraviglia invece la chiarezza con cui un esponente di partito, la consigliera comunale del Pd Annamaria Abbate, si è pronunciata contro la “collusione” che vorrebbe confermare nei consigli gli attuali vertici provenienti dalla sinistra (Albertoni all’Aem e Galli alla Centropadane). Come riferisce Gilberto Bazoli sulla Provincia del 12 marzo,  la Abbate ha dichiarato: “E’ ora di tagliare il cordone ombelicale. Non lasciamo che l’ambiguità ci leghi mani e piedi e ritiriamo ogni nostro esponente. Facciamo in modo che la nostra opposizione sia letta nitidamente e senza ombra di dubbi su compromissioni di sorta”.  La posizione netta della Abbate è parzialmente mitigata dal segretario provinciale del Pd, Magnoli, per il quale “le nomine sono un fatto interno alla maggioranza, … il Pd non intende esprimere pareri sulle persone … il problema è di progetto politico … e il sindaco ha vinto con un progetto politico che non condividiamo”.
Le parole della Abbare e di Magnoli lasciano sospesi alcuni interrogativi. Come si spiega la propensione del sindaco a confermare gli attuali amministratori? Perché non si coglie l’occasione della scadenza dei consigli per affermare il diritto-dovere della maggioranza di assumere responsabilmente la guida di vertici aziendali che hanno più peso di un assessore comunale? Non si vien meno in questo modo a quella istanza di controllo democratico e di trasparenza che erano anche parte del programma elettorale del Pdl?
Ma altri dubbi si affacciano, oltre a quelli sulle nomine, e sono ancor più sostanziosi. Riguardano l’opportunità di mantenere in vita l’apparato societario della vecchia Aem, dopo che tutte le attività operative sono state trasferite ad Lgh.  La modifica dello statuto con cui si affidano ad Aem compiti operativi residuali (parcheggi, varchi elettronici) sembra fatta apposta per giustificare la sua sopravvivenza, in quanto al controllo e al coordinamento delle partecipate starebbero bene direttamente in capo al comune, come pure la gestione e la valorizzazione del patrimonio comunale.
Se poi la sopravvivenza viene giustificata dalla esistenza di vincoli normativi, non si capisce perché debba rimanere in vita un consiglio di amministrazione di cinque membri. Nell’ottica di “efficienza, efficacia ed economicità”, ribadite nella delibera del consiglio comunale, considerato il ruolo “politico” della nuova Aem, non sarebbe stato più funzionale un amministratore unico?

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