Cives Cremona

30 giugno 2011

I partiti, le poltrone e la politica

Filed under: Politica — Cives Cremona @ 18:13

Cronaca del 28 giugno ci fa sapere che sulle nomine all’Aem “la partita è più che mai aperta” su tutto il fronte politico, perché dei quattro posti spettanti alla maggioranza due sarebbero rivendicati dal Pdl, uno dalla Lega Nord, mentre il rimanente sarebbe ambito sia dall’Udc, che punterebbe alla presidenza con Angelo Zanibelli, sia dalla Lista Perri, sia dal Gruppo misto. Come si vede, i conti non tornano e, nonostante il Sindaco (in veste di Assemblea) abbia deliberato di non ridurre a tre ma di mantenere a cinque il numero dei consiglieri, le poltrone non saranno sufficienti per accontentare tutti i partiti.
Viene così smentita l’equazione di Nolli, per cui con cinque consiglieri Aem sarebbe stata più democratica. Equazione peraltro non pertinente, perché Aem non è un organismo politico, ma un’azienda i cui consiglieri non dovrebbero essere scelti “in quanto rappresentanti di partito”, ma “in quanto esperti” capaci di consigliare. Mentre la rappresentanza politica, cui competono gli indirizzi generali e la verifica dei risultati dell’azienda, spetta al consiglio comunale, organo democratico eletto dai cittadini.
Certamente tra le funzioni dei partiti ci sarebbe anche quella di preparare e proporre per i consigli cittadini esperti, ma la più importante, prevista dalla Costituzione, è quella di “concorrere a determinare la politica”, cioè analizzare i problemi e proporre soluzioni di merito. E non sembra che sul tema delle partecipate i partiti abbiano organizzato convegni, tavole rotonde o dibattiti, nonostante la proliferazione delle  società “pubbliche” e del numero dei loro consiglieri sia ormai palese e oggetto di indagini amministrative e di inchieste giornalistiche.
I partiti a livello locale hanno subito nel corso degli anni interventi limitativi calati dall’alto, ma non sono stati protagonisti di un’autoriforma che eliminasse gli eccessi e riconducesse le società partecipate nell’ambito delle funzioni degli enti locali. Anzi, stiamo correndo il rischio di un’ulteriore dilatazione, da un lato con la rianimazione di Aem Service, dall’altro con la nuova per ora abbozzata
Aem Parcheggi.
A pensarci bene, visto che ad Aem (e al suo nome glorioso) non si vuol rinunciare, potrebbe essere questa l’unica società strumentale del comune. Con una idonea modifica statutaria, che concretizzi il “controllo analogo” del comune, potrebbe gestire direttamente anche i parcheggi (si veda in proposito il caso di Arezzo).
I partiti perderebbero qualche poltrona, ma salverebbero il valore della politica.

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29 giugno 2011

La “non inerenza” degli oggetti censurata dalla Corte dei Conti

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

L’universalismo, o se si preferisce l’ampiezza eccessiva dell’oggetto sociale non è un prerogativa di Aem Service, ma tocca tutte le società partecipate da Aem.
Castel (partecipata al 23%) ha come obiettivo la realizzazione, gestione e sviluppo, sia in Italia che all’estero, di sistemi informativi territoriali (Sit), nonché lo svolgimento di ogni funzione catastale ad essi connessa.  Ma anche la raccolta di dati per la fornitura di servizi amministrativi, commerciali e informatici; la progettazione e realizzazione di programmi e reti informatiche e tecnologiche; ogni attività di servizio e consulenza informatici per imprese e pubbliche amministrazioni; e anche il commercio di materiali, di beni e di attrezzature inerenti le attività sopracitate.
Solea  (partecipata al 10%) ha come obiettivo la costruzione e la gestione di impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione dei gas, nonché il loro commercio ed ogni altra attività connessa. Ma anche la costruzione e la gestione di acquedotti, di fognature, di depuratori; la raccolta, il recupero, il trasporto e lo smaltimento di tutti i generi di rifiuto; tutte le attività inerenti l’igiene urbana e la salvaguardia dell’ambiente; la gestione di servizi per conto di comuni, di enti, di imprese private, con particolare riferimento alle opere ed ai servizi di pubblica utilità.
Gesco (partecipata al 5%) ha un oggetto simile a quello di Solea. Ognuna di queste società può anche assumere, in Italia e all’estero, interessenze e partecipazioni in altre società, aventi qualsiasi forma ed aventi il medesimo oggetto sociale; può acquistare, vendere, possedere titoli pubblici o privati di qualsiasi tipo.
Non c’è da meravigliarsi se, data la sostanziale indeterminatezza degli oggetti sociali, l’universo delle partecipate abbia potuto dilatarsi alle attuali dimensioni. E come sia stato opportuno l’intervento legislativo che ha cominciato a limitarlo e a vincolarlo.
La stessa Corte dei Conti (Sezione Autonomie), dopo un’approfondita indagine sulla realtà delle partecipate, in una delibera del giugno 2010, ha richiamato un articolo della legge finanziaria 2008, con cui il legislatore ha circoscritto l’oggetto delle società partecipate alla missione dell’ente ed ha previsto la legittimità soltanto di quelle che producono beni e servizi strettamente necessari al perseguimento delle sue finalità istituzionali, con l’obbligo della “inerenza” dell’oggetto sociale alle  finalità medesime.
Dubitiamo che gli oggetti “generalissimi” che abbiano riscontrato nelle società partecipate dall’Aem siano tutti “inerenti” alle finalità istituzionali del Comune, che può invece assumere – attraverso le sue società strumentali – le più svariate funzioni imprenditoriali, professionali, o finanziarie, finendo per svolgere indirettamente attività che nulla avrebbero a che fare con la sua missione.

