Cives Cremona

19 maggio 2011

La sfida di Pasquali

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 07:00

I 132mila euro percepiti dal presidente di Lgh Pasquali, per una consulenza prestata ad una società partecipata, sono stati l’oggetto di un’interrogazione del consigliere Quinzani, di un ordine del giorno dei partiti di opposizione e anche di un documento di censura del coordinatore provinciale del suo stesso partito Jotta. Pasquali ha risposto ai suoi critici, rivendicando la legittimità del suo operato e sostenendo che i suoi emolumenti complessivi sono “sotto ai valori di mercato” di aziende similari.
Dalla risposta abbiamo forse capito che cosa intendesse dire Pasquali quando, appena insediato in Lgh, aveva parlato di “imperativo della crescita” e di necessità di cogliere “il trend del mercato”. Forse pensava ai lauti appannaggi che le ex municipalizzate (ora dette utility) prodigano ai vertici aziendali, e che, crescendo per avvicinarsi al top della categoria, avrebbe potuto godere di compensi proporzionali a quelli di Acea, dove i due vertici aziendali si dividono un compenso di 1 milione e 900mila euro.
La risposta contiene però una contraddizione, segnalata in un intervento su Cronaca del 17 maggio da Angelo Zanibelli, che scrive: “l’amministratore di una società pubblica non è un professionista ricercato dal mercato, ma è espressione della politica, è perciò azzardato invocare confronti con il mercato”.
Ma la risposta di Pasquali è anche una sfida: per se stesso e per la politica. La sfida per se stesso è quella di misurarsi davvero nel mercato, non nella serra calda delle utilitity politicizzate, ma nelle praterie dell’industria privata. La sfida per la politica è quella di non limitarsi a fare del caso una semplice occasione di scontro politico, o di protesta moralistica, o di aggiustamenti opportunistici. Ma di ripensare e riformare l’intero universo delle partecipate, per recuperarle, quale che sia la loro natura giuridica, alla funzione originaria delle imprese pubbliche: quella di eliminare gli extraprofitti monopolistici, producendo servizi pubblici al minor prezzo e alla migliore qualità per i cittadini. Evitando nello stesso tempo la proliferazione di centri di potere politico e clientelare.

1 commento »

  1. Parole sante!!!
    Michele de Crecchio

    Commento di michele de crecchio — 20 maggio 2011 @ 11:39


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