Cives Cremona

27 giugno 2011

L’oggetto “universale” di Aem Service

Filed under: Aziende Pubbliche — Cives Cremona @ 07:00

Apprendiamo dalla Provincia del 26 giugno che starebbe per nascere una nuova azienda partecipata del Comune, che si dovrebbe occupare della gestione del suolo e del sottosuolo ma non dei parcheggi, che si chiamerà Aem Service e che sarà controllata al 100% da Aem.
Per la verità, dal registro Unioncamere, risulta che una società denominata Aem Service srl esiste già, ha come socio unico Aem, come amministratore unico Libero Zini e come procuratore Gerardo Paloschi. E’ stata registrata una decina di anni fa con un capitale di 50mila euro e con un oggetto sociale amplissimo: “ricerche e azioni promozionali nel settore dei pubblici servizi; consulenze per la comunicazione d’impresa, la gestione e l’organizzazione; progettazione e costruzione di impianti destinati ai servizi pubblici degli enti locali; acquisto, vendita, costruzione, locazione e permuta di immobili; gestione di reti telematiche, con particolare riferimento all’istruzione e alla cultura; assunzione di partecipazioni in altre società ed imprese, qualunque sia l’oggetto sociale”.
Se non ricordiamo male,
Aem Service era stata costituita in vista della gestione della “mediateca” (poi non realizzata), ma come si vede dall’oggetto era predisposta per ogni tipo di impresa, secondo il vizio comune a tutte le società commerciali di lasciarsi aperta la porta per qualunque affare profittevole. Probabilmente, la società di servizi di cui si parla è la stessa, richiamata in vita dopo un sonno decennale, dato che non avrebbe senso costituirne un’altra con le stesse funzioni.
Dalle notizie di stampa sembra di capire che
Aem Service resterebbe incardinata in Aem e che un consigliere di Aem diventerebbe suo amministratore unico. In questo modo, ci sarebbe una ragione in più per giustificare la sopravvivenza di Aem e la nomina di cinque consiglieri, giacché – si dirà – con cinque consiglieri si amministreranno due società. La principale preoccupazione dell’amministrazione sembra infatti quella di preservare il numero delle poltrone di Aem, anziché interrogarsi se la stessa azienda abbia ancora ragione di essere. Infatti, se si mettessero direttamente in capo al sindaco (o a un assessore delegato) il coordinamento delle partecipate e la gestione del patrimonio, che oggi sono affidate ad Aem ma che sono funzioni amministrative e non servizi pubblici, non ci sarebbe più bisogno di Aem e dei suoi cinque consiglieri.
Quanto ad
Aem Service, prima di stabilire il numero dei consiglieri, occorrerebbe rivedere lo statuto, per circoscrivere l’oggetto a precisi servizi da prestare al comune e non a terzi, eliminando “le consulenze, le costruzioni, le compravendite, l’assunzione di partecipazioni”, tutte attività che esulano dalle competenze del comune e che possono interferire nella sfera delle professioni e delle imprese private. Nel rispetto della conclamata sussidiarietà.

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