27 giugno 2011

L’oggetto “universale” di Aem Service

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

Apprendiamo dalla Provincia del 26 giugno che starebbe per nascere una nuova azienda partecipata del Comune, che si dovrebbe occupare della gestione del suolo e del sottosuolo ma non dei parcheggi, che si chiamerà Aem Service e che sarà controllata al 100% da Aem.
Per la verità, dal registro Unioncamere, risulta che una società denominata Aem Service srl esiste già, ha come socio unico Aem, come amministratore unico Libero Zini e come procuratore Gerardo Paloschi. E’ stata registrata una decina di anni fa con un capitale di 50mila euro e con un oggetto sociale amplissimo: “ricerche e azioni promozionali nel settore dei pubblici servizi; consulenze per la comunicazione d’impresa, la gestione e l’organizzazione; progettazione e costruzione di impianti destinati ai servizi pubblici degli enti locali; acquisto, vendita, costruzione, locazione e permuta di immobili; gestione di reti telematiche, con particolare riferimento all’istruzione e alla cultura; assunzione di partecipazioni in altre società ed imprese, qualunque sia l’oggetto sociale”.
Se non ricordiamo male,
Aem Service era stata costituita in vista della gestione della “mediateca” (poi non realizzata), ma come si vede dall’oggetto era predisposta per ogni tipo di impresa, secondo il vizio comune a tutte le società commerciali di lasciarsi aperta la porta per qualunque affare profittevole. Probabilmente, la società di servizi di cui si parla è la stessa, richiamata in vita dopo un sonno decennale, dato che non avrebbe senso costituirne un’altra con le stesse funzioni.
Dalle notizie di stampa sembra di capire che
Aem Service resterebbe incardinata in Aem e che un consigliere di Aem diventerebbe suo amministratore unico. In questo modo, ci sarebbe una ragione in più per giustificare la sopravvivenza di Aem e la nomina di cinque consiglieri, giacché – si dirà – con cinque consiglieri si amministreranno due società. La principale preoccupazione dell’amministrazione sembra infatti quella di preservare il numero delle poltrone di Aem, anziché interrogarsi se la stessa azienda abbia ancora ragione di essere. Infatti, se si mettessero direttamente in capo al sindaco (o a un assessore delegato) il coordinamento delle partecipate e la gestione del patrimonio, che oggi sono affidate ad Aem ma che sono funzioni amministrative e non servizi pubblici, non ci sarebbe più bisogno di Aem e dei suoi cinque consiglieri.
Quanto ad
Aem Service, prima di stabilire il numero dei consiglieri, occorrerebbe rivedere lo statuto, per circoscrivere l’oggetto a precisi servizi da prestare al comune e non a terzi, eliminando “le consulenze, le costruzioni, le compravendite, l’assunzione di partecipazioni”, tutte attività che esulano dalle competenze del comune e che possono interferire nella sfera delle professioni e delle imprese private. Nel rispetto della conclamata sussidiarietà.

