Cives Cremona

7 marzo 2011

“Per superare la presente crisi”

Filed under: Antologia — Cives Cremona @ 07:00

La constatazione che al nostro paese fanno quasi “naturalmente” difetto le élite e che – anche quando esse esistano, più o meno facilmente visibili e riconoscibili – restano immature e incapaci di svolgere il ruolo di classe dirigente, accompagna con sin eccessiva frequenza tutta la storia unitaria italiana….Con ogni probabilità, tuttavia, ben più del persistente lamento sull’assenza di élite e sulla latitanza di una vera classe dirigente conta – oggi soprattutto – apprestarsi finalmente a formare le une e preparare l’avvento dell’altra. E’ questo infatti il solo modo di “superare la presente crisi”. Che è tanto più minacciosa, quanto più fa emergere in modo simultaneo il progressivo avvitamento di ogni sistema di partito e l’insufficiente adempimento delle promesse della democrazia dei “moderni”.

(da un articolo di Lorenzo Ornaghi, dal libro collettivo L’interesse dei pochi, le ragioni dei molti, in pubblicazione da Einaudi)

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3 marzo 2011

Prospettiva migrazioni *

Filed under: Società — Cives Cremona @ 18:46

Il Censis ha pubblicato sul suo sito il rapporto annuale sulle migrazioni redatto a cura del Sistema di osservazione permanente sulle migrazioni (Sopemi) dell’Ocse.
Data la rilevanza che l’immigrazione riveste e rivestirà ancor più in futuro nel comune e nella provincia di Cremona, può essere utile uno sguardo agli scenari tracciati dall’organizzazione internazionale.
Nell’ultimo anno rilevato (2009), l’International migration outlook mostra un leggero calo nei flussi migratori verso l’area Ocse, in particolare nell’immigrazione in seno alle aree di libera circolazione e nei casi di ricongiungimento familiare. La migrazione temporanea resta elevata, anche se ha subito l’impatto del rallentamento economico, mentre il numero di richiedenti asilo continua a crescere. I flussi crescenti di studenti internazionali si trasformano in parte in soggiorni permanenti. I flussi migratori provenienti dalla Cina incidono per il 10%, mentre quelli provenienti da Polonia, India e Messico incidono per meno della metà.
In molti Paesi Ocse, negli ultimi anni, gran parte della crescita demografica, nonché una percentuale sostanziale dell’aumento di popolazione in età lavorativa, è ascrivibile alla migrazione internazionale. Tuttavia, la crescita occupazionale è per lo più ascrivibile all’aumento dei tassi di occupati tra i soggiornanti piuttosto che della migrazione internazionale.
Il Rapporto osserva l’impatto sproporzionato della crisi economica sulla disoccupazione degli immigrati nell’area Ocse. I giovani immigrati sono particolarmente colpiti mentre le donne immigrate guadagnano più degli uomini.
I fattori che rendono gli immigrati vulnerabili alla perdita dell’impiego rendono anche più difficile l’applicazione di strategie politiche destinate al mercato del lavoro e rivolte a tali soggetti.
Due capitoli speciali sono dedicati a due questioni salienti. La prima riguarda la posizione dell’opinione pubblica nei confronti dell’immigrazione; la seconda analizza l’impatto della naturalizzazione sul mercato del lavoro.
Circa la prima questione, il dibattito pubblico sulle politiche migratorie è ancora ampiamente determinato dalla maniera in cui queste sono trattate dai media e dalle convinzioni collettive. È probabile che una parte della popolazione adotti diverse posizioni in materia di immigrazione anche in base al valore che attribuisce alla diversità culturale. In tale contesto, le riforme delle politiche migratorie devono consolidare la conoscenza e la comprensione pubblica circa l’impatto economico, sociale e culturale della migrazione. Il raggiungimento di tale obiettivo richiede una maggiore trasparenza circa l’entità della migrazione internazionale, un migliore accesso all’informazione e statistiche comparabili sulla migrazione internazionale.
Circa la seconda questione, gli immigrati che sono stati naturalizzati tendono a godere di una migliore situazione nel mercato del lavoro. Ciò è particolarmente vero per coloro che provengono da Paesi a basso reddito e per le donne immigrate. Questo miglioramento della situazione potrebbe essere dovuto alle barriere meno onerose che impediscono l’accesso al mercato, alla più elevata mobilità e alla ridotta discriminazione.
Sul sito del Censis (www.censis.it) sono reperibili i dati sull’immigrazione in Italia.

* Fonte: SOPEMI 2010. Prospettiva sulle migrazioni internazionali, www.oecd.org

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