Cives Cremona

21 marzo 2011

Il “Fattore Famiglia” presentato al Cnel

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 11:21

Il Forum delle associazioni familiari ha presentato al Cnel, il 15 marzo, una proposta di riforma fiscale basata sul “fattore famiglia”, ossia su una deduzione dal reddito commisurata al numero dei componenti a carico. Questa deduzione rappresenta un’area non tassabile, proporzionale alle necessità primarie della persona, che non possono costituire “capacità contributiva” e che quindi non devono essere tassate.
Il principio base della proposta parte dalla quantificazione del costo di mantenimento indispensabile di ciascun componente il nucleo familiare. Si determina così una no tax area. all’interno della quale l’aliquota è pari a zero.
L’importo della no tax area si ottiene moltiplicando il costo di mantenimento del dichiarante per dei coefficienti modulati sul numero dei componenti e sulle problematiche presenti nel nucleo familiare (non autosufficienza, disabilità, monogenitorialità, vedovanza). La no tax area può essere applicata da entrambi i coniugi dichiaranti, mediante la distribuzione tra i due del peso dei figli a carico.
Sul come fissare i coefficienti, la proposta del Forum fa riferimento a tre diversi casi, quello dell’Isee (Indicatore delle situazione economica equivalente), quello applicato in Francia per il quoziente familiare, quello applicato dal comune di Parma.
Secondo i proponenti, il sistema “Fattore Famiglia” evita il difetto del quoziente familiare francese (che favorisce i redditi alti), in quanto applicandosi alla parte bassa del reddito utilizza aliquote uguali per tutti i redditi.
Con l’avvento del federalismo fiscale, la tassazione può essere modulata regionalmente e localmente. Fermo restando che la No tax area dovrebbe rimanere uguale a tutti i livelli, nazionale, regionale e comunale, nulla vieta che le regioni con rapporto reddito/costo della vita più sfavorevole, o che vogliano tenere conto di situazioni più svantaggiate delle famiglie rispetto alle altre regioni o aree geografiche, possano aumentare la soglia della No tax area per le imposte locali, così come disporre ulteriori fondi per incrementare l’importo degli assegni familiari.
Il “quoziente Parma” è peraltro una realtà già sperimentata, che potrebbe essere utilmente considerata anche dalle nostre amministrazioni.

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