20 giugno 2011

Mirabilia della GDO intelligente

Filed under: Territorio — Cives Cremona @ 21:07

La normale pubblicità non è più sufficiente. La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) propone gli inserti redazionali per presentarsi come fenomeno di costume, nuova forma di aggregazione sociale, positiva integrazione con le funzioni tradizionali del territorio.
Si veda in proposito l’inserto della Stampa del 7 giugno, dedicato alla “Rivoluzione shopping”, in cui si spiega come gli Outlet siano diventati “la più grande novità commerciale, urbanistica e sociologica dell’Italia recente”, tanto che sono utilizzati come “set ideale per le serie televisive che vogliono rappresentare la vita vera delle persone nell’Italia di oggi”.
Si veda anche, a livello locale, l’inserto pubblicato da Cronaca qualche settimana fa, intitolato “GDO e impatto sociale”. Venti pagine curate da Cesare Molin e Arcangelo Zacchetti, con cui si intende dimostrare “il valore sociale che un centro commerciale progettato bene può apportare al territorio limitrofo”.
Per l’ex assessore Soregaroli, regista dell’operazione Cremona Po, il valore è stato il recupero e la riqualificazione dell’area dismessa ex Feltrinelli. Per il direttore del Centro, Angelo Ferri, il valore sta nei servizi di ogni tipo che il centro offre (intrattenimento; farmacia; banca; lavanderia; ecc). Per il responsabile di Tecnocasa, il centro commerciale ha portato valore alle case del Cambonino. Per un commerciante che ha aperto una succursale al Cremona Po, il valore è stato l’incremento del commercio. Per gli artigiani insediatisi nell’area artigianale, il valore del centro sta nella capacità di attrazione di clientela.
Queste sono le mirabilia della GDO intelligente, secondo gli estensori dell’inserto promozionale, che valutano il suo impatto sociale in funzione dell’operazione commerciale realizzata, anziché in funzione della città e del territorio in cui è stata inserita. Nell’operazione commerciale intelligente, i servizi, le aree artigiane e le stesse aree residenziali non sono concepite in funzione dei cittadini, ma in funzione del consolidamento del Centro commerciale. Un nucleo di residenti è un nucleo di potenziali clienti, utili soprattutto nella fase di avvio. La banca, come gli auspicati servizi postali e sanitari, sono un valore aggiunto che parificano il Centro alle zone “cittadine”.
Le mirabilia della GDO non considerano che, a fronte dei servizi di intrattenimento del Centro, si spengono le luci dei cinema di città. Non valutano che l’incremento dei valori immobiliari del Cambonino e dintorni è ampiamente compensato dal decremento dei valori in altre parti della città. E omettono che il vero incremento immobiliare è stato prodotto dalla variante urbanistica, che ha fatto salire il valore economico dell’area ex Feltrinelli (ceduta dal comune negli anni sessanta per poche lire) da 4 miliardi a 28 miliardi. Questo sì mirabilia.
Adesso, gli sponsor del Centro commerciale auspicano il completamento del programma, con nuove residenze per 600 abitanti, che si aggiungerebbero al patrimonio edilizio superfluo, ma fornirebbero una sicura clientela. Magari una scuola o qualche palestra, sempre a beneficio del commercio. Ma cominciano anche a temere gli eccessi della GDO (quella non intelligente). Nell’articolo introduttivo dell’inserto, si scrive infatti che “è nostra opinione che nel capoluogo di GDO ce ne sia già abbastanza se non troppa”. Meno male. Poiché ogni recupero di aree dismesse – così come attuato – è equivalso alla dismissione di un pezzo di città.

13 giugno 2011

Austerity anche all’Aem

Filed under: Editoriali — Cives Cremona @ 06:00

Il sindaco Perri (in veste di “assemblea”) si riunirà oggi con i cinque membri del consiglio di amministrazione di Aem attualmente in carica, per deliberare il numero dei componenti del prossimo consiglio, che in base allo statuto recentemente modificato potrebbero essere tre o cinque.
La riduzione del numero dei consiglieri nelle società partecipate era stata decisa dalla legge finanziaria 2007, allo scopo di contenere la spesa pubblica. I consiglieri possono essere cinque solo se il capitale sociale della società è superiore all’importo fissato con decreto del Presidente del consiglio,  quantificato il 26 luglio 2007 in due milioni di euro.
Se le cose stanno così, sarebbe dunque possibile la fissazione a cinque del numero dei consiglieri Aem, considerato che il capitale sociale della ex municipalizzata è di oltre 13 milioni di euro. Tuttavia,  il numero di cinque è previsto come massimo, ma non è obbligatorio, e lo spirito della legge (la riduzione dei costi) suggerirebbe di limitarlo a tre.
In effetti,  la decisione è stata preceduta da un vivace dibattito, segnato da divergenze sul numero (tre o cinque) tra gli assessori e la segreteria della Lega Nord, ma  sembra (dalle notizie di stampa) che il Sindaco sia orientato verso il cinque.
Se così sarà, il proposito di ridurre il costo dell’apparato politico, già annacquato con il mancato taglio degli assessori, sarà anche stavolta disatteso.
Venerdì scorso, Fabrizio Saccomandi (prossimo governatore di Bankitalia) ha affermato che, per finanziare la crescita, “tagliare si può e si deve”, soprattutto a livello locale, soprattutto nelle quasi 6000 partecipate dei comuni, spesso utilizzate per aggirare i vincoli di bilancio o la regola della concorrenza. Secondo un’indagine di Unioncamere, 3600 società partecipate equivalgono a 40mila poltrone e a 22mila posti di consigliere di amministrazione.
Scrive Marco Deaglio, sulla Stampa dell’8 giugno, che se i governanti vogliono essere credibili quando si chiedono sacrifici ai cittadini “l’austerity deve colpire la politica”.
Anche all’Aem.

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