Cives Cremona

26 aprile 2011

“L’impaludamento dei servizi idrici” nell’analisi del Censis (2)

Filed under: Economia — Cives Cremona @ 07:00

Gli obiettivi inattuati della legge Galli

Sedici anni fa, la legge Galli era stata approvata con la motivazione “nobile e sensata” di superare la frammentazione delle gestioni, di industrializzare il settore e di garantire di conseguenza un maggior livello di efficienza e di qualità. L’applicazione della legge avrebbe dovuto determinare economie di scala e garantire un significativo apporto di capitali privati. I costi di esercizio e di investimento avrebbero dovuto essere garantiti non più dalla fiscalità generale, ma dalle tariffe applicate.
Nella realtà, si sono verificati fortissimi ritardi nell’applicazione. I soggetti gestori, pur diminuiti rispetto ai circa 8000 del 1999, nel 2007 erano ancora circa 4000. Nel 2008, nei 92 ambiti territoriali ottimali (Ato) erano stati affidati solo 69 servizi integrati, che interessavano l’80% della popolazione; e sui 69 affidamenti risultavano coinvolti 114 soggetti gestori, disattendendo così il criterio della integrazione del servizio. Le autorità d’ambito hanno predisposto piani ambiziosi, ma privi di adeguata copertura finanziaria dato il basso livello delle tariffe fissate dal Cipe.
Le incertezze nell’attuazione sono anche dipese dalla caotica normativa che si è accavallata in tutti questi anni: 33 provvedimenti normativi intervenuti direttamente o indirettamente sulla materia dei servizi idrici, che hanno prodotto inosservanza delle regole e affievolimento degli sforzi riorganizzativi.
Tutto questo è avvenuto perché i soggetti pubblici coinvolti (partiti, amministratori, associazioni), anziché impegnarsi sugli obiettivi della legge per attuare le necessarie innovazioni organizzative e gestionali, sono stati travolti da un’aspra polemica sulla natura giuridica dei soggetti gestori e sulle forme di affidamento.
Lo scenario futuro resta quindi indeterminato e “nessuno potrà sorprendersi se si potranno avere affidamenti conformi, affidamenti conformi in deroga e affidamenti non conformi transitori. (2 – continua).